Architettura, arte e design: Casa Museo Renzo Savini presenta la Casa Museo Remo Brindisi

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In occasione della recente apertura al pubblico di Casa Museo Renzo Savini, venerdì 8 aprile 2022 alle ore 18.30, su iniziativa di Benedetta Savini Marescotti, proprietaria della Casa Museo, si svolgerà il secondo incontro-conversazione previsto nell’ambito della programmazione culturale del 2022. Dopo il saluto dell’Architetto Emanuele Mari, Assessore al Turismo, Cultura e Patrimonio Museale del Comune di Comacchio, Nicoletta Barberini Mengoli, collaboratrice de il Resto del Carlino, intervisterà la Dott.ssa Laura Ruffoni, Funzionario responsabile della Casa Museo Remo Brindisi, che illustrerà l’eccezionale  collezione d’arte moderna conservata all’interno della Casa Museo di Lido di Spina, creando un trait d’union tra luoghi nati per la medesima finalità: conservare ed esporre capolavori artistici.

La conversazione tra Barberini Mengoli e Ruffoni verterà principalmente intorno al ruolo rivestito da questo museo, alla figura di Remo Brindisi nell'arte del Novecento e su come questa incida nelle correnti odierne e, infine, su quali elementi puntare per una maggiore visibilità della Casa Museo a livello nazionale e internazionale.

La Casa Museo, immersa nel verde della pineta del Lido di Spina, località cara al pittore Remo Brindisi per i suoi ricordi d’infanzia, fu costruita tra il 1971 e il 1973 su progetto dell’architetto designer Nanda Vigo, concepita come esperimento artistico di “integrazione delle arti”: uno spazio ove non vi fosse soluzione di continuità fisica, concettuale e di percezione tra l’architettura, gli arredi, il design e le opere d’arte che affollavano le pareti di tutte le stanze, anche dei bagni e dei ripostigli. Nanda Vigo volle dunque costruire un luogo fisico in cui Brindisi potesse accogliere chiunque desiderasse entrarvi, come in un abbraccio, visivamente ricordato dalla struttura rotonda e cava della villa.

L'edificio è caratterizzato da un grande cilindro centrale che collega diversi i piani e gli spazi abitativi, quelli di studio e quelli espositivi, in una continua compenetrazione. La raccolta, nella quale sono pure inserite opere dello stesso Brindisi, comprende circa duemila esemplari e documenta molte delle principali correnti artistiche del Novecento a livello internazionale, con un particolare accento sulla Milano degli anni compresi tra i Cinquanta e i Settanta. Sono da segnalare, in particolare, le grandi opere integrate all'architettura, tra cui il graffito di Lucio Fontana, le sculture di Arturo Martini e di Giò Pomodoro. Nella collezione del museo figurano, tra i maestri del primo NovecentoMedardo RossoAlberto SavinioGiacomo Balla, mentre il secondo Novecento è rappresentato da esponenti di importanti correnti quali lo Spazialismo e il Movimento NucleareNouveau RéalismePop (tra cui Arman, Cèsar, Rotella, Hains, Schifano, Warhol) e molti altri. Tra i maestri del design, oltre a Nanda Vigo, opere e arredi originali di epoca di Bruno MunariAchille CastiglioniGiò Colombo.

Dopo la scomparsa dell'artista, il museo e l'intero patrimonio in esso conservato sono stati acquisiti dal Comune di Comacchio, per volontà testamentaria dello stesso Brindisi.

Si ricorda che il programma culturale della Casa Museo Renzo Savini propone per la stagione 2022 i seguenti incontri:

  • Giovedì 5 Maggio 2022 ore 18.30 - Presentazione del libro “L’arte dello styling. Come raccontarsi attraverso i vestiti”, di Antonio Mancinelli e Susanna Ausoni, in collaborazione con Daniela Campogrande di Campogrande Concept.
  • 11 Maggio 2022 –  Lavinia Savini, avvocato specializzato in proprietà intellettuale e diritto dell’arte, tratterà il tema attualissimo dell’Arte digitale e  NFT Art.
  • 13-15 Maggio 2022 – Apertura dei salotti della Casa Museo in concomitanza con Arte Fiera.

 


CENNI BIOGRAFICI SU REMO BRINDISI

Remo Brindisi (Roma, Roma, 25 aprile 1918 – Lido di Spina, 25 luglio 1996) trascorre la sua infanzia tra Roma e Pescara. Compie la sua formazione da artista seguendo i corsi di scenografia presso il Centro Sperimentale di Roma e parallelamente le lezioni serali alla Scuola Libera di nudo dell’Accademia di Belle Arti; poi vince una borsa di studio presso l’Istituto Superiore d’Arte per l’Illustrazione del Libro di Urbino. Dopo il diploma si trasferisce a Firenze, dove entra in contatto con il circolo di Ardengo Soffici e Ottone Rosai, che gravitava attorno alle riunioni al Caffè delle Giubbe Rosse. Nel 1947 si trasferisce a Milano e il suo successo comincia a consolidarsi. Partecipa a tre Biennali veneziane nel 1948, 1950 e 1952. Alla metà degli anni Cinquanta trascorre qualche tempo a Parigi, frequentando l’ambiente esistenzialista e lo stesso Jean Paul Sartre.

La sua sensibilità verso la fruizione libera e pubblica dell’arte come occasione di crescita personale e di vita, si concretizza soprattutto nell’esperimento del Museo del Lido di Spina, realizzato senza nessun contributo pubblico. Il museo era da lui definito con il termine “alternativo” per sottolineare l’apertura verso la sperimentazione e la democratizzazione dell'arte.
Brindisi è stato pittorescultoreillustratorescrittorescenografocuratore di iniziative culturali. Fu inoltre presidente della Triennale di Milanocommissario alla Biennale di Venezia, insignito della medaglia d’oro per meriti culturali dal Ministro della Pubblica Istruzione.
Il Comune di Comacchio gli ha tributato la cittadinanza onoraria per il contributo offerto al patrimonio culturale della città con la creazione del suo museo, dove ha scelto di trascorrere gli ultimi tempi della sua vita.

 

CENNI BIOGRAFICI SU RENZO SAVINI

Renzo Savini (19 settembre 1931 – 13 luglio 2018) è stato un umanista di formazione classica, originario di Bagnacavallo (RA), e ha frequentato l’esclusivo Collegio La Quercie, laureandosi poi in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna.

Grande collezionista ed artista, anticipava i tempi per la sua sensibilità e con ingegno sapeva cercare e accostare oggetti, creando una commistione di materiali e contrasti tra epoche diverse. Questi accostamenti avvenivano con meticolosità e puntualità, soprattutto nel fedele utilizzo dei materiali di supporto, come ad esempio chiodi di cornici o vetri spesso coevi al dipinto.

Savini era inoltre un collezionista di curiosità: dai bastoni di passeggio ai burattini, dai giocattoli alle sculture lignee, dalle maioliche emiliane alle gigantesche scenografie teatrali, ogni singolo oggetto rappresentava un frammento della sua vita e dei momenti da cui essa era scandita.

L’assemblaggio degli oggetti nelle sue opere rappresenta l’espressione massima dell’Uomo/Artista, del suo temperamento, della sua creatività, del suo gusto e della sua raffinata conoscenza e cultura, della sua genialità.


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