domenica 5 luglio 2020

Hugomorales presenta le 9 canzoni di "Oceano" una storia diventata disco. L'intervista


Hugomorales è Emiliano Angelelli (ex Elio Petri). “Oceano” è il suo secondo disco, uscito il 15 giugno 2020 per Tazzina Dischi, a quasi cinque anni di distanza dal primo omonimo “Hugomorales”. “Oceano” è un disco di nove brani ideato, registrato e mixato in solitaria da Emiliano Angelelli nel suo studio casalingo durante la quarantena.

Parlaci del nuovo album. Che impronta hai voluto dargli?
Oceano è una storia diventata disco. O forse un disco diventato storia. O forse entrambe le cose. Sicuramente chi lo ascolta dall’inizio alla fine potrà leggerci una storia, una fiaba distopica, in ogni caso troverà una narrazione cronologica che va dal primo all’ultimo brano.
Inizialmente volevo scrivere un disco strumentale e infatti il primo pezzo che ho scritto è “Il canto delle balene” - ottavo brano del disco -, uno dei due strumentali presenti in Oceano. Poi ho cambiato idea. Ho scritto “La pesca degli umani”, una canzone che parla di pesci e meduse che conquistano la Terra e ricacciano gli esseri umani in mare. Nella mia testa l’ambientazione è in un luogo di mare come Tarquinia, un non-luogo estivo dove al posto degli umani ci sono pesci che passeggiano sul lungomare, meduse sul bagnasciuga e lo sport in voga è “la pesca degli umani”.
Dopo aver scritto questo testo mi sono reso conto che la storia aveva un seguito e quindi mi sono lasciato guidare dalle mie impressioni e l’ho scritta.
In “Pesci in quarantena” - omaggio a Freak Antoni - tonni, salmoni, balene, delfini e tartarughe vengono colpiti da un virus umano.
“Feroce” è la riflessione esistenziale di un pesce costretto alla quarantena.
“Tracheotomia” è il seguito di “Feroce”, una riflessione estesa alla condizione di un pesce tracheotomizzato.
“Missione Delfino” è il lancio verso lo spazio dei pesci in fuga dal virus mortale.
“In piedi sulle pinne” è la storia della missione spaziale, guidata dai delfini, alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile.
“Calypso senza pietà” è l’arrivo sul nuovo pianeta e la danza propiziatoria.
“Il Canto delle balene” è il canto delle balene.
“Afrodite” è la storia del Nuovo Mondo.
Quali sono i tuoi cantanti di riferimento?
Non ho cantanti di riferimento. Ho tante band di riferimento. Amo i Flaming Lips, mi piacciono i Beatles. In Italia Battiato, Battisti, i CCCP.
Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?
Quella che sto facendo adesso. Ovvero essere il proprietario di un locale (bar, ristorante) che organizza concerti. Fare impresa in Italia è una delle scelte più stupide quanto entusiasmanti - nel caso si riesca nel proprio obiettivo - che si possa fare.
Invece quella mai fatta e che ti piacerebbe fare?
L’astronauta.
Progetti futuri? Farai un tour?
Il mio obiettivo è diventare ricco entro i 50 anni.
Avere un figlio.
E fare ancora dischi.
Il 19 luglio presento “Oceano” a “Il Giardino” di Perugia.
Farò alcune date in estate insieme alla violinista Francesca Stefanini.
Da ottobre partirà il tour vero e proprio.