giovedì 19 settembre 2019

La città chiusa di Ozërsk e "La memoria degli alberi" al Théâtre National di Bruxelles. La recensione

Notizie di incidenti nucleari arrivano da ogni parte del mondo così come le conseguenti paure sulle contaminazioni che infestano ambienti, cose, animali e... persone. C'è un luogo in Russia di cui si sa poco proprio per la sua natura di "città chiusa", Ozërsk.

La sua condizione dipende dalla vicinanza allo stabilimento di Majak, una delle fonti del plutonio sovietico durante la Guerra Fredda, e ora un impianto russo per il trattamento di rifiuti nucleari e il riciclaggio di materiale nucleare proveniente da armi nucleari fuori uso.
Al Théâtre National di Bruxelles una coraggiosa opera di Fabrice Murgia porta lo spettatore a prendere consapevolezza non solo della sua esistenza ma anche delle condizioni di vita dei suoi abitanti, tramite testimonianze video e la straordinaria interpretazione di Josse De Pauw.
Lo spettacolo "La memoria degli alberi" è il terzo capitolo di un viaggio -Ghost Road- che l'autore e regista ha intrapreso sulla narrazione di luoghi inusitati, poco noti, nascosti o dimenticati.
Il protagonista, da solo sulla scena, coadiuvato in alcuni momenti da un gruppo di ragazzini, racconta come si vive in un posto che ufficialmente non esiste, celando il segreto del progetto nucleare e degli effetti devastanti di chi vi respira, utilizza l'acqua del lago, si nutre dei suoi pesci.
Una storia così assurda da sembrare fiction, pura invenzione letteraria e che invece ti attanaglia e quasi ti soffoca per il terribile contenuto. 
La scelta di fornire a ciascuno spettatore le cuffie aumenta l'effetto drammatico: i suoni, i rumori, la tosse del personaggio, i suoi passi, la pioggia... tutto passa e viene percepito in maniera più intensa e diretta, una sorta di 3D in audio. Le scelte di Murgia e Dominique Pauwels vanno tutte verso questa direzione.
Se qualcuno alla fine nutre ancora dei dubbi sulla veridicità di quello che è stato appena narrato, ecco la testimonianza di un'esiliata, Nadezda Kutepova, che racconta la verità, le malattie, il mutismo, le minacce.
In scena fino al 22 settembre 2019.
Josse De Pauw