lunedì 13 aprile 2020

Io Comunque sono Paola, all'autobiografia di Paola De Nisco il Premio Città di Cattolica

Un libro autobiografico di Paola De Nisco "Io Comunque sono Paola" ha vinto il Premio di merito città di Cattolica 2020 Pegasus  Literary Awards.

Una grande manifestazione conosciuta a livello internazionale conosciuta a livello internazionale per la qualità dei contenuti, una kermesse che si occupa di rilanciare la cultura letteraria stimolando la creatività dei giovani e dei meno giovani.
L’esperienza di Paola (o comunque della protagonista) viene descritta a trecentosessanta gradi: la parabola dell’amore, un amore intenso, sofferto, spregiudicato, incurante delle regole e dei condizionamenti esterni, sembra essere un po’ il cuore della trama. La figura contrastata e contrastante di Carlo, quella tragica e penosa di Alessandro, i compromessi sentimentali, i tradimenti si alternano al racconto dell’impegno politico e sociale della protagonista, che imbocca non di rado il tunnel dell’incomprensione e della disillusione, come nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica che si rivela tutto sommato abbastanza deludente rispetto alle aspettative. Resta alla fine il caparbio desiderio di rivendicare il diritto di scegliere, che comunque è un’arte che si impara Con il tempo e con le esperienze, soprattutto quelle negative.

E ancora la volontà irrefrenabile di dimostrare, a se stessi più che agli altri, che si è in grado di fare grandi cose, combattendo con tenacia la tentazione di cedere a una “tranquilla disperazione”. Ma ecco che nella parabola della narrazione si ritorna alle radici e allora le persone, i genitori, i nonni, le cui figure erano state tratteggiate dalla nostra Paola all’inizio, ritornano in primo piano assumendo contorni ben precisi e gettando luce anche sulla vita della protagonista. In particolare, la figura della madre, vittima di una profonda depressione che costringe tra l’altro la stessa figlia a vagare per ritrovare una sistemazione esteriore e un equilibrio interiore, tocca il punto forse più patetico del libro.

Ed anche quella della nonna, il cui tenero ricordo si materializza nell’ “orologio magico” lasciato in eredità alla nipote. Non meno interessanti le figure degli uomini che la protagonista ha amato e delle amiche con le quali ha condiviso pensieri, esperienze, tradimenti. Una curiosa notazione personale, che l’autrice spero mi consentirà: leggendo queste pagine mi andavo a mano a mano accorgendo di essere un po’ l’esatto contrario della protagonista: lei, libera in tutte le sue espressioni, io legato a mille condizionamenti e conformismi in tutti i campi; lei, ribelle dal profondo soprattutto contro le ingiustizie e le discriminazioni; io, remissivo e tollerante fino all’esasperazione; lei, ostile ai compromessi politici e al moderatismo perbenista; io convinto democristiano (ancora oggi); lei, circondata da una famiglia numerosa e abituata a cercarsi da sola un briciolo d’amore; io, figlio unico viziato ed esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità.

Un libro scritto con tanto cuore.