sabato 18 luglio 2020

Salvatore Sposito amico delle telenovelas: non le guardano solo le donne. L'intervista


L'intervista.

Ciao Salvatore, io partirei dai due programmi che conduci, insieme a Daria Graziosi, su Donna Tv.
“Sì, Mi Amor e Novela News. Inoltre, c’è una striscia quotidiana dove facciamo dei lanci, raccontando curiosità e notizie sugli attori e le telenovelas che vanno in onda su Donna Tv”.
E proprio qui mi aggancio. Quando è nata la tua passione per le telenovelas?
“È nata già da quando ero piccolo, fondamentalmente perché la mia famiglia seguiva le telenovelas e le soap opere. Le storie mi appassionavano, mi incuriosivano, le trovavo intriganti. È successo poi che, nel 1994, ho iniziato a guardare tutte le puntate di Perla Nera con Andrea Del Boca e Gabriel Corrado. Da lì ho iniziato a seguire la carriera della Del Boca, guardando tutti i suoi lavori e pure altre telenovelas come Cristal, Marilena, Principessa. Tutte trasmesse all’epoca da Rete 4 o da tv campane”.
So che hai incontrato diversi attori di telenovelas. Qual è stato il primo?
“La prima attrice è stata Grecia Colmenares, il 13 maggio 2018. Fu un’emozione grandissima. Prima di questo incontro collaboravo con una radio web. Avevo dunque già intervistato Grecia. Da lì si è instaurato un rapporto amichevole e mi sono sempre tenuto in contatto con Giovanni Ruggiero, che seguiva il fanclub della Colmenares e mi ha fatto ottenere anche il suo numero. Quando io e Grecia ci siamo incontrati, a Napoli, in una serata di galà fu un’emozione grande per entrambi. Lei mi riconobbe, mi abbracciò fortissimo. Ci sono foto e video che testimoniano questo; quasi non ci volevamo più lasciare da questo abbraccio”.
Una bella storia, davvero. Altri attori incontrati?
“Certo. Ariel Lopez Padilla, che è l’antagonista della telenovela Cuore Selvaggio. L’ho incontrato a Milano. Avevo prima fatto una riunione con il canale, Donna Tv, che commissionò a me e Daria uno speciale su Celeste, poi dei programmi sulle telenovelas. Nel giugno dello stesso anno, doveva inoltre arrivare in Italia Fernando Carrillo ed anche in quel caso Donna Tv scelse di investire su di noi per uno speciale. Questo ha creato i presupposti per la nascita della nostra creatura, che è appunto Mi Amor”.
Mi Amor, in onda da due anni.
“Sì. Il programma lo ha tenuto a battesimo Victor Gonzalez, un altro attore di telenovelas, come Pasion Morena, con il quale io avevo già contatto da cinque anni. Ci sentivamo spesso perché anche con lui avevo avuto l’occasione di intervistarlo nella radio web di cui ti parlavo prima”.
Immagino non ti aspettassi di arrivare in televisione con questa tua passione, giusto?
“Il mio sogno era sempre quello di vedere un programma di telenovelas. Volevo che alla conduzione ci fosse Patrizia Rossetti, che per anni è stata la regina di trasmissioni di quel genere. Sicuramente non mi aspettavo di condurlo io, ma ci ho sempre creduto in quello che io e Daria facevamo e continuiamo a farlo ancora oggi. C’era sempre la speranza che qualcuno potesse ascoltare la nostra voce. Anche perché sul web avevamo un certo riscontro, grazie agli amministratori di pagine di telenovelas, con la nostra stessa passione, che ci hanno incoraggiato, sostenuto. Tutto questo è nato sia grazie a Donna Tv che ci ha dato la possibilità, sia a tutte quelle persone che, insieme a me e Daria, avevano questa passione e ci hanno dato voce attraverso il web, la stampa e tutto”.
Che ricordi hai delle prime puntate di Mi Amor?
“Innanzitutto, parto col dirti che rimasi senza parole quando ci catapultarono davanti alla telecamere per dirci, sia a me e sia a Daria, che eravamo i conduttori di Mi Amor. Nelle prime puntate eravamo un po’ freddi. Chi mi conosceva nel privato, si è accorto che quella persona non ero io. Ero frenato, intimorito. Girare un programma non è semplice: ci sono dei tempi e delle inquadrature da rispettare. È difficilissimo. All’esordio di Mi Amor, io e Daria avevamo tra l’altro sempre la cartellina in mano; successivamente, siamo partiti all’avventura, non seguendo per forza il copione. E così la cartellina, su cui segnavamo alcuni appunti, è stata buttata. Inizialmente, avevamo paura di farci prendere dall’emozione che, si sa, fa brutti scherzi”.
