FRANCESCO CASSIBBA | SARAH NICOLUCCI | GIACOMO RASETTI | VINCENZO
TOSETTO |
ARIELE VINCENTI
MARCINELLE,
STORIE DI MINATORI
Scenografia Alessandro Chiti | Composizioni
Musicali Tiziano Gialloreto |
Disegno Luci e Fonica
Stefano Pierucci| Costumi Agostina Imperi|
Aiuto Regia Nicolò Marabini| Foto Francesco Nannarelli| Grafica Marco Animobono
SCRITTO E DIRETTO DA ARIELE VINCENTI
produzione Alt Academy Produzioni e Teatro Stabile D'Abruzzo
Si Ringraziano Paolo Di Stefano autore del libro "La catastròfa.
Marcinelle, 8 agosto 1956",
Walter Basso autore del libro “Carne da miniera”
L’ Associazione Nazionale Vittime Di Marcinelle,
il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata, Filippo Ferraro Fano
SPAZIO
DIAMANTE (sala black)
3 - 8 Marzo
L’8 agosto 1956 nella miniera di carbone di Bois
du Cazier, a Marcinelle, nel Belgio meridionale, 262 minatori morirono a causa
di un incendio e dei fumi tossici. Tra le vittime, 136 erano lavoratori
italiani immigrati in Belgio grazie a un accordo tra il governo italiano e
quello belga (volto a fornire manodopera al Belgio in cambio di carbone inviato
in Italia).
Lo spettacolo, a settant’anni di distanza, ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di quattro minatori, dalla partenza dai propri paesi d’origine, alla morte nella miniera in quello che fu l’incidente sul lavoro più drammatico in Europa dal dopo guerra ad oggi.
Nel dopoguerra si è verificata la terza grande
ondata migratoria di nostri connazionali in cerca di fortuna all’estero,
coinvolgendo migliaia di persone che erano obbligati a lasciare le loro case
stretti dalla morsa della povertà. Lo spettacolo è il frutto di un accurato
studio dell’autore dei fatti avvenuti e del contesto sociale dell’epoca,
attraverso fonti scritte, filmiche e orali.
Quando i minatori partivano, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano
di mamme, fidanzate, amici e parenti che li salutavano. C’era chi era felice
per loro, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava, come le
mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno
fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà
furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il
primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano
stati promessi, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le
loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i
Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni
di lavoro: turni lunghi e faticosi, i pagamenti a cottimo; più carbone
recuperavano, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva
spiegazione di quelle condizioni ad un superiore, veniva aspramente criticato e
minacciato. Nella miniera, il loro lavoro a mille metri di profondità era
estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie - chiamate mine - di
mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con
il Motor Pique (un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai
minatori).
NOTE DI REGIA
La mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante, i carrelli carichi di carbone, i nitriti dei cavalli, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”, così la chiamavano!
SPAZIO DIAMANTE
Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM
Da martedì a venerdì ore 20.30, sabato ore 19,
domenica ore 17
Lo Spazio
Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a
chiunque di venire a Teatro
Biglietto Supporter - € 19 - Biglietto
Standard - € 15 - Biglietto
Agevolato - €12

