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| Da Sx Galeazzo Bignami, Dario Iaia, Eleonora Coletta, Marco Lisei, Alice Buonguerrieri |
Nei giorni scorsi, si è svolta la presentazione del libro inchiesta "Canale Terminale" di Eleonora Coletta presso la Sala Tatarella della Camera dei Deputati, vista l’importanza che riveste a carattere nazionale.
Eleonora Coletta è avvocato
pubblico, professore a contratto di Diritto del lavoro all’Università
di Bari. Per 15 anni è stata legale della Asl di
Taranto, è Vicepresidente del Comitato Nazionale
‘Vittime Covid’ (https://www.facebook.com/profile.php?id=61556661232801)
e del Comitato ‘Verità e Giustizia vittime Covid Moscati di Taranto – per
non dimenticare’ (https://www.facebook.com/groups/4148070971926094/
).
Un testo doloroso e
significativo del libro, affronta il tema della verità nella gestione della
pandemia da Covid-19 e non solo.
Prendendo spunto da
quanto accaduto all’Ospedale oncologico Moscati di Taranto, questo libro
denuncia con coraggio, girone dopo girone, la realtà atroce e spaventosa della
sanità italiana, spesso ormai percepita dai pazienti come un vero e proprio
ostacolo alla propria sopravvivenza.
Il libro inchiesta, oltre
a quella dell’autrice che nel giro di 3 giorni ha perso marito e padre, si
avvale delle testimonianze di Tina Albanese, Pia Balestra, Angela Cortese,
Antonella Dandolo, Antonio Del Sole, Paola Regina, Donato Ricci, Venere
Rotelli, Rosanna Valentini e Danilo Minolfo.
Nell’introduzione dell’autrice,
si legge: “Emblematica l'espressione che usa il primario di Rianimazione
quando, alle 13:00 del 5 marzo 2021, mi chiama per avvisarmi che mio marito,
Dario Maniglia, è stato trasferito nel suo reparto: <<Non doveva arrivare
da me>>. Confessione? Condanna? Forse la semplice conferma
dell’ineluttabile. In quel reparto si va a morire. L’ho contagiato io, mio
marito. Sono un avvocato e ho goduto del privilegio di essere tra i primi a
vaccinarsi in Puglia: già il 19 febbraio sono prenotata per l’Hub vaccinale. Subito
dopo l’iniezione sto male, molto male. Avviso il medico dei sintomi ma non
viene attivato nessun controllo. Certa che si tratti degli effetti collaterali del
vaccino non mi fermo. Il 23 febbraio sono in Tribunale, non mi reggo in piedi.
Dopo due giorni la situazione peggiora e mi viene il sospetto che non sia per
causa della vaccinazione, così mi faccio un tampone. Risultato? Positiva al Covid.
Avverto immediatamente il presidente del Tribunale, avviso i miei amici: è
stata una mia premura (…) Quello che so
di certo è che sono stata io il veicolo di contagio di mio marito, delle nostre
figlie, di mio padre e di altri cinque membri della mia famiglia. Io vivrò il
resto della mia vita con il senso di colpaper aver portato dentro le mura della
mia casa la malattia, ma la responsabilità della morte dei miei cari non è né
mia né del Covid, ma di chi non li ha curati. Di chi li ha lasciati morire in
condizioni disumane. Perché su nove contagiati del mio nucleo famigliare, i
soli due a non essere sopravvissuti sono coloro che sono stati ricoverati (…)
Sarà certamente un caso, ma ad oggi le morti simili sono centinaia. Tutti con
le stesse caratteristiche e modalità. Questo libro vuole essere la loro voce”.
Mancanza di attrezzature
mediche, cartelle cliniche inesistenti, terapie errate; sistemazioni
improvvisate e precarie, reparti di fortuna, posti letto «arrangiati in locali
che non avrebbero dovuto essere presi nemmeno in considerazione»; bagni
inaccessibili o non funzionanti, pazienti abbandonati tra i loro stessi
escrementi; parenti che non ricevono notizie dei loro cari per giorni; oggetti
scomparsi, smarriti o rubati.
Persone maltrattate
psicologicamente, vessate, umiliate, private della propria dignità di malati.
Pazienti sulla via della
guarigione, improvvisamente morti a causa di infezioni ospedaliere, spesso
antibiotico-resistenti.
Un crudo spaccato di una
malasanità tutta italiana di cui, ancora oggi, i cittadini sono vittime.
Non un luogo di cura ma
un vero e proprio “canale terminale”, vite sospese, abbandonate su un binario
morto.
E “Il dolore di chi resta
non conosce tregua, soprattutto di fronte alle numerose domande lasciate senza
risposta. Tante, troppe, le morti sospette (…) tra malasanità,
disorganizzazione e incompetenza del personale sanitario che si è trovato
completamente impreparato di fronte alla seconda ondata dell’emergenza Covid” è
quello che ha scritto Maria Giovanna Maglie nella Prefazione.
"È essenziale
riflettere su quanto accaduto e sul lavoro che la Commissione parlamentare
d'inchiesta sta svolgendo - ha precisato l'on. Dario Iaia - per
fare emergere la verità e rendere giustizia a quanto vissuto dai cittadini.
Durante il suo
intervento, ha sottolineato le numerose contraddizioni delle misure restrittive
messe in atto.
Da un lato, alcuni
reparti dei supermercati erano accessibili, mentre altri venivano bloccati; dai
mercati chiusi ai centri commerciali rimasti aperti, fino ai cimiteri
interdetti.
Queste decisioni hanno
creato una confusione che ha costretto sindaci, come lo stesso Iaia all'epoca,
a interpretare e spiegare norme spesso poco chiare ai cittadini, generando
disorientamento.
Un passaggio del libro ha
particolarmente colpito i presenti: la drammatica narrazione di Carmelo,
trovato privo di vita su una sedia e ignorato per ore, cadendo a terra durante
il suo spostamento.
“Questa triste vicenda ci
restituisce con forza la disumanizzazione che abbiamo vissuto in quei momenti
bui - ha riferito Iaia - È fondamentale continuare a lavorare con
determinazione per comprendere i fatti, onorare la memoria di chi ha sofferto e
garantire che simili errori non si ripetano in futuro. La verità deve emergere
e la Commissione d’inchiesta rappresenta un passo essenziale in questo
percorso di responsabilità. Ringrazio Eleonora Coletta per averci restituito
uno spaccato reale di quel periodo e di quando purtroppo, hanno perso la vita
suo padre e suo marito. Da parte nostra e la presenza del capogruppo Galeazzo
Bignami lo dimostra, permane l'intenzione di fare piena luce sulla gestione
di quella emergenza".
Soddisfatta
dell’incontro, l’autrice Coletta. “Vorrei ringraziare
l’on.le Iaia per aver dato voce ancora una volta alla richiesta di
verità e giustizia che porto avanti con il mio libro. Aver avuto il conforto
degli autorevoli membri della Commissione Parlamentare Covid, sen. Marco
Lisei e on. Alice Buonguerrieri nella ricerca della verità, per noi
parenti delle vittime Covid ha un significato importante. I nostri cari hanno
pagato il prezzo più alto della scellerata gestione della pandemia e meritano
rispetto e giustizia. Grazie all’on. Bignami perché ha parlato di
memoria, perché noi non possiamo dimenticare. Per questo, mi auguro che la
Commissione vada avanti fino in fondo”.
Vito Piepoli


