giovedì 17 ottobre 2019

Edward Norton apre la 14° festa del cinema con "Motherless Brooklyn"

di Emanuela Del Zompo

Vincitore del Golden Globe come miglior attore non protagonista per Schegge di Paura, Edward Norton torna al cinema non solo come attore ma anche come regista.
"Il cinema italiano ha avuto un enorme impatto sui miei gusti e le mie aspirazioni di cineasta, ha affermato il noto attore, ed aprire la Festa del cinema di Roma con un mio film è un grande onore per me, commenta Edward Norton."
Il film ambientato nella New York degli anni 50 è stato diretto, scritto, interpretato e prodotto dallo stesso artista che interpreta un detective solitario affetto dalla sindrome di Tourette che investiga sulla morte del su amico Frank Minna (interpretato da Bruce Willis). Lionel Essrog, si scontra con i criminali, la corruzione e l'uomo più pericoloso della città. Tra atmosfere soffuse e la musica balck, Lionel porta il pubblico a scoprire lentamente i segreti che tengono in equilibrio il destino dell'intera New York.
"Sono un attore avido, sono cresciuto a New York e amo profondamente questa città dove ho ambientato il mio film: il personaggio che interpreto è memorabile nel romanzo ma non lo ricollego ad altri personaggi o film già fatti. Recitare un personaggio che ha la sindrome di Tourette, significava innanzitutto portare rispetto a coloro che soffrono di questa malattia. Ho studiato a fondo questa sindrome e coloro che ne sono affetti per poter calarmi nel ruolo nel modo più veritiero possibile. Ho cercato di far emergere tutta l'umanità che questo personaggio rappresenta nella storia. In realtà Lionel è passivo ed è solo quando incontra un'altra persona che lotta nella vita come lui, si rende conto di non avere scuse per essere passivo. La scrittura della sceneggiatura si distacca dal libro omonimo, ci sono dei personaggi completamente inventati ma durante il processo di creazione ho avuto occasione di incontrare l'autore del libro per avere uno scambio di visioni, visto che è un profondo conoscitore del cinema. Ma tengo a precisare che ho raccontato il personaggio che interpreto, mantenendo il suo nucleo emotivo.
La musica sicuramente ha aiutato la composizione della regia, essa stessa contiene molte cose: ci sono diversi stili che si mescolano fra loro e tra questi il jazz della New York degli anni 50, la musica dell'epoca."