Avete riscontri da parte del pubblico?
“Per fortuna sì. Da quelli che, ci tengo a sottolinearlo, ritengo amici e amiche di telenovelas. Io e Daria non siamo conduttori, ma amici delle telenovelas. Pensiamo che i conduttori siano ben altri, anche perché io e lei nel privato facciamo tutt’altra professione. Mi Amor è un programma family, per gli amici, per chi la passione di questo genere che stava per scomparire”.
Come mai, secondo te, stavano per sparire?
“Spesso si tende a pensare che le telenovelas siano prodotti di basso livello, ma non è affatto così. Il genere lancia anche dei bellissimi messaggi: Celeste parlava di omosessualità, HIV. Amore Senza Tempo parlava di violenza sulle donne. La più recente Pasion Prohibida è diversa dal solito prototipo perché la protagonista si uccide nell’ultima puntata perché non riesce a ottenere il suo amore proibito. Le telenovelas sono prodotti di qualità, a livello dei film e dei telefilm che vengono trasmessi su varie piattaforme e canali. Bisogna conoscere il genere ed individuare il prodotto di qualità. Come c’è un film o un telefilm di bassa qualità, così ci sono le telenovelas. Basta fare una ricerca di mercato. L’errore italiano è stato quello di non individuare la qualità. Ora ci sono le turche, disponibile a bassissimo costo, ma che non lasciano un messaggio come una telenovela sudamericana. Sono più orientate sul comico. Il pubblico ha bisogno di ridere, ma ci sono telenovelas sudamericane che ti fanno ridere, piangere, intrigare. Uno deve saper scegliere il prodotto. È il mio modesto pensiero”.
Pensi che il pregiudizio che si ha delle telenovelas abbia frenato la loro ascesa in Italia?
“Sì, e ti spiego anche il perché. Maurizio Costanzo disse all’epoca che le telenovelas erano solo per le casalinghe. Dato il grosso riscontro delle telenovelas sudamericane, in Italia si è pensato quindi di produrne alcune ispirandosi alle stesse. Ci sono stati dei titoli, come Elisa di Rivombrosa, che hanno avuto successo, ma altre che non hanno raggiunto la stessa popolarità delle telenovelas sudamericane. Lo scopo di Radio Vero Italia, sul web, che abbiamo fondato io e Daria era quello di ricordare alle emittenti che la telenovela, fondamentalmente, è sudamericana. È difficile che un altro paese possa produrla nello stesso modo. Un po’ come prendere una fiction di mafia italiana, come Gomorra, e farla in un’altra parte del mondo. Adesso in Sudamerica si stanno espandendo le narco-novelas, ma non sono mai al livello di Gomorra. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Ci sono prodotti in Italia di buona qualità, così come la hanno le telenovelas sudamericane”.
Un altro pregiudizio costante, che hai già citato, è quello che identifica le telenovelas come prodotti destinati soltanto alle donne.
“Non è così. Col mio lavoro reale sto a contatto con un pubblico variegato. Conosco uomini sposati che guardano le telenovelas più delle mogli. Mio padre, che ora ha 70 anni, ha visto Anche i Ricchi Piangono, così come i suoi colleghi. Dalla prima all’ultima puntata. Idem per Maria de nadie di Grecia Colmenares. Non è solo per le donne, per quella categoria di persone”.
Per quanto riguarda te, quali sono le telenovelas a cui ti senti più legato?
“La telenovela a cui sono senz’altro più legato è Perla Nera, perché mi ha aperto un mondo che non conoscevo e che alla fine mi ha permesso di realizzare tante cose. Grazie a Mi Amor e al programma che conducevo con Daria sul web, ho conosciuto tantissime persone. Abbiamo organizzato degli incontri dal vivo, a Roma, Napoli. Ancora ci sono richieste di organizzare incontri, ma non possiamo muoverci a causa del Covid. Insomma, da Perla Nera ho conosciuto le telenovelas, che mi hanno portato a conoscere una marea di persone, sia virtualmente, sia dal vivo. Bella gente che mi ha sempre sostenuto nelle mie esperienze in tv e nel web. Tutto ciò mi gratifica e sono veramente felice”.
