sabato 18 luglio 2020

Nadia Carlomagno in "Un posto al sole": trovo stimolante il mio personaggio, è molto diverso da me


Da qualche mese è entrata nel cast di Un Posto al Sole con il ruolo di Nunzia Curcio. Stiamo parlando di Nadia Carlomagno, che nella soap presta il volto alla mamma della sfortunata Clara (Imma Pirone).

Di Nunzia apprezzo il fatto che si lascia sempre trasportare dalla passione. Si è confrontata sempre con uomini che l’hanno fatta soffrire, per il loro modo di essere inconcludenti. Comunque sia, Nunzia ha saputo riorganizzare la sua vita, mossa dal bene che provava per i figli. Ha saputo metterli al primo posto, rinunciando all’amore. E’ molto diversa da me, trovo stimolante interpretarla”.
La carriera di Nadia nel mondo della recitazione è cominciata all’Università.
Ero al primo anno dell’Università quando, con un gruppo di ricerca diretto dal regista Mario Santella, ho avuto la possibilità di debuttare con uno spettacolo su Vladimir Majakovskij a Officina 99. In seguito, ho lavorato con altre realtà teatrali come Libera Scena di Renato Carpentieri, Rossotiziano e Teatri Uniti. Ci sono stati poi i grandi maestri di teatro: da Giuseppe Patroni Griffi a Emuntas Nekrosius, passando per Leo De Berardinis, Alfonso Santagata, Giampiero Solari e Augusto Omolù dell’Odin Theatre. Il passaggio al cinema si è potuto verificare con Sergio Citti, sceneggiatore e collaboratore di Pasolini. Ma ho nel cuore pure le collaborazioni con Ettore Scola, Mario Martone, Matteo Garrone, Giuseppe Piccioni e Antonietta De Lillo. Giusto per citarne alcuni”.
La Carlomagno, inoltre, è professoressa di pedagogia sperimentale.
Ho sempre trovato naturale conciliare il mondo accademico con quello artistico. Sono cresciuta e mi sono formata in entrambi i mondi. L’attività di attrice ha fatto sì che potessi indagare con più sicurezza il campo di ricerca della pedagogia sperimentale. Il linguaggio delle arti sceniche, sia esso espressivo, emotivo, musicale, mimico- gestuale, o corpo-cinestesico è fondamentale per valorizzare l’inclusione nella prassi educativa”.
In futuro, Nadia Carlomagno sogna di lavorare su un prodotto che aiuti il pubblico a riflettere.
Mi piacerebbe lavorare su un personaggio che dia voce a chi, finora, non l’ha avuta. Dedicarmi a quelle persone che apparentemente non hanno diritti e che vivono nella più completa solitudine sociale”.