lunedì 11 ottobre 2021

Franz Pagot: una favola per informare con serenità e un sorriso i bambini sul Covid-19. L'intervista di Fattitaliani



Attraverso la favola "Il Cavaliere, la Principessa e il Virus invisibile", Franz Pagot illustra ai più piccoli le cause e le conseguenze del virus. Il ricavato sarà devoluto interamente in beneficenza all'Ospedale pediatrico Mayer di Firenze. Un libro che l'autore ha scritto e illustrato con l’obiettivo di dare delle risposte alle ‘grandi’ domande che i bambini, in questi interminabili mesi di pandemia, si sono posti sul Covid. Fattitaliani lo ha intervistato.
Quale aspetto della gestione mediatica del Covid l'ha stimolata maggiormente alla scrittura del libro? 

Alla pandemia si è aggiunta una infodemia sostenuta da una gamma caleidoscopica di disinformazione alquanto pericolosa. Questa esagerata copertura mediatica, spesso fatta con buone intenzioni, ha avuto conseguenze imprevedibili soprattutto per chi corre un rischio relativamente basso, con implicazioni non solo di sofferenza immediata in chi è già alle prese con un'emergenza sanitaria storica senza precedenti, senza parlare dello stress economico che ne è conseguito, ma anche per la sofferenza mentale.

Infatti questo continuo bombardamento mediatico, spesso pieno di notizie contraddittorie e a volte false, causa una risposta di stress che può portare a invocazioni d'aiuto sproporzionata alla minaccia reale a scapito di chi ha veramente bisogno, ponendo le strutture di accoglienza sanitarie sotto un ulteriore carico che si poteva evitare. Questa cacofonia di informazioni mi ha spinto a scrivere un libro che informasse con serenità e un sorriso i piccini, anche se poi i grandi lo hanno apprezzato moltissimo.

Il nucleo della favola era chiaro sin dall'inizio?

Sì, la favola è sempre stato il punto di partenza fisso, il mezzo principe di divulgazione, non facile da sviluppare su un tema così serio ma rimane mezzo necessario. Il nucleo del dialogo tra due ragazzi era già pensato all'inizio, volevo una cosa tra ragazzi, dove gli adulti non intervengono se non per "mamma ha detto" oppure "il medico...". L'informazione raccontata tra ragazzi assume tra loro un peso maggiore, viene assorbita istantaneamente, una differenza di età grande come con l'adulto crea sempre un filtro che rallenta l'assorbimento e perde immediatezza.

C'è stato qualche elemento che in fase di scrittura è cambiato a prescindere dalle sue intenzioni?

Molti elementi sono cambiati nello scrivere, non è stato facile accontentare gli specialisti che mi hanno aiutato e al tempo stesso mantenere un tono caldo e rassicurante. Immaginavo che sarebbe stato così, in ogni caso ho trovato difficile semplificare concetti importanti per poter essere a distanza giusta con i bambini. Dalle risposta di pubblico però ne è valsa la pena.

Ci sono stati dei commenti da parte dei lettori che le hanno particolarmente fatto piacere? 

Sì tanti, mi sono arrivati anche dei video fatti dalle mamme mentre lo leggevano ai piccoli, alcuni veramente teneri. Tra i commenti più simpatici rimane quello mandato da un bimbo, che scrisse "Mi sembra che abbiamo avuto abbastanza virus oggi." Devo dire che riassume bene tante cose.

Un altro commento di grande verità è stato: "Mamma e papà sono nervosi e danno la colpa al virus…. Il virus si sta prendendo le colpe di tutto.”.

Quanto è importante per lei la comunicazione attraverso le immagini, in questo caso il disegno? 

Tutti i bambini amano disegnare, e i disegni aiutano il bambino a immedesimarsi di più nei personaggi, soprattutto se tali personaggi hanno qualcosa di eroico.

Inoltre ho aggiunto i classici animali amati da grandi e soprattutto piccini, cavalli cani e gattini, ma anche falchi ed elefanti. Il disegno stimola ed è elemento interattivo, può essere colorato, ed infatti ho scelto di disegnare in modo da dare anche questa possibilità.

C'è un passaggio del libro che potrebbe riassumerne il significato? 

La frase che apre il libro, di Gilbert Keith Chesterton, “Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi.”

È importante non sottovalutare i bambini, a volte con la loro spontanea e disarmante sincerità dicono cose che fanno veramente riflettere. Giovanni Zambito.