C’è una telenovela, mai arrivata in Italia, che sogni un giorno di vedere in tv?
“Ce ne sono tantissime! Mi viene in mente Dona Barbara, con Edith Gonzalez, che ha al centro una donna dal carattere molto forte. Tra l’altro ce n’è pure una, Esa Mujer, prodotta da Andrea Del Boca nel 2013. Racconta la storia di una donna che scopre di avere un tumore. Dal mio punto di vista è una bellissima storia, fatta davvero bene. Ti confido che la Del Boca è una delle attrici che, un domani, mi piacerebbe intervistare. Insieme a Gabriel Corrado, protagonista insieme a lei di Perla Nera”.
Si era parlato anche di un remake di Perla Nera, giusto?
“Sì, con protagonista la figlia di Andrea Del Boca nei panni di Perla, con la madre di quest’ultima interpretata dalla stessa Del Boca. Un ruolo che nella versione originale fu affidato Maria Rosa Gallo. Attualmente però le riprese sono sospese a data da stabilirsi. Sempre per via del coronavirus”.
Io parlerei un po’ di Daria Graziosi, tua collega in Mi Amor e Novela News. Come vi siete conosciuti?
“Daria è una persona unica, eccezionale. Ha un sorriso che illumina. La nostra conoscenza risale al periodo in cui io collaboravo con una radio web. Volevamo intervistare Edith Gonzalez, protagonista della telenovela Cuore Selvaggio. Ho così contattato Daria, che gestiva e gestisce tutt’ora il suo fanclub ufficiale italiano, e da vero public relation le ho chiesto se fosse possibile procedere con l’intervista. Ci siamo sentiti quella sera stessa: dalle 10 siamo stati al telefono per tre ore e mezza. Si è subito creata una sintonia, come se io e lei ci conoscessimo da tempo. In seguito all’intervista a Edith, che è stata portata a termine, non ci siamo mai più divisi. Un’amicizia molto forte, dove siamo stati vicini l’uno all’altra anche in momenti particolari. Posso dirti che Daria è riusciti a chiamarmi anche in delle circostanze dove avevo bisogno di lei. È come se avesse avuto un sentore di questo. Ci conosciamo da cinque anni, ma lei già dal tono capisce se c’è qualcosa che non va. Una cosa che capita pure a me”.
C’è qualcos’altro che vuoi dirmi sulla tua esperienza a Donna Tv?
“Più che altro ci tengo a ringraziare Olivia Iachetti e Angela Valentino, che si occupano dei sottotitoli alle interviste che facciamo a Donna Tv. Infine, sento che è doveroso ringraziare anche i gruppi di telenovelas che ci hanno appoggiato e ancora continuano a farlo. Posso dire che loro sono la nostra voce. Senza loro, probabilmente, non potremmo esserci. D’altronde dico sempre che ‘due noci in un sacco non fanno mai rumore’. Io e Daria ci mettiamo la faccia, ma senza gli amici e le amiche di telenovelas questo genere non andrebbe avanti. Sarebbe già morto da tempo. Grazie a Mi Amor e Novela News, le nuove generazioni stanno conoscendo le telenovelas. Tra l’altro, su Instagram, ogni domenica io e Daria siamo in diretta con Victor Gonzalez di Pasion Morena. Una persona disponibile, che risponde sempre a qualsiasi giorno. Anche grazie a lui, molte persone che ci seguono si sono appassionate alla telenovelas. Anche durante il lockdown abbiamo intervistato vari attori sui social per tentare di intrattenere il pubblico, i nostri amici e amiche. Attori con cui abbiamo instaurato un rapporto, anche privato, che ci ha fatto scoprire anche aneddoti inediti legati alle telenovelas. Una cosa bellissima, perché vuol dire che si sono fidati di noi, che abbiamo trasmesso loro fiducia. Quando Siamo partiti a raccontare le telenovelas non ci aspettavamo nulla, ma credevamo nel nostro progetto. Un messaggio che vorrei lanciare è che bisogna sempre crederci con forza, senza aspettarsi nulla. Se poi c’è passione, competenza e dedizione si vede. I risultati arrivano”.