lunedì 12 ottobre 2020

Agata Reale conduce "The Coach": i concorrenti si liberano delle maschere. L'intervista

È pronta a tornare su 7Gold con la terza edizione di The Coach, in onda da lunedì 12 ottobre alle 19.00. Parliamo di Agata Reale, conduttrice ed uno dei volti più amati del talent show Amici, che l’ha vista tra i concorrenti nella sesta edizione. Un ritorno sul palco significativo, che arriva dopo alcuni mesi non proprio positivi della sua vita, proprio come ci ha raccontato in questa lunga e intensa intervista.

Salve Agata, com’è cominciata la sua esperienza a The Coach?

L’esperienza a The Coach nasce tre anni fa. Il primo anno è stata una conduzione un po’ diversa rispetto a queste ultime due. Un po’ perché, da due anni a questa parte, sono diventata uno degli autori del programma, che è molto bello e particolare perché è centrato sui coach, una figura che spesso e volentieri sta dietro le quinte. Questa volta ci sono però anche loro in prima linea. E’ bello perché dai ragazzi, dai talenti, ti aspetti delle emozioni, invece dai coach è più facile aspettarsi una freddezza artistica perché ormai sono abituati e preparati da diversi anni. Invece, attraverso la prima fase Academy, dove io faccio un corso che vede proprio spogliarsi di tutto sia i talenti, sia i coach, queste figure a volte autoritarie vengono a cedere, non in male. Si spogliano di tutte quelle corazze che ogni giorno ci mettiamo”. 

É soddisfatta di fare parte della squadra?

Sì, perché fondamentalmente faccio quello che ho sempre desiderato. Parlo coi ragazzi, sto con loro ad aiutarli. La mia formazione artistica è a 360°. Vengo dalla danza, dal musical, dalla recitazione e, quindi, ne capisco sotto l’aspetto artistico. Spesso, dietro le quinte o quando li vedo esibirsi, do loro piccoli consigli. Quando facciamo questo corso, di cui parlavo prima, conosco non più gli artisti, ma le persone, visto che mi capita anche di intervistarli. Questo credo che sia una chiave importante del programma perché, rispetto magari a quello che si fa altrove, andiamo a raccontare la vita delle persone. Ho sentito pure dei feedback dai concorrenti e dai coach che, grazie al mio corso, spesso ritrovano loro stessi. Si liberano anche di alcune maschere che loro mettono. La chiamano lezione di vita, ma è proprio qualcosa che permette loro di aprirsi proprio tanto. Quest’anno, ad esempio, ci sarà un coming out fatto da un ragazzo che mi ha detto di essersi sentito libero e ha scritto un post molto bello rivolto a me. “Grazie a te sono tornato a vivere. Non riuscivo a dire alla famiglia, alla mamma di essere gay”. In un contesto come quello lì con le telecamere e tanta gente intorno non è facile. Lui, attraverso questo lavoro mentale che faccio con loro, è riuscito a liberarsi e, quando è ritornato a casa dopo le registrazioni, è andato dai genitori e si è fatto coraggio per parlargli. C’è stato inoltre qualche coach che ha avuto problemi con il marito, non riusciva a dire certe cose, ma dopo si è liberata. Dal corso si esce un po’ diversi. Per me a livello umano questa è una delle cose più belle in assoluto che faccio a The Coach”.

Com’è il suo rapporto con Garavelli e Zarotti, che producono The Coach?

Ho la libertà di fare come voglio. I produttori Luca Garavelli e Marco Zarotti, che è anche il regista, mi danno proprio tutto in mano. Per la serie: ‘entra sul palco e fai quello che vuoi’. La cosa bella è che abbiamo tante scalette, con delle cose diciamo scritte, ma in realtà quando arrivo sul palco si registrano tante puntate. Noi riusciamo a fare dalle 15 a 20/25 puntate al giorno. Cominciamo alle 8/9 del mattino e finiamo tardi la sera. Con Garavelli e Zarotti siamo riusciti a fare un prodotto molto interessante. Su questa cosa qui sono molto felice perché poi comunque non ho il gobbo scritto, non ho niente. Vado molto a braccio, in base a quello che succede lì dentro. Capita a volte che un ragazzo si fermi e trovo la soluzione giusto per farlo andare avanti. Non è semplice, motivo per cui sono fiera di me stessa. Ringrazio sempre Luca e Marco per questa libertà che mi danno”. 

E’ conosciuta da tutti per essere stata una delle allieve di Amici 6. Che cosa ha fatto subito dopo il talent show?

