venerdì 18 ottobre 2019

Roberto Farnesi e la svolta sentimentale di Umberto ne "Il paradiso delle signore". L"intervista di Fattitaliani


Dicunt che Umberto Guarnieri il cattivo affascinante di “Il paradiso delle Signore” avrà dopo tanta solitudine, qualcuno che conquisterà il suo cuore. Non ci resta che aspettare... Fattitaliani ha intervistato Roberto Farnesi

Ritroveremo Umberto Guarnieri sempre più cattivo? 
Intanto lo ritroverete in una situazione economica più florida. Riuscirà a riavere tutto quello che aveva prima e a tornare nell’alta Finanza milanese? Riuscirà a riscattarsi? Finalmente ci saranno anche dei risvolti sentimentali visto che quelli che gli gravitano attorno sono tutti innamorati e il povero Commendatore è solo da molto tempo.  
Con la cognata Adelaide di Sant’Erasmo? 
Chissà! Nel finale abbiamo visto quel bacio… Magari questa è la volta buona. 
Abbiamo visto anche il Ragionier Cattaneo quasi morente… 
Chissà se le linee di questi due personaggi si rincontreranno! Ero stato io a farlo assumere al Paradiso. Dovevo costruire un grattacielo che era una delle linee guida della prima stagione. Ha lavorato per me degli anni e poi non l’ho più visto. Sarebbe molto interessante se le linee di questi due personaggi si rintrecciassero. Un suggerimento che lancio anche agli autori. Giorgio Lupano è un attore molto bravo e mi pace interagirci.  
Con la sparizione di Luca Spinelli, avrà tirato un sospiro di sollievo… 
Meno male che sulla faccenda sono stato assolto dagli sceneggiatori. Va bene l’uomo d’affari cinico ma lì si cadeva nel viscido. Se davvero fosse stato Guarnieri a vendere la famiglia di origine ebraica ai nazisti per prendersi la loro villa, non sarebbe stato più quel cattivo affascinante ma era quasi uno psicopatico perché questi andavano a morte certa. 
La storia ci racconta che molti hanno venduto vicini di casa ebrei per molto meno… La storia poteva essere veritiera! 
Assolutamente sì!  A me il personaggio diverte perché sono negativo, stimolante ma sono comunque amato dal pubblico. Pensiamo a J.R. (Larry Hagmann ndr) di Dallas era un ruolo bellissimo, se fosse stato troppo cattivo, come spettatore me lo avrebbe fatto disprezzare. Meno male che non è stato così. 
Che ne pensa degli abiti dell’epoca? 
Quando c’è una sartoria come questa è straordinario. Abiti pazzeschi, cuciti in una notte per esigenze di scena. L’abito è molto importante perché ti cala nel personaggio. Quelli erano gli anni di grande speranza, il boom economico, il lavoro non era una chimera come oggi. Si stava meglio di adesso ma non era comunque facile.   
Non trova che sia stata una versione diversa quella che ci hanno dato gli altri? Amo gli anni 60 e avrei voluto viverli. Con Patti Pravo, Mina, Califano che si esibivano alla Bussola, in Versilia. Però tutta la vita ora perché mio padre la seconda guerra mondiale l’ha fatta. La faccenda era molto tosta. Adesso purtroppo manca la speranza. 
Ha preso spunti dalla sua famiglia? 
Sì! Mia madre che li ha vissuti, mi conferma che è stato ricostruito tutto alla perfezione. 
E’ vero che con gli altri siete una famiglia? 
Non vivo a Roma e faccio avanti e indietro. Sono talmente entrato nel personaggio che faccio l’imprenditore e m’inorgoglisce dare lavoro a venti persone. Ho un ristorante ed è molto impegnativo. Non vivo appieno l’ambiente ma ho ottimi rapporti con tutti. E’ diverso quando le produzioni girano fuori e siamo tutti al seguito. 
Nelle new entry ha ritrovato Pietro Genuardi… 
Abbiamo  iniziato a lavorare insieme venti anni fa in “Cento vetrine” ed è nata un’amicizia che dura negli anni anche se ci eravamo persi di vista. Appena ci siamo rincontrati è stato come se non ci fossimo mai lasciati. Abbiamo fatto anche una vacanza insieme. 
Il suo rapporto con i Social? 
Ci provo! Non ho mai avuto in casa un PC. Mi ha salvato lo smartphone e lì mi avventuro. 
Chi sono i suoi Fan? 
Negli anni ho conquistato un pubblico molto trasversale e ne sono molo felice perché se siamo qui è perché là c’è qualcuno che ci guarda. 
Si alterna tra il Set e il Ristorante come se la cava con i fornelli?  
Male! Mi arrangio ma è meglio che lo facciano gli Chef. 
Il suo piatto preferito? 
Fiorentina tutta la vita. Nel mio ristorante si trovano anche i Burger vegetariani perché bisogna rispettare anche i gusti degli altri. Se c’è un rispetto reciproco è meglio. 

Elisabetta Ruffolo