mercoledì 12 maggio 2021

La regista Patrizia Caldonazzo e "Le creazioni di Papy": passione, amore e tanti viaggi negli oggetti che creo. L'intervista

Patrizia Caldonazzo nasce a Roma cinquantatré anni fa, da padre romano, un noto costruttore negli anni 60/70 e da madre olandese, nota Bluebell al Lido di Parigi negli anni ‘60.
Dipendente Rai da circa venticinque anni, ha iniziato la sua carriera di regista per gioco all’età di diciassette anni, grazie al grande Dino Risi che l'ha cresciuta come un padre; poi, ne ha fatto il suo mestiere. "Ma in tutta la mia carriera ho fatto tanta gavetta e cambiato tanti mestieri - dichiara a Fattitaliani - Ho anche scritto un libro tragicomico che ha vinto quattro premi letterari dal titolo "Le ho provate tutte. storie di diete e di insuccessi" per Undici edizioni. Ora ne sto per terminare un secondo sulle malattie rarissime e il ricavato andrà tutto alla ricerca." Abbiamo parlato con lei de Le creazioni di Papy un nuovo percorso intrapreso da qualche mese: grazie alla sua fantasia e all'innata tendenza a non fermarsi mai, a sperimentare, a mettersi in gioco, si dedica alla creazioni di gioielli in alluminio argentato e ottone. L'intervista.  


Quando la tua passione ha preso forma trasformandosi in creazioni?

Ha preso forma durante la pandemia, esattamente durante il primo lockdown. Ero terribilmente frustrata (come tutti d’altronde), stare a casa mi faceva sentire come in una gabbia, è stato terribile per uno spirito libero come il mio, che trascorre 23 ore su 24 fuori casa per lavoro. E così ero alla ricerca di un hobby che mi riempisse le giornate anche per non mangiare, visto che il cibo è sempre stata una mia ossessione. 
Quali sono state le perplessità che hanno accompagnato l'inizio e il lancio dell'iniziativa?
Non ci sono mai state perplessità a riguardo, sono stata convinta dal primo istante di quello che stavo per intraprendere. Ed oggi, a soli quattro mesi dall’inizio della mia carriera di artigiana sono felicissima e, se tornassi indietro lo rifarei mille volte. 

Che cosa esattamente di te trasferisci negli oggetti che crei?

Passione, amore, ed una vita trascorsa a viaggiare, quindi in quello che creo ci sono dentro tante etnie e tante culture insieme. 
Ci sono delle forme, dei colori e dei materiali che prediligi?
Lavoro molto l’alluminio argentato e l'ottone ma voglio migliorare la mia tecnica e passare più in là ai metalli preziosi, ma per quello dovrò seguire altri corsi. 
Le fonti d'ispirazione sono più reali oppure immaginarie, pensate, fantastiche?

Pensate, fantastiche e reali, un mix di tutto. 
Può accadere che una persona in particolare ti ispiri un determinato oggetto?
No, assolutamente parte solo ed esclusivamente da me, da ciò che sento in quel momento. 
Qual è stata la tua prima creazione in assoluto?
Se ci ripenso sorrido e provo tenerezza per me stessa: una collana con fili in alluminio argentato, mi ricordo la felicità e la soddisfazione di volerla condividere subito con i miei amici di Facebook dove ho un grosso seguito. Infatti loro sono i miei migliori seguaci ed acquirenti in tutto ciò che creo.
 


Immagino che tu crei molti oggetti e dopo faccia una selezione: che cosa ti deve convincere di una creazione affinché tu la possa proporre?

Nulla, solo l’istinto, creo e condivido, non faccio grande selezione, ho fame di condividere qualunque cosa anche se meno bella, sono oggetti che fanno parte di me del mio sentire, quindi non scarto mai nulla, semmai raffino la tecnica e poi, quando mi guardo indietro, sorrido di me e delle mie creazioni con tenerezza. 
Dove possono trovarti gli estimatori e i curiosi per conoscere meglio la tua attività?
Mi possono trovare su Facebook sulla pagina “Le creazioni di Papy” e sulla pagina Instagram le_creazioni_di_papy.
Un'ultima curiosità: perché Papy?
Perché mi chiamano così da quando ero piccola e "Patrizia" mi inquieta, quando i miei genitori mi rimproveravano e mi mettevano in castigo mi chiamavano PATRIZIA e l’ho sempre rifiutato.Giovanni Zambito.