“Dopo Amici ho fatto tante belle cose, iniziando da Verissimo, dove ho fatto l’inviata grazie a Silvia Toffanin che mi ha voluto fortemente. Ricordo ancora quella telefonata, quando mi chiamò la redattrice per offrirmi il ruolo di inviata speciale. Era una cosa che non era mai successa, soprattutto ad un ragazzo di Amici. Io ero ballerina, all’epoca si facevano i musical e capitava che cantassi… ma era comunque una nuova veste. Anche lì forse è stato poi il lancio per la mia nuova figura artistica, quella che è ormai la conduzione da 10 anni. Devo dire che grazie a Silvia ho riscoperto una nuova me, mi sono messa in gioco. Dopo Verissimo ho fatto delle cose per Sky, dei programmi per ragazzi. Ho fatto delle coreografie per il programma “Leone Auz” con Leone di Lernia nel 2010 e per il video musicale del brano “Batticuore” di Mich&Squalo. Ho fatto delle belle cose, condotto tantissimi eventi anche importanti”. 

So che ha avuto anche due menzioni speciali.

“Si, due molto particolari e speciali. Una di queste è il premio internazionale Universum Donna 2017, dove mi sono ritrovata con tante donne importantissime, come medici e scienziate. Quel giorno quando leggevano il curriculum delle altre mi sentivo un po’ inferiore rispetto a loro, perché mi chiedevo che cosa avessi fatto di speciale oltre la televisione e il teatro. Però devo dire che, quando hanno letto il mio curriculum, mi si sono presente tutte le cose artistiche che ho fatto e ne sono stata orgogliosa. L’altro premio è quello di Ambasciatrice di Pace, da un’accademia svizzera. Sono molto felice di questa cosa perché sono una tipa ‘peace & love’, mi piace molto aiutare gli altri”.

Ha aperto anche una scuola tutta sua, no?

Esatto. Undici anni fa. Inizialmente lavoravo nella mia scuola quindici giorni, perché ancora abitavo a Milano. Dopo due anni, mi sono trasferita in Sicilia, a Catania, perché mi mancava tanto la mia terra, i miei affetti. Sono partita da casa che avevo 15 anni. Ho lasciato casa, la mia famiglia e la scuola per andare a vivere da sola, a Firenze, perché avevo vinto una borsa di studio importante in una delle più importanti e grandi accademia di danza. Lì è stata una bellissima formazione perché studiavo canto e danza dalla mattina alla sera. Poi c’è stata la svolta nella compagnia di Renato Greco. Ho fatto un audizione appena 18enne e mi hanno presa, con tanto di contratto. Finchè, come sa, non sono arrivata ad Amici”.


Ripercorriamo un po’ l’esperienza ad Amici? Che ricordo ha di quell’anno?

“In realtà, non volevo fare il casting di Amici, devo essere sincera, perché non avevo all’epoca il tempo di seguire. Dalle 8 del mattino alle 8 di sera frequentavo l’Accademia, poi uscivo e andavo a lavorare. Facevo la raccatta bicchieri in una discoteca giusto per non pesare sui miei genitori perché non volevo che loro spendessero troppi soldi per mantenermi. Mi sentivo un po’ in colpa, anche se la mia famiglia inizialmente non ha mai saputo di questo lavoro. L’hanno scoperto quando una volta dimenticai il cellulare in casa e mia madre mi chiamava in continuazione e io non lo rispondevo. Mi sono ritrovata la polizia sotto casa l’indomani mattina perché mamma non era riuscita a rintracciarmi per ben 12 ore. Perché solitamente la chiamavo alle 10 per dirle che stavo andando a dormire, prendendo un attimo il cellulare dal mio armadietto. Ho così dovuto dire questa cosa, anche se i miei non l’hanno apprezzata inizialmente perché non volevano che lavorassi. Ho sempre voluto essere indipendente e pesare poco su di loro”.

Entriamo un po’ più nei dettagli allora. Come mai, alla fine, si presentò ai casting di Amici?

“Amici è arrivato perché me lo proposero alcune mie colleghe della compagnia. Non ero molto felice, anche se mamma mi diceva sempre di provarci. Una notte, perché facevano le repliche, mi sono così messa a guardare il programma, ma non mi sentivo adatta. All’epoca ero una ragazza molto timida, mi vergognavo pure di andare a comprare il pane. Essere andata a vivere da sola, a soli 14 anni, è stata la svolta perché ci sono stati episodi che mi hanno fatto maturare, tante cose belle ma anche brutte che mi hanno fatto crescere in fretta. Già a 18 anni mi trovavo a stare con gente molto più grande di me, anche di 35/36 anni. Nei primi tempi, anche nella compagnia, non ero ben vista sia perché arrivavo da fuori, sia perché non venivo dalla scuola di Renato Greco. Col tempo, è però andata meglio”.

