sabato 7 marzo 2020

A FATTITALIANI LA BELLEZZA E IL TALENTO DI GISELLA DONADONI. L'INTERVISTA


Gisella Donadoni è nata a Bergamo il 3 marzo del 1976 ed è una conduttrice televisiva, attrice e giornalista italiana che ha svolto 20 anni di carriera giornalistica, che l’ha vista spaziare dalla carta stampata, all’emittenza televisiva privata regionale a quella nazionale con ruoli di redattrice, inviata, coordinatrice redazionale, autore, conduttrice di trasmissioni e news. L'intervista di Caterina Guttadauro La Brasca per Fattitaliani.

Il suo esordio da cosa è stato motivato? 


È stato un esordio del tutto casuale, se non fosse stato per mia sorella Daniela probabilmente avrei continuato a perseguire unicamente il mio sogno da bambina: scrivere, diventare giornalista. E invece, accompagnandola ad una trasmissione televisiva, mi sono ritrovata con un microfono in mano e la richiesta, da parte degli autori, di introdurre il presentatore. Nonostante la mia profonda timidezza l’ho fatto con naturalezza e da li Gianna Tani, la mitica talent scout di Mediaset, ha cominciato a propormi ruoli in trasmissioni di diverso genere, e quello che all’inizio vivevo come un gioco divertente, esperienza dopo esperienza, è diventato qualcosa che amo davvero, il lavoro giusto per me. In fondo ho realizzato anche il mio  sogno, con la differenza che non ho scritto per la carta stampata ma per la tv.
Quanto conta la bellezza per avere successo? 
La bellezza è sicuramente un ottimo biglietto da visita, ma un bel packaging resta semplicemente tale se non custodisce al suo interno qualcosa di prezioso, ecco perché il successo, in qualsiasi campo, non può prescindere da un innato talento coltivato attraverso un’adeguata preparazione, fatta di studio, impegno, disciplina, fatica. Un aspetto gradevole può portarti ad avere più opportunità di dimostrare quanto vali e di ritagliarti il tuo posto nel mondo, ma per prendertelo devi dimostrare di meritartelo, e non basta certo un  bel sorriso.
Viviamo in un mondo altamente tecnologizzato ma si muore ancora di solitudine; il femminicidio è storia di tutti i giorni ormai, c’è un grande degrado morale che ci porta indietro di tanti anni. Il suo pensiero al riguardo? 
La ringrazio per questa domanda che mi dà la possibilità di parlare di un tema che mi sta molto a cuore e che ho trattato, proprio pochi giorni fa, nell’ambito di un Convegno a Palazzo Marino inerente i crimini relazionali. La donna oggi si è radicalmente allontanata dallo stereotipo devozionale che tanto gratifica l’uomo e rivendica con forza la sua autonomia, libertà, dignità, parità dei diritti.
Di fronte a questa nuova donna volitiva alcuni uomini restano disorientati, si sentono indeboliti, pervasi da una logica del possesso che è il contrario dell’amore, uomini che non accettano la libertà delle proprie compagne, che non tollerano la fine di un rapporto, che confondono la passione con la persecuzione. Uomini che non sono in grado di fare i conti con la ferita narcisistica che deriva da un rifiuto, da un abbandono, e che trasformano quel “Non posso vivere senza di te” in un “Non hai il diritto di vivere senza di me”. Ogni donna ha il diritto e il dovere di non tollerare, da parte dell’uomo che ama, alcun atto seppur minimo, che possa andare in quella direzione. Mi auguro che presto le scuole, di ogni ordine e grado, arricchiscano i loro programmi con corsi dedicati all’educazione sentimentale e alla parità di genere, che possano educare all’empatia, al rispetto dell’autonomia dell’altra persona, che possano insegnare ad attraversare le esperienze della solitudine e dell’abbandono senza farne un motivo di distruzione della vita propria o altrui.
Poter lavorare quanto ha contribuito, secondo lei, a creare un’autostima nelle donne? 
Sicuramente molto; noi donne negli ultimi decenni abbiamo fatto un cammino straordinario in questo senso, purtroppo però sono ancora parecchi i passi da compiere se consideriamo che solitamente dobbiamo impegnarci il doppio degli uomini per ottenere uguali risultati. E’ come se ci muovessimo in una sorta di limbo delimitato da un soffitto di vetro creato da una società ancora troppo maschilista ed un pavimento reso vischioso da remore che noi stesse a volte tendiamo a portare avanti, da credenze autolimitanti, dalla difficoltà di dover conciliare lavoro e famiglia.
Esiste, secondo lei, un tipo di uomo che non fa, necessariamente, la scansione di seno e sedere, prima di relazionarsi con una donna? 
Certo che sì, e non credo che uomini così siano una minoranza.
L’aspetto fisico è ciò che di una persona ci colpisce di primo acchito, uomo o donna che sia, ma subito dopo i primi secondi comincia la vera scoperta dell’altro e a quel punto anche gli occhi cominciano a vedere l’invisibile, vanno oltre. Ecco allora che la bellissima donna che ha colpito la fantasia di un uomo magari perde fascino ed interesse rivelandosi povera di contenuti, mentre quella che al momento non aveva brillato per aspetto fisico appare improvvisamente bella e piena di fascino grazie ad una personalità brillante, ad una simpatia irresistibile o per l’intelligenza delle sue parole. Sono pienamente convinta che non esista potere seduttivo più forte di un gran bel cervello, e questo vale per entrambi i sessi. 
Se un personaggio del passato volesse portarla a cena, lei chi preferirebbe? 
