Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico e partecipazione la 27ª edizione del KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL, il più longevo e importante appuntamento dedicato alla musica popolare calabrese.
Organizzato dal Comune di Caulonia, con il sostegno della Regione Calabria e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il festival ha trasformato per quattro giorni il borgo storico di Caulonia (Reggio Calabria) in un vibrante palcoscenico a cielo aperto, dove musica, danza e cultura si sono fuse in un abbraccio collettivo tra tradizione e contemporaneità.
«Il Kaulonia Tarantella Festival si conferma come la kermesse di musica popolare più importante della Regione e non solo ... sono felicissima di aver riscontrato presenze venute da lontano oltre Regione, proprio per assistere e vivere la magia di Piazza Mese – racconta l'assessore alla cultura Antonella Ierace – Un forte grazie all'Amministrazione comunale tutta per aver creduto fortemente in questo progetto culturale dove la pace è stata il filo conduttore perché la musica e l'arte sono strumenti principali di veicolo di pace».
Quest’anno il filo conduttore è stata la pace, un tema che ha attraversato concerti, incontri e attività. Oggi più che mai, infatti, il festival si propone come un ponte musicale e culturale tra popoli e generazioni, un invito a ritrovarsi e a celebrare insieme, sotto il segno della musica, il valore universale dell’armonia.
Il festival, diretto artisticamente da MORGAN e MIMMO CAVALLARO, ha animato il centro storico dalle ore 18.00 fino all’alba con un fitto programma di spettacoli, danze, workshop e momenti di incontro culturale.
Morgan, al suo primo anno come co-direttore artistico, ha portato una visione aperta e sperimentale che ha saputo incontrare e valorizzare la ricchezza della musica popolare, restituendole nuova forza comunicativa.
Tra i momenti più significativi dell’edizione, il concerto dei due direttori artistici ha regalato ai presenti una perfetta sintesi tra tradizione e innovazione: una performance intensa, ricca di contaminazioni sonore, in cui la voce e il pianoforte di Morgan hanno dialogato con gli strumenti e i ritmi ancestrali della tarantella, creando un ponte emotivo tra mondi solo in apparenza lontani.
«Sono molto contento dell'opportunità di condurre ancora una volta il festival, grazie alla fiducia dimostrata dall’Amministrazione comunale. Felicissimo dell’incontro con Morgan, non solo dal punto di vista artistico, ma anche umano, e grato per come il pubblico ha accolto con entusiasmo questa nostra collaborazione – afferma Mimmo Cavallaro – Piazza Mese ha potuto vivere serate intense, dove la musica è stata davvero protagonista. Un grazie speciale va a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione del festival, e in particolare ai ragazzi della mia band, per la passione e la dedizione con cui hanno contribuito al concerto finale».
Grande affluenza di pubblico in Piazza Mese, piena in ogni ordine di posto, per le esibizioni di Tarantella di Montemarano, Sarafine, L’Orchestraccia, Carlo Faiello, Lina Sastri, Son’abballu, Senduki, Mimmo Cavallaro e Morgan, Nour Eddine Fatty, Pietro Cirillo e Marcello Cirillo.
Anche gli appuntamenti non musicali hanno ottenuto un grande riscontro.
Giovedì 21 agosto si è svolto l’incontro “Nella mente della zampogna” con Sergio di Giorgio.
Venerdì 22 è stata la volta di “Upgrade”, lo spettacolo che ha visto protagonista il Loccisano-Piccioni DUO.
Sabato 23 agosto gli ascoltatori sono stati trasportati nelle atmosfere raffinate dell’India con “Nel mondo di Raga”, il progetto del duo formato da Ashanka Sen (sitar) e Rashmi Bhatt (tabla).
Domenica 24 agosto si è tenuto il racconto autobiografico tra musica e narrazione “L’esilio del flautista” di Nour Eddine.
In oltre vent’anni di storia ha ospitato grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Noa a Ornella Vanoni, da Eugenio Bennato a Sud Sound System, da James Senese a Enzo Avitabile, mantenendo intatta la sua vocazione: essere un luogo di incontro tra la tarantella nella sua veste storica e le sonorità popolari contemporanee, in una festa collettiva che coinvolge artisti e spettatori in un’unica grande danza.