mercoledì 5 febbraio 2020

Il quartetto friulano Alba Caduca presenta a Fattitaliani il 4° disco "Nigredo". L'intervista

“Nigredo” (spotify), quarto lavoro scritto e arrangiato dal quartetto friulano, è un LP che segna un ritorno a sonorità hard rock con spruzzate di new wave, un rock concreto ed energico.
Il disco, contenente undici tracce,  tratta di argomenti sociali quali il cinismo distruttivo, la misoginia, il consumismo sfrenato e l’emarginazione degli ultimi, ma lascia spazio anche a viaggi introspettivi. La base ritmica tribale e feroce è accompagnata da suoni di chitarra lunatici e a tratti aggressivi. Il cantato in italiano costruisce spazi melodici corposi e malinconici.
La nigredo è uno dei processi alchemici: rappresenta la fase in cui la materia deve essere decomposta, come passo iniziale nel percorso della creazione; è un ciclo che si chiude, ma che anticipa un nuovo inizio. Il disco è stato mixato e masterizzato da Riccardo Pasini presso lo “studio 73” di Ravenna. L'intervista.
Parlateci del nuovo album. Che impronta avete voluto dargli?
È un album che rispetto ai precedenti è nato in maniera molto più spontanea, improvvisando tutti insieme in sala prove. Abbiamo cercato di asciugare i brani in fase di arrangiamento, limitando la presenza dell'elettronica e puntando ad un risultato più sanguigno. Durante registrazione e mixaggio abbiamo poi cercato di dare al sound un'impronta live e di mantenere la sostanza dei suoni naturali, curando maggiormente la qualità della registrazione piuttosto che la post-produzione. Si può dire insomma che questo sia un album fottutamente rock!
Quali sono i vostri cantanti di riferimento?
Sicuramente le maggiori influenze arrivano dagli anni '90, con qualche sconfinamento negli '80. Dire poi se ci siano dei veri  e propri "ispiratori" della nostra musica è difficile, perché i nostri ascolti sono molto variegati, sia in ambito italiano che internazionale.
Qual è l’esperienza lavorativa che più vi ha segnato fino ad ora?
Partiamo dal fatto che noi siamo una band non professionista, per cui parlare di esperienza lavorativa in ambito musicale è improprio... diciamo che uno dei più bei ricordi che abbiamo della lunga vita della nostra band è un minitour fatto in Bosnia nel lontano 2007. In particolare quello che più ci aveva colpito era l'approccio completamente diverso (molto caloroso ed interessato) del pubblico locale all'ascolto della musica originale, considerando anche il fatto che, cantando in italiano, potevamo non risultare così "appetibili"
Invece quella mai fatta e che vi piacerebbe fare?
Ci piacerebbe riuscire a presentare questo lavoro dal vivo anche fuori dalla regione, cercando di uscire dal nostro "nido". Purtroppo in passato le occasioni che abbiamo avuto di suonare fuori dal Friuli e proporci ad un pubblico totalmente nuovo non sono state molte.
Progetti futuri? un tour?
Sicuramente l'intenzione è quella di presentare quanto più possibile questo lavoro dal vivo. Abbiamo già in programma alcune serate in Friuli per i prossimi mesi. Come detto prima, ci piacerebbe molto anche poterci spostare un po'. Purtroppo è difficile, in primis perché il rock al giorno d'oggi non ha un grosso seguito, e poi perché riuscire ad entrare nei circuiti che gestiscono i concerti live non è assolutamente facile per una band "old school" come la nostra.