E quel provino, alla fine, è andato bene…

“Già, io passai il provino di Amici, le mie colleghe no. Loro lo volevano fare, mentre io ero lì per mia mamma, perché sapevo che l’avrei resa felice nel caso fossi passata. In quel modo avrebbe potuto vedermi tutti i giorni, visto che all’epoca non c’erano le video chiamate, Whatsapp e così via. Lo dissi anche alla redazione quando mi chiesero la motivazione della mia partecipazione al provino. Non mi aspettavo minimamente di passare, invece le audizioni sono andate molto bene”.

Cosa ha rappresentato per lei fare Amici?

“Amici è stata una svolta, ma non perché la gente mi riconosce ancora per strada o perché, subito dopo, ho cominciato a lavorare bene, facendo più serate e tante cose. E’ stato per me una svolta di vita: ho scoperto di essere diversa da come mi reputavo. Credevo di essere timida e silenziosa, invece lì sono diventata una piccola iena. Spero di non essere mai stata maleducata con nessuno, ma non mi facevo pestare la coda, come sicuramente molti si ricorderanno. Mi ricordo sempre questa cosa del collo del piede. Sono stata io nel casting a dirlo alla Celentano. Quest’ultima mi chiese infatti per quale motivo, per via della mia base tecnica, non facessi la ballerina classica e le risposi che il mio collo del piede non era adatto per quel tipo di danza, motivo per cui facevo ballo contemporaneo. Le dissi anche che ero molto ferita da questa cosa, fondamentalmente perché avrei voluto fare danze classica, ma da persona competente avevo capito che la strada non poteva essere quella ed ero andata a fare contemporaneo. Quando un giorno, durante la lezione, disse che non avrei potuto fare la ballerina perché non avevo il collo del piede, ci sono rimasta male. Ho pensato che fosse matta. Ero stata proprio io a parlargliene. Non capivo dunque perché stesse tirando fuori quella storia lì”.

E da lì si è innescato il suo conflitto con Alessandra Celentano. 

“Proprio così. Ho cominciato a risponderle a tono. Anche perché mi diceva che non avrei mai lavorato, mentre io avevo già una compagnia con un regolare contratto. Non capivo la ragione di tante cattiverie, lavoravo già e non volevo che alla gente a casa arrivasse un messaggio sbagliato. Comunque sia, Amici è stata una bella svolta personale che mi ha fatto conoscere tante persone valide, come l’autore Luca Zanforlin, che tutt’oggi per me è un punto di riferimento. Lo definisco il mio amore segreto. E’ una persona fantastica. Io e lui ci guardavamo negli occhi e ci capivamo. Ci sono poi Chicco Sfondrini, Roberto Maltoni… i registi, i cameramen, i macchinisti, la regia. Davvero tutti. Non ci hanno mai fatto mancare nulla. Ero una di quelle che chiedeva pochissimo, soprattutto quando eravamo rinchiusi nelle stanzette, ma loro erano sempre pronti. Dopo dieci minuti, se facevi una richiesta, c’era qualcosa”.

E Maria De Filippi?

Maria è la mia regina. Per me è la mamma artistica e lo sarà sempre. Era lì ad aiutarmi, a darmi una mano, mi diceva di non arrendermi. Quando veniva nelle stanzette e notava che ero silenziosa, cosa rara per me che sono logorroica, mi dava forza, mi faceva una battuta e col sorriso mi faceva capire che stavo facendo bene. Per Maria potrei solo spendere parole bellissime e mi arrabbio se vedo gli articoli di alcuni ragazzi che hanno fatto Amici che le vanno contro, scrivendo che si sono sentiti abbandonati e usati. Non capisco cosa vogliano. Maria non è un ufficio di collocamento. Ci ha dato l’opportunità di emergere, ma se uno è valido deve farcela con le sue gambe, come un po’ ho fatto pure io, senza chiedere aiuto a nessuno. Ho sempre dimostrato sul palco in scena, durante le serate, e non mi è mai piaciuto farmi aiutare”.