Accetterei volentieri un invito da parte di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, avrei tante domande da porgli, a cominciare da cosa o chi lo ha spinto ad indagare in maniera così profonda l’enorme complessità dell’animo umano, come è arrivato a scoprire le possibilità d’inganno o d’autoinganno della coscienza, e… chissà, magari a fine serata potrei anche scoprire qualcosa di più su me stessa. 
Come vive, se c’è, la competizione con i suoi colleghi?
Grazie al tipo di educazione ricevuta da due genitori stupendi non sono mai stata assalita da sentimenti di gelosia o competizione sfrenata.
Sin dai tempi della scuola ho sempre studiato con diligenza, non certo per il desiderio di essere la prima della classe ma semplicemente perché ritenevo fosse mio preciso dovere non sperperare i doni ricevuti.
Con lo stesso spirito ho sempre affrontato il mio lavoro cercando di fare del mio meglio per non deludere il pubblico, per ripagare la fiducia accordatami, guardando sempre il mio, senza mettermi in competizione con altri se non con i miei limiti.
E non lo dico ritenendolo un merito, bensì una benedizione, credo che vivere in perenne competizione sia una vera tortura, al mondo ci sarà sempre qualcuno più bravo, più bello, più interessante, più intelligente di noi, ma con impegno e dedizione possiamo decidere di essere la miglior versione possibile di noi stessi. 
Quanto conta per lei la Famiglia?
La famiglia per me è tutto, la mia vera ricchezza: i miei valori, il mio carattere, il mio modo di essere, la mia educazione sono tutti doni preziosi di una famiglia meravigliosa che mi ha sempre sostenuta, appoggiata e amata ed è sempre stata un porto sicuro in quel mare in tempesta che è a volte la vita. 
Gode di buona salute oggi il cinema e lo spettacolo in genere? 
Non molto, e lo dico con grande dispiacere. I  budget sono sempre più scarni, tanto cinema di casa nostra si affida ancora a circuiti d’elite, come le sale d’essai, e questo non giova alla loro visibilità. Le poche visualizzazioni impediscono che si crei consenso anche intorno ai film più belli e questo porta il grande pubblico a preferire quelli esteri, che arrivano per lo più dagli USA, ed è un vero peccato per i tanti piccoli film italiani che sono dei veri e propri gioielli, mi auguro si possa presto invertire la rotta. 
L’ultimo libro che ha letto? 
‘Factfulness’ di Hans Rosling, medico, statistico e accademico svedese che ha vissuto 20 anni in Congo per studiare e combattere il konzo, una malattia epidemica paralizzante. Una lettura interessante che consiglio a tutti, un antidoto all’angoscia dei nostri giorni. L’autore, attraverso dati e fatti reali, dimostra come le cose nel mondo vadano meglio di come pensiamo, per capirlo però dobbiamo imparare a guardare ai fatti con curiosità, a metterli in prospettiva e a saperci stupire. 
Lei ama di più sorprendere o essere sorpresa?
Adoro sorprendere, credo sia un modo bellissimo per dimostrare quanto teniamo alle persone che amiamo. Non servono gesti eclatanti, a volte bastano piccole cose che facciano però capire all’altro quanto siamo attenti ai suoi bisogni, ai suoi desideri.
Mi è capitato di stupire la mia famiglia realizzando un libro fotografico che ne ripercorre i momenti salienti, impiegando mesi a scovare e raccogliere materiale inedito. L’ho fatto preparando una cena speciale, creando un’atmosfera particolare in un giorno qualunque, per dire ‘ti amo’ alla persona che ho accanto. Purtroppo la consuetudine tende a sminuire anche le cose belle, e allora non adagiamoci, non cadiamo nella trappola del dare tutto per scontato, in amore e nella vita in generale non stanchiamoci di sorprendere! 
Come fa a mantenersi così bella e in forma?
La ringrazio per il complimento immeritato. Non ho grandi segreti. Cerco di fare una vita sana praticando un po’ di sport, penso sia per tutti un vero e proprio toccasana, non solo per il fisico ma anche per la mente. Sono troppo golosa per rinunciare ai dolci ma  scelgo con attenzione i prodotti da portare in tavola e, come ogni donna, amo prendermi cura della mia pelle con creme e sieri rigorosamente eco-friendly. Cerco poi di nutrire anche l’interiorità con coccole per l’anima, quando lo stare bene nasce da dentro si riflette anche all’esterno creando un’aura di fascino che non è data da ‘come’ si è esteriormente ma da ‘cosa’ si è nel profondo.   
Qual è il suo rapporto con il tempo che passa? 
Ho sempre pensato che crescere, invecchiare, non sia un dramma ma un’evoluzione naturale, un privilegio che ci permette di coltivare, giorno dopo giorno, il potenziale che abbiamo dentro di noi, di arricchire la nostra identità e acquisire maggior consapevolezza. E se per affrontare questo bellissimo viaggio dobbiamo sacrificare un po’ di tonicità del corpo, freschezza del viso ed accettare qualche acciacco e ruga in più… pazienza, direi che ne vale assolutamente la pena. Come scrive Kahlil Gibran “Se dovete nella vostra mente scandire il tempo in stagioni, lasciate che ogni stagione cinga tutte le altre, e che l’oggi abbracci il passato col ricordo ed il futuro col desiderio”. Credo proprio sia questo il segreto per vivere al meglio ogni nostro domani.
Progetti in cantiere? 
C’è un progetto imprenditoriale a cui mi sto dedicando anima e corpo visto che si tratta di qualcosa di inedito rispetto a ciò che ho fatto fino ad ora, un’idea nata dal desiderio di fare qualcosa per la salute del pianeta e favorire un consumo più consapevole. E’ ancora prematuro parlarne, posso però dirle che il tutto è nato da un’esigenza personale, il desiderio di poter avere a disposizione prodotti di qualità che tengano conto non solo del nostro benessere, ma anche di quello della nostra amata e fragile terra. 

