mercoledì 3 novembre 2021

Giuliano Crupi, il singolo “Filtro” è l’emblema del mio essere artista e essere umano autentico. L'intervista di Fattitaliani


Essere autentici, senza filtri sia sui social che nella vita vera, oggi è un atto rivoluzionario, un segno di grande coraggio che ci permette di essere liberi dal giudizio altrui. Di questo parla “Filtro” (video), il nuovo singolo di Giuliano Crupi, tra i più ispirati e autentici esponenti dell’attuale scena cantautorale italiana.

Il brano, fruibile su tutte le piattaforme digitali, streaming e download, pone l’accento sulla nostra fragilità in quanto esseri umani fallibili e vulnerabili e vuole sottolineare quanto ci renda liberi non camuffarci a tutti i costi mostrando in realtà chi non siamo. Solo così ritroveremo il nostro tempo, il nostro respiro e la bellezza di un tramonto che non per forza va condiviso. L'artista ne parla a Fattitaliani: l'intervista.

Come nasce il brano "Filtro"? 

 

“Filtro” è nato inaspettatamente, arrivandomi dall’universo, da qualcosa di inspiegabile e spirituale, come le canzoni mie che reputo più riuscite. In realtà stavo lavorando a un’altra canzone più ostile e mi è arrivata la frase di incipit del ritornello “e con le mani avanti e con il cuore indietro”. Da lì, ho strappato un pezzo di carta dal foglio in cui stavo scrivendo l’altro brano, ho musicato quella frase e tutto il resto è venuto da sé.

 


In che modo e misura ti rappresenta come persona e come artista? 

 

Al 100%. “Filtro” è l’emblema del mio essere artista e essere umano autentico, proprio senza filtro. Non posso prescindere dal portare tutto me stesso nelle mie canzoni, la mia verità in questo pezzo di tempo.

 

Che cosa ti piacerebbe venisse recepito della canzone? 

 

Quello che effettivamente sta già arrivando alle persone che la stanno ascoltando e condividendo. Che siamo “ecosistemi fragili” e solo accettando questa condizione di fragilità, possiamo essere veramente forti e coraggiosi, liberandoci dai filtri, non solo social, ma sociali, di facciata, sovrastrutturali. 

 

In generale, hai un posto o ci sono dei particolari momenti in cui ti senti maggiormente ispirato? 

 

L’ispirazione arriva quando meno te l’aspetti e non puoi non afferrarla perché dura pochi istanti. Ho scritto una canzone accostandomi mentre ero in mezzo al traffico o prima di un appuntamento, arrivando in ritardo o ancora nel bagno di un locale o semplicemente a casa davanti al mio pianoforte. Non esiste per me un posto specifico che mi ispira maggiormente. Parte tutto in modo subconscio dall’osservazione delle persone, dall’ascolto, dallo scambio, dagli occhi, dal cogliere momenti e parole.

 

Ci sono delle persone cui chiedi ragguagli, pareri e consigli? 

 

Sì, ad esempio ho una cerchia ristretta di persone a cui faccio ascoltare i provini delle canzoni appena scritte perché so che da loro avrò un parere schietto e sincero, appunto autentico e senza filtro. 

 

Nell'intraprendere questa carriera ti sei proposto un obiettivo preciso? Seguendo delle linee chiare? 

 

Oggi il lavoro della musica è diventato molto complesso per cui cerco sempre di aprirmi a nuove possibilità, collaborazioni, nuovi contatti. La condizione sine qua non, però, è l’aspetto umano delle persone con cui collaboro che non può mancare o essere vacillante perché ne risentirebbe tutto il mio lavoro artistico e anche psicologico. Quello che so per il futuro è che voglio portare la mia musica in giro e fare più live possibili per incontrare e abbracciare di emozioni. Giovanni Zambito.