Nel suo ultimo lavoro il filosofo Walter Benjamin descrive un angelo che vola con lo sguardo rivolto al passato, dando le spalle al futuro: le macerie di edifici e ideologie si accumulano davanti ai suoi occhi (strumenti musicali in fondo all’oceano, radar malfunzionanti, balene spiaggiate) e l’angelo vorrebbe fermarsi a ricomporre i detriti (neonati morti, statue in Antartide, conigli fluorescenti), ma una tempesta gonfia le sue ali e lo trascina inesorabilmente in avanti (danze isteriche di massa, paracaduti inceppati, gatti milionari): questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso. Per quanto l’angelo osservi il susseguirsi degli eventi - mani sui tasti di un pianoforte, funghi atomici, cartoline nella giungla - e cerchi di resistere alla tempesta, non può fermarsi e intervenire, non può rincollare i pezzi e rifondare una realtà condivisa, non può fare assolutamente nulla per aiutarci – se non altro perché gli angeli non esistono [cocktail al cianuro, numeri irrazionali, racconti intorno al fuoco]. Quale altro essere senziente potrebbe provare a ricomporre l’infranto, smontare le narrazioni e – volando o meno – finalmente girarsi per proiettare lo sguardo in avanti?
Ispirandoci a quelle che il filosofo Walter Benjamin chiamava costellazioni
svelate, proviamo a raccontare questi episodi mettendoli in risonanza col
presente, componendo una nostra personale mappa del paradosso fatta di
microstorie, istanti sospesi, momenti fatali di persone illustri o sconosciute:
fatti e pensieri lontani fra loro ma uniti da quella tela di narrazioni,
credenze, miti e ideologie che secondo lo storico Yuval Noah Harari compongono
la materia stessa di cui è fatta la Storia. Oggi che la complessità ci richiede
immaginari inediti e nuovi processi cognitivi, ci piace pensare che a teatro si
possano recuperare narrazioni e circostanze a cui Sapiens ha aderito nei
millenni, smontarle, ricombinarle, prenderne distanza allontanandoci nel tempo e
cercare almeno un po’ di quella vertigine che coglie un astronauta quando
osserva la Terra allontanandosi nello spazio.
SOTTERRANEO: SARA BONAVENTURA | CLAUDIO CIRRI | LORENZA GUERRINI | DANIELE PENNATI | GIULIO SANTOLINI
L’ANGELO DELLA STORIA
scrittura Daniele Villa | luci Marco Santambrogio
luci Marco Santambrogio | costumi Ettore Lombardi suoni Simone Arganini | montaggio danze Giulio Santolini
ideazione e regia SARA BONAVENTURA | CLAUDIO CIRRI | DANIELE VILLA
produzione Sotterraneo
coproduzione Marche Teatro| Associazione Teatrale Pistoiese | CSS Teatro stabile di innovazione del FVG | Teatro Nacional D. Maria II
contributo Centrale Fies, La Corte Ospitale, Armunia col supporto di Mic, Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze
SPAZIO DIAMANTE (sala black)
8 – 11 aprile 2026
PREMIO UBU SPETTACOLO DELL’ANNO 2022 | NOMINATION PREMIO UBU MIGLIOR SCRITTURA DRAMMATURGICA 2022
SPAZIO DIAMANTE
Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM
mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30, sabato ore
19
Lo Spazio
Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a
chiunque di venire a Teatro
Biglietto Supporter - € 19 - Biglietto
Standard - € 15 - Biglietto
Agevolato - €12