Cambiamo un po’ argomento. Lo scorso novembre è stata male e si è reso necessario il suo ricovero in ospedale…

“Si, il 9 novembre. Sono svenuta in casa, ho perso del sangue e mi sono ritrovata in ospedale. Quel giorno è stato molto brutto. Ho avuto paura, soprattutto per mia figlia. Sono felicemente sposata da quattro anni, anche se il matrimonio è avvenuto in chiesa un anno fa. Chloe è tutta la mia vita. Quando sono stata male, ho pensato subito a lei. Era tosta, soprattutto perché dovevo restare circa 5 mesi in ospedale. Avevo tanti pensieri, sia per la bambina, sia per i miei allievi. Non sapevo cosa fare. Avevo paura di perdere tutto quello che avevo costruito. C’era anche preoccupazione per il percorso da vocal coach che ho intrapreso perché, qualche anno fa, dopo Verissimo ho avuto un problema di salute fisico e quindi ho dovuto scegliere se continuare a danzare o vivere normalmente. In quel caso, ho constato che lasciare la mia più grande passione, la danza, era un po’ come vivere a metà, ma ringraziando Dio mi sono risollevata e ho scoperto nel canto, nella recitazione e nella conduzione quello che mi piace fare. In questi 12 anni ho dovuto fare un percorso diverso rispetto a quello che avevo immaginato per me. Nel cuore sono ancora una ballerina, ma non posso più danzare”.

Immagino non sia stato facile.

“No, in quel periodo ero a Milano. Dormivo tutto il giorno. Vivevo per la danza, ma non mi sono sentita di fare delle operazioni per continuare. Sono stata molto male e ho avuto anche dei momenti di depressione. All’epoca mi ha aiutato il mio cane Budino, che hanno conosciuto tutti a Verissimo. Grazie a lui, sono riuscita ad andare avanti. Ed è lì che ho cominciato il percorso da vocal coach, che ormai dura da 7 anni. Una mia allieva, Elena Manuele, ha vinto la prima edizione di Sanremo Young ed è stata una grande soddisfazione. Capisce quindi che mi preoccupava lasciare la mia scuola per cinque mesi, lo scorso novembre, perché non volevo abbandonare i miei ragazzi, con cui avevo già ottenuto belle cose. Ed il pensiero costante era anche per mia figlia, che non avrei più rivisto per un lungo periodo”. 

E’ stato un ricovero continuativo?

No, ci sono state delle volte che potevo uscire o per una settimana o per dieci giorni. Ebbene, una delle prime cose che ho facevo, quando tornavo alla libertà, era andare alle lezioni, nonostante le mie condizioni. Non riuscivo a fare persino gli scalini di casa ed in questo mio marito e mia madre sono stati eccezionali. Lui mi prendeva in braccio, mi metteva a letto quando ero quasi inerme. Avevo voglia però di stare con loro, di andare a lavorare e quando Garavelli, in vista della nuova edizione di The Coach, si è preoccupato per me, gli ho promesso che ad aprile, mese in cui uscivo dall’ospedale, gli avrei fatto sapere se fossi disponibile per registrare il programma a luglio. A maggio gli ho comunicato che avrei fatto tutto, anche se magari non proprio fisicamente in forma, a causa del tanto cortison. Ed il primo giorno di registrazioni ho litigato un po’ con tutti”.

Ah sì? E come mai?

Mi avevano tolto talmente tante cose che avevo già fatto il primo anno, come le interviste, per non farmi stancare troppo. E ho avuto una crisi, perché volevo lavorare senza essere considerata malata. E’ vero che dovrò lottare ancora un po’ per via della malattia, ma ero andata lì per fare il mio lavoro. Ho fatto finta che nulla fosse accaduto ma, terminata quella giornata di lavoro, a casa ho ripensato a quella malattia che comunque c’è. Però, come ho scritto nel post, non ho paura né di quella, né di morire. Ho paura di lasciare mia figlia. Mi fa stare veramente male il pensiero. Lottare, invece, lotto sempre. Ogni settimana faccio i controlli, ogni 3 mesi faccio una visita abbastanza forte per vedere a che punto sta la malattia. Questa sono io”.

Altri impegni esterni a The Coach?

“Ho fatto una puntata per un programma che andrà sul web di cucina. Mi piace molto cucinare perché mamma ha una gastronomia ed è chef. So cucinare bene, almeno così mi dice mio marito. Avevo anche mandato dei video per Tale e Quale Show ma, purtroppo, per la malattia non abbiamo più approfondito niente. Mi piacerebbe fare il Grande Fratello per la mia storia e il messaggio che potrei dare ai ragazzi. Mi rendo conto, facendo l’Academy a The Coach, che in qualcosa sono brava. Una ragazza mi ha confidato di avere pensato al suicidio, ma di avere cambiato idea grazie alle riflessioni che le ho fatto fare. Sono cose abbastanza toste, ma forse potrei aiutare qualcuno anche al Grande Fratello. Sarebbe una delle cose più belle che potrei fare in questa vita”.