lunedì 20 giugno 2016

Napoli, fino all'11 settembre esposto "Arlecchino con specchio" di Picasso alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano

Alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Napoli, è stato svelato oggi alla presenza di Michele Coppola, Responsabile Attività  culturali di Intesa Sanpaolo e di Paloma Alarcó, Curatore responsabile di pittura moderna del Museo Thyssen-Bornemisza, Arlecchino con specchio (Arlequin au miroir), capolavoro di Picasso presente nelle collezioni del museo madrileno che sarà esposto nella sede partenopea delle Gallerie d’Italia dal 18 giugno all’11 settembre 2016.

Questo dipinto, che fa parte della serie dei grandi “Arlecchini seduti” realizzati nel corso del 1923, è diventato una delle opere più amate e popolari di Picasso. Il viaggio in Italia del 1917 imprime un cambiamento nell’arte del pittore andaluso che, nell’ambito del cosiddetto movimento del ritorno all’ordine, ritrova un interesse per la figura, per l’antico e per la tradizione classica. Tuttavia, a differenza degli altri quadri del 1923, nei quali Arlecchino ha le sembianze del pittore spagnolo Jacinto Salvadó ed è vestito col costume a scacchi tipico della popolare maschera, in questo caso, dopo aver pensato in un primo tempo a un autoritratto, l’artista segue un percorso iconografico molto originale. Infatti, se il cappello a due punte che il fanciullo si aggiusta con la mano guardandosi nello specchio rimanda ad Arlecchino, il costume è quello con la calzamaglia tipico di un acrobata e il volto malinconico ricoperto dal cerone è quello di Pierrot.
Questa contaminazione rende l’opera ancora più straordinaria, perché rimanda alla prima produzione di Picasso, al cosiddetto “periodo blu e rosa” dove compaiono, insieme agli artisti del circo – acrobati, pagliacci e saltimbanchi – proprio le due maschere di Arlecchino e Pierrot, che simboleggiano la condizione emarginata dell’artista.
La cristallina bellezza e la misura di questa immagine, che sprigiona malinconia e tenerezza, derivano dal confronto di Picasso con le antiche pitture romane, ammirate nella sua visita del 1917 a Pompei, e con Ingres. La limpida sintesi plastica dei volumi ricorda il celebre ritratto di Ingres Madame Moitessier seduta della National Gallery di Londra, con il quale l’Arlecchino presentato oggi condivide il motivo della mano accostata al volto.
A Napoli Picasso si interessò tanto alle antiche pitture di Pompei quanto alla tradizione iconografica della figura di Pulcinella e tra il 1922 e il 1924 condivise questi temi con altri artisti come Gino Severini e André Derain, divenuti anch’essi straordinari interpreti, nei loro Arlecchini, Pierrot e Pulcinella, del fascino che continuava a esercitare la Commedia dell’Arte, vista come una grande metafora della vita stessa.
L’iniziativa segna il secondo appuntamento con L’Ospite illustre, la rassegna – avviata con il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, conservato a Palazzo Madama di Torino – che si prefigge di presentare al pubblico delle Gallerie d’Italia, in brevi e ricorrenti eventi espositivi, un’opera di grande rilievo proveniente da collezioni prestigiose o da musei o chiese, in un rapporto di scambio e collaborazione con importanti istituzioni culturali nazionali o estere. La presenza a Napoli di questi capolavori è tanto più significativa in quanto sia le opere sia gli autori – Antonello e Picasso – rivelano un legame privilegiato con la città e con la sua storia culturale e artistica.
A rendere ancora più evidente tale rapporto, nel percorso espositivo di Arlecchino con specchio è una testimonianza relativa al ballettoPulcinella, di cui il grande maestro andaluso disegnò costumi e scenografia, memore delle sue passeggiate napoletane e di quella maschera da lui varie volte osservata mentre improvvisamente “si offriva in spettacolo per le strade”. Nel 1920, infatti, Picasso porta in teatro il suo interesse per la commedia dell’arte occupandosi delle scene e dei costumi per il balletto Pulcinella di Igor Stravinskij. A Picasso tornarono utili le gite a Napoli, i ricordi delle belle stampe di Pulcinella e delle collezioni relative al teatro napoletano. Il bozzetto per il costume di Pulcinella dell’omonimo balletto è quasi una sintesi dei due stili privilegiati in questi anni dal pittore. Nella stagione 1986-1987 il Teatro di San Carlo presenta il Pulcinella con scene originali e costumi realizzati su studi di Picasso; in scena una stella della danza, Vladimir Vassiliev, nel ruolo della maschera napoletana.
Grazie alla collaborazione con il Teatro di San Carlo, la presenza de L’Ospite illustre sarà affiancata dall’esposizione di sei abiti di quello spettacolo, ricostruiti sui bozzetti di Picasso con l’aiuto del figlio di Léonide Massine, autore della coreografia originale.
L’esposizione del capolavoro di Picasso e la collaborazione con il Teatro di San Carlo offrono l’occasione per lanciare Careers in Art, il programma ideato da Intesa Sanpaolo e Next Level nell’ambito di Progetto Cultura per avvicinare i giovani ai mestieri dell’arte mettendosi in gioco direttamente. Saranno coinvolte sia le scuole secondarie di I grado sia quelle di II grado. Le prime con un programma di orientamento ai mestieri dedicato alle professioni dell’artigianato artistico campano della durata di una settimana; le seconde con un progetto ambizioso: 25 ragazzi riceveranno un canovaccio focalizzato sulla Commedia dell’Arte a partire dal quale, nell’arco di due settimane, dovranno realizzare uno spettacolo conclusivo.
Questo esercizio li porterà a confrontarsi con tutti i mestieri coinvolti: direttore generale, direttore artistico, regista, scenografo, tecnico del suono, tecnico delle luci, costumista, truccatore, danzatore, performer, comunicazione/grafica, ufficio stampa, amministrazione, biglietteria, ecc.
La selezione dei ragazzi sarà effettuata attivando le collaborazioni con le Associazioni che operano sul territorio. I partecipanti avranno in questo modo la possibilità di effettuare le loro scelte future di studio o professionali attraverso un approccio completamente nuovo, dopo aver sperimentato, seppur per un breve periodo, una professione vera ed essersi confrontati con artigiani e operatori reali.
Contemporaneamente alla mostra di Napoli, dal 21 giugno al 18 settembre 2016, il Museo Thyssen- Bornemisza ospita Caravaggio y los pintores del Norte, esposizione incentrata su Michelangelo Merisi da Caravaggio e sull’influenza che il genio italiano ebbe sui pittori nordici che, affascinati dal suo lavoro, ne diffusero lo stile. Saranno in mostra un gruppo di opere che abbracciano l’intera carriera dell’artista, dal periodo romano fino alle cupe e commoventi composizioni dei suoi ultimi anni, tra le quali Il Martirio di sant’Orsola della collezione Intesa Sanpaolo, ultimo dipinto di Caravaggio, realizzato a pochi mesi dalla morte e abitualmente esposto a Palazzo Zevallos Stigliano.

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