sabato 31 ottobre 2020

Giannutri, nell'album “Al ritorno dalla campagna” semplicità e profondità. L'intervista

Dopo l’uscita del primo album “Avventure Tropicali” nel 2018 (autoprodotto e distribuito su tutte le piattaforme digitali) e una manciata di videoclip su Youtube, i Giannutri si ripresentano con un secondo lavoro autoprodotto e intitolato “Al ritorno dalla campagna”. Si tratta di una raccolta di singoli episodi legati al mondo della campagna intesa come periferia urbana e sentimentale, dove gli animali prendono voce per cantare la loro insofferenza alla schizofrenia del capitalismo moderno, dove una generazione XY si ritrova intrappolata in un’insidiosa vita di provincia, una giungla da cui non è sempre facile trovare la strada verso un sereno cielo blu. Dove il negro vale tanto quanto l’accendino che vende, dove il canto dello stadio fa da romantico sottofondo a uno squarcio di anni passati che promettevano di farci diventare più buoni ma che ormai non ci crediamo più, e di anni ancora più trapassati dove i soldati napoleonici fischiettavano tra i campi arati in cerca di vino buono. Almeno lì si beveva bene e la globalizzazione era una cosa seria. 

Parlaci del nuovo cd. Che impronta hai voluto dargli?

Il nuovo album si intitola “Al ritorno dalla campagna”, nel titolo c’è il concetto chiave che ci ha ispirato. Campagna, semplicità, ma allo stesso tempo profondità di cose e musiche apparentemente semplici.

Quali sono i tuoi cantanti di riferimento? 

La musica italiana in generale, Concato, Fossati, Battisti, Battiato il Baglioni di “Oltre”…ma anche la musica austriaca, Mozart per esempio!

Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?

Riuscire a creare un disco quasi completamente a distanza a quattro man, per motivi di lontananza fisica, ci ha aperto nuovi orizzonti e maggiore consapevolezza di cosa possiamo fare. C’è ancora tanto da esplorare.

Progetti futuri? Farai un tour?

La lontananza fisica ce lo impedisce, uno dei due vive in Africa. Abbiamo in mente di lavorare sempre di più nel video making, ci dà soddisfazione e ci permette di liberare notevoli capacità creative.