giovedì 23 aprile 2020

Fattitaliani intervista Laura Avalle, un vulcano di idee e di energia


di Laura GoriniAndrea G. Pinketts è un genio assoluto e immortale, per questo parlo di lui al presente, anche se fisicamente non è più con noi

È una giornata molto speciale oggi, soprattutto per gli amanti della buona lettura, visto che è la Giornata Mondiale del Libro. Quale migliore occasione dunque per scambiare nuovamente quattro chiacchiere con la giornalista e scrittrice Laura Avalle? Tanti progetti e un sentito ricordo di un caro amico e collega.
Laura oggi è la Giornata Mondiale del Libro e sarai coinvolta in una lunga diretta Facebook della Morellini Editore, a proposito dell’iniziativa “Fai volare una fiaba” di cui sei ideatrice e promotrice. Di che cosa si tratta?
Tutto è nato quando, per spiegare la quarantena a mia figlia di tre anni, ho scritto per lei “Storia del mostro dagli occhi rossi”, diventato poi un podcast prodotto da Raflesia Group per Storylands e distribuito gratuitamente sulle piattaforme di Spotify (https://open.spotify.com/episode/2otBuFOVXbz8jnC7nLU5xh), Spreaker (https://www.spreaker.com/user/storylands), Podcast Addict (https://podplayer.net/?podId=2774885) e Deezer (https://www.deezer.com/show/1007122). L’idea è piaciuta a Mauro Morellini della Morellini Editore, che ha lanciato l’iniziativa “Fai volare una fiaba,” aperta a tutti quelli che vogliono partecipare scrivendo e mandando una favola sul Coronavirus all’indirizzo email: info@morellinieditore.it (c’è tempo fino al 30 aprile). Ne nascerà un ebook.
Una scrittura poliedrica la tua, che adesso sei in libreria con “La dieta della Camminata” (Tecniche Nuove), scritto con la nutrizionista Sara Cordara...
Sono giornalista, ho diretto per tanti anni riviste specializzate in salute e benessere e continuo a fare divulgazione scientifica perché prendersi cura di sé e delle persone a cui vogliamo bene è importante. A tal proposito, sempre per Tecniche Nuove, ho appena finito di scrivere un secondo saggio insieme a Bernard e Martin Dematteis, campioni europei di corsa in montagna, che vedrà presto la luce. Un libro per metà manuale: è la nuova guida dei sentieri di montagna e per metà il racconto emozionato di chi queste montagne ha imparato a conoscerle e ad amarle fin da bambino. Nel mezzo, dal fisiatra alla nutrizionista, tanti consigli medici su come approcciare la corsa e la camminata in quota.
Dai giornali ai libri il passo è stato breve, ma se andiamo a scavare indietro è con la narrativa che ti sei fatta sconoscere al grande pubblico. Nel 2015 il tuo esordio con “Le altre me” (La Lepre Edizioni). Hai mai pensato a un secondo romanzo?
Uscirà in libreria a giugno per Armando Curcio Editore. Si intitola “Il mito dell’eterna giovinezza” e racconta la storia tormentata, di amore e di sesso, tra una donna matura e un ragazzino che potrebbe essere suo figlio. Erotico, a tratti crudo, ma profondamente reale, dove i protagonisti sono divisi da un tempo che non fa sconti a nessuno.
Un amore per questo genere letterario che nasce forse dal tuo incontro con il grande scrittore Andrea G. Pinketts, per il quale sei stata la sua musa ispiratrice?
Andrea è un genio assoluto e immortale, per questo parlo di lui al presente, anche se fisicamente non è più con noi. Gli devo molto, a cominciare dai seminari di giallo e noir che teneva la sera insieme ad Andrea Carlo Cappi. Un appuntamento settimanale gratuito e aperto a tutti dove si respirava una Milano diversa da quella raccontata sulle riviste di moda, lontana anni luce anche da quella Milano da bere che conosciamo. La Milano di Pinketts, chi conosce i suoi libri lo sa (e chi non li conosce è pregato di rimediare subito a questa lacuna), è una Milano noir surreale e strampalata raccontata con una verve unica e uno stile inconfondibile (che in molti hanno provato a imitare, ma nessuno c’è riuscito). Le sue storie sono una mescolanza di generi e linguaggi che prendono la forma della favola nera, del giallo, della commedia dell’horror e del pulp e sì, in uno dei suoi libri (Nonostante Clizia, ndr.) ci sono anch’io, sotto il nome d’arte di Laura Downvalley. Ho sempre amato scrivere e lui mi ha sempre spronata e incoraggiata a farlo. Da qui il nostro “E l’allodola disse al gufo: «Io sono sveglia, e tu?»” (Europa Edizioni), scritto a 4 mani e pubblicato nel 2012.
E poi è arrivato Gigi Marzullo e da qualche anno sei critica letteraria nel suo programma Milleeunlibro su Rai Uno...
Un onore per me. Stimo moltissimo Marzullo e il suo impegno culturale per una Tv di qualità e di alto livello e gli sarò sempre grata per la fiducia professionale che ha dimostrato nei miei confronti, scegliendomi a fianco di nomi importanti del panorama giornalistico e letterario italiano.