Una carriera conquistata gradino per gradino quella di Gisella Donadoni in un mondo come quello dello spettacolo, in cui non ci si deve mai sentire “arrivati” anzi ripartire ogni giorno con determinazione e umiltà.
FATTITALIANI ringrazia questa bella persona, le cui risposte evidenziano che a determinare il successo sono tanti fattori, pur essendo riconoscente alla sua immagine di Donna bella in maniera discreta ed elegante. 
Caterina Guttadauro La Brasca

Gisella Donadoni

Dopo gli studi in Scienze Politiche a indirizzo in discipline di economia politica e politica economica, e un lungo periodo come giornalista di cronaca, ha esordito in televisione come giornalista e speaker del Tg “Bergamo Notizie” e lavorando in redazione di prestigiose testate tra cui Rete 4.

Gisella Donadoni realizza per anni numerosi servizi giornalistici per programmi di Rete 4, coautrice e immagine di Talk show economico finanziari, tra cui "Money" e "Soldi", diviene poi capo autrice e conduttrice di "A casa loro", programma economico a cui prendono parte alcuni dei maggiori imprenditori italiani, per poi passare a condurre programmi di attualità e intrattenimento come Unomania in onda su Italia 1 con Federica Panicucci.
Partecipa alla conduzione di programmi RAI e Mediaset in Prima serata, tra i quali “Azzurro” (Rai 2, Italia 1), “Festivalbar” (RAI, Canale 5, Italia 1), “La sai l'ultima?” (Canale 5), "Ma mi faccia il piacere" (Italia 1), “Le Iene (programma televisivo)” (Italia 1). E' attrice nelle sitcom “Nonno Felice” (Canale 5) e “Casa Vianello” (Canale 5) e nella soap “Vivere” (Canale 5).
Nel 2015 fa il suo esordio sul grande schermo nella commedia “Matrimonio al Sud” con Massimo Boldi e Biagio Izzo, diventa poi coprotagonista della black comedy “Un nemico che ti vuole bene” a fianco di Diego Abatantuono e Massimo Ghini e di “Bene ma non benissimo” pellicola incentrata sul tema del bullismo. Dal 2016 Gisella Donadoni è nominata madrina e testimonial del Festival Internazionale del Cinema Nuovo di cui è Presidente onorario Pupi Avati.