giovedì 21 luglio 2016

Russia, Daniele Cametti Aspri in mostra a Gelendzhik dal 23 luglio al 13 agosto

Dopo gli ottimi riscontri ottenuti all’ultima edizione del MIA Photo Fair di Milano e, recentemente, nei festival di fotografia italiani, tra cui Fotografia Europea e FotoLeggendo, Daniele Cametti Aspri (www.danielecamettiaspri.com) volge la sua attenzione oltre i confini del nostro Paese per partecipare, con il suo ultimo progetto, ad un’interessante iniziativa di confronto tra culture diverse.
Dal 23 luglio al 13 agosto 2016, infatti, i suoi lavori dedicati alla spiaggia di Capocotta, accomunati sotto il titolo “L’ultima spiaggia”, saranno esposti a Gelendzhik (Russia) nell’ambito del progetto di confronto fotografico internazionale “Riviera”.
Gelendzhik, città della Russia europea meridionale situata sulla costa settentrionale del Mar Nero, è uno dei centri turistici più importanti, favorito dalla posizione geografica e dal clima quasi mediterraneo. Queste peculiarità e la volontà di promuovere l'arte della fotografia e la vita artistica della città, hanno portato alla costruzione di un progetto fotografico di confronto tra culture diverse sul tema del vivere il mare.
Un progetto dal titolo “Riviera” che vuole mettere a confronto diretto due realtà geografiche (la costa russa e quella italiana) attraverso la visione soggettiva di sei grandi fotografi, tre italiani e tre russi, per evidenziare sì le diversità culturali e sociali, ma contemporaneamente sottolinearne i punti di contatto: un desiderio di vita che si esprime nella condivisione di un territorio e un rispetto dell’altro che sono comuni a tutte le nazionalità.
Il progetto sarà anche l’occasione per mostrare le ultime tendenze della fotografia contemporanea in un contesto internazionale.
Insieme a Daniele Cametti Aspri, saranno visibili in mostra anche i lavori di altri due autori italiani: Paolo Miserini e Mauro Quirini.

Daniele Cametti Aspri con “L’ultima spiaggia” racconta proprio la realtà di un tratto di costa italiana, quello di Capocotta, riserva naturale del litorale romano. “L’ultima spiaggia” è infatti il reportage intimo di un luogo che, da territorio personale, diventa simbolo di un ideale.
Negli anni Ottanta l’autore approda qui per la prima volta: quel giorno ne assapora subito il senso profondo, provando attrazione mista a timore dell’eccesso. Vent’anni dopo, il ritorno.
Cametti Aspri trova una Capocotta ridimensionata nei suoi eccessi, ma dall’essenza immutata.
La prima parte de “L’ultima spiaggia” è la testimonianza visiva di questo ritorno, nella quale l’autore, come un esploratore socio-culturale, trasferisce tutto il suo sentire. Si susseguono storie immerse nel rumore, in un luogo antropologico fatto di tolleranza e civiltà; una sorta di agorà dove i conflitti sociali, politici o economici non erano che un’eco lontana, persa nel rumore del chiacchiericcio e delle onde. Nel 2016 questa dimensione viene spazzata via, travolta dalla mala politica. Capocotta viene chiusa e l’accesso alla spiaggia viene negato. Inizia così la seconda parte del racconto: al centro non c’è più l’uomo, ma la sua assenza. La Comédie humaine svanisce e lascia il posto al catalogo dell’inanimato. La reazione della gente, però, non tarda a venire: azioni sui social media e voci indignate culminano presto in una grande manifestazione, “I love Capocotta” che lo scorso Aprile ha visto oltre duemila persone unite in un abbraccio simbolico. Cametti Aspri, da testimone sensibile di un luogo, passa in prima linea in una battaglia che ha il sapore della riappropriazione, sia di Capocotta da parte della gente, sia di una dimensione umana che sembra perdersi ogni giorno di più e che deve essere, invece, tutelata.

Questa importante occasione di partecipazione ad un progetto internazionale credo sia un ottimo spunto sia per raccontare qualcosa della fotografia italiana emergente al di fuori dei nostri confini,
sia per ragionare sulle differenze tra le culture, che alla fine trovano il loro punto di contatto proprio nell’uomo e nel suo grande desiderio vivere e condividere - commenta Daniele Cametti Aspri. - Così, come alla fine del mio racconto, Capocotta non perde del tutto la sua intrinseca dimensione umana, anzi diventa “l’ultima spiaggia” di una battaglia per la civiltà, allo stesso modo questo confronto fotografico a Gelendzhik spero potrà portare ad una riflessione nuova su temi come la condivisione e il rispetto delle diversità che ci devono qualificare come uomini nel nostro tempo.”


Riviera” - Un progetto fotografico congiunto Russia - Italia
Dal 23 Luglio (Vernissage) al 13 Agosto 2016
Exhibition Hall - 353460, st. Ostrowski 6, Gelendzhik - Regione di Krasnodar (Russia)
Telefono / Fax: (86141) 3-32-98, 3-34-95



Biografia Daniele Cametti Aspri

Daniele Cametti Aspri è nato a Roma nel 1968. Nel 1989, all’età di 19 anni, ha fondato la rivista cinematografica professionale Acting News, che dirige a tutt’oggi sul web ed è un punto di riferimento per l’informazione sulla produzione cinematografica in Italia. Vista l’inclinazione tecnica e creativa, nel 2000 fonda una società di Authoring che affianca all’attività giornalistica e tutt’oggi realizza DVD e Blu Ray per le maggiori case di distribuzione home-video.
Da sempre grande appassionato di comunicazione, grafica ed immagine sia cinematografica che fotografica, nel 2003 si avvicina alla fotografia con la nascita di suo figlio, ed inizia a frequentare workshop e corsi presso la struttura di Officine Fotografiche a Roma.
Da allora non ha più smesso. Ha esposto in numerose collettive e personali: nel 2012 al Festival Fotoleggendo con Gente di Capocotta; nel 2013 al Naked City Fest, American Dream e al Festival Fotografia di Roma con Unrelated; nel 2014 a Foiano Fotografia con Verde Contemporaneo; nel 2015 a 2NC Fest con Dark Cities/Verde Contemporaneo, presso The Mill con Dark Cities (solo exhibition), presso MIA FAIR con Dark Cities, all’Eutropia Festival di Roma con Dark Cities, nella collettiva dal titolo Niente da vedere presso Teatro Ambra alla Garbatella (Roma), con la mostra personale di Dark Cities presso Photoshow Milano 2015, con la personale Extra-ordinario a km0 presso Spazio Tadini a Milano, con la collettiva Niente da vedere presso Spazio MRF Torino; nel 2016 presso Galleria Expowall, Mostra Personale, presso MIA Photo Fair con My American Dream e Il Mio Diario Per Te, a Fotografia Europea OFF con Verde Contemporaneo per la collettiva “Niente da vedere”; nel 2016 a Fotoleggendo con Il mio diario per te e L’Ora Blu.

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