domenica 22 settembre 2019

Fotografia, Isabella Balena a Fattitaliani: l'immagine può essere la sintesi di molti ragionamenti o discorsi. L'intervista



Fotoreporter per molti anni, Isabella Balena ha lavorato con alcuni dei principali periodici italiani e esteri. Da alcuni anni cerca di approfondire tematiche legate alla storia contemporanea e alle dinamiche sociali. Ritiene che la fotografia trova la sua essenza quando riesce ad essere “voce e sguardo” di una comunità, altrimenti invisibile. È stata fra i protagonisti al Cifa di Bibbiena nella mostra fotografica “Il Mondo nell’obiettivo. I fotografi delle Ong” curata da Claudio Pastrone in collaborazione con Giovana Calvenzi e Giuseppe Frangi con il progetto "Effetti collaterali". Fattitaliani l'ha intervistata.
Quali elementi hai tenuto costantemente presenti nel tuo percorso umano e professionale?
L’attenzione e il rispetto verso gli altri. Non scendere a troppi compromessi.
Ci puoi raccontare la storia del progetto "Effetti collaterali"?
Effetti collaterali nasce dalla richiesta di affrontare il tema della violenza, sulle donne ma non solo, in maniera non vittimistica. L’incontro con la ong WeWorld che lavora in Italia e nel mondo principalmente con donne e bambini, ha dato la spinta alla realizzazione del progetto. Quindi abbiamo scelto una serie di figure femminili significative che hanno combattuto vari tipi di violenza dando loro volto e voce.  
Come vivi le recenti notizie sulle ONG spesso trattate con toni polemici e violenti?
Le ong hanno un ruolo importante poiché si posizionano in quegli interstizi sociali dove vi sono carenze strutturali e bisogni non solo primari. L’ambiguità a volte consiste nel fatto che vanno a sopperire a carenze delle quali in verità dovrebbero occuparsi i Governi. Ma demonizzarle mi sembra solo una posizione politica.

Quanto e quando riesci a registrare e immortalare un evento controllando eccessivo coinvolgimento ed emozione?
L’emozione non sempre la controllo ma non me ne faccio un problema. Perché controllarla se una cosa ti emoziona? Piuttosto invece tenere sotto controllo una situazione è importante, soprattutto se è critica. Intendo non lasciarsi innervosire o impaurire, può essere d’aiuto.
Quanto dà in più o di diverso una fotografia rispetto a un articolo, un editoriale, un saggio?
L’immagine è diretta, di facile comprensione e può essere la sintesi di molti ragionamenti o discorsi. Naturalmente deve essere una foto degna di questo nome.
Ci sono altri soggetti che ami particolarmente ritrarre?
Non sono una ritrattista in verità, la mia vocazione è il fotoreportage. Sono più brava a cogliere l’attimo fuggente che non a mettere in posa. Nel ritratto cerco l’attimo di sintonia con la persona e in quel momento avviene la “foto giusta”, Come nel reportage del resto.
Sei d'accordo con questa citazione? ti piace? perché? "Il colore dedrammatizza… il bianco e nero è più carico di sensi." (Jean Baudrillard)
Sono d’accordo in parte. Il bianco e nero è certo più drammatico anche perché rende le immagini iconiche, fuori dal tempo. Ma anche il colore ha il suo valore intrinseco e certamente vi sono immagini che non potrebbero essere che a colori, Vi sono fotografi che lavorano solo sul colore e sulla sua espressività. Giovanni Zambito.



EFFETTI COLLATERALI - quando le donne non si danno per vinte Il progetto fotografico di Isabella Balena per WeWorld Onlus: 17 ritratti di donne donne che hanno deciso di non tacere, di non arrendersi, di contrastare con il loro esempio violenza e stereotipi di genere. 
‘EFFETTI COLLATERALI quando le donne non si danno per vinte’, è il progetto di comunicazione realizzato per WeWorld Onlus da un’idea della fotoreporter Isabella Balena, che si sviluppa attraverso una serie di ritratti di donne che hanno deciso di non tacere, di non arrendersi, di contrastare la violenza e gli stereotipi di genere su vari fronti. Donne che hanno subito violenza o che ne sono state testimoni, donne oggetto di stereotipi, donne combattive e in prima linea sui fronti della legge, della politica, della cultura, dello sport per migliorare la propria esistenza e per favorire l’empowerment femminile e della propria comunità.  Il sistema le vorrebbe passive, inermi, indifferenti e senza voce: queste donne hanno saputo combattere e ottenere conquiste, veri e propri effetti collaterali, conseguenze positive di battaglie che da personali sono diventate universali. Queste donne hanno volti, occhi, anime e storie da raccontare, sono eroine della quotidianità, alcune note, altre meno: tutte hanno deciso di farsi fotografare, di metterci la faccia, accettando di essere parte della costruzione di un messaggio destinato a tutta la comunità. 
“Questo porgetto con WeWorld Onlus nasce dal desiderio di veicolare, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un messaggio di posiitività. La positività data dall’esempio e dal carattere combattivo di figure femminili che, dopo violenze, dolori o semplicemente per vocazione sociale e politica, hanno scelto di non avere un atteggiamento passivo ma, di metterci la faccia, il corpo, i pensieri per cambiare il mondo.  Gli EFFETTI COLLATERALI di una violenza in senso lato, fisica o psicologica o accaduta a qualcuno di prossimo - una madre, un figlio o un fratello - si trasformano, in queste donne, moderne Lisistrate, Antigoni o Marianne, in resistenza, passione, lotta civile. La richiesta di verità e giustizia passa attraverso la loro voce, i loro volti, i loro corpi in una lotta che, non più individuale, si fa battaglia sociale e conquista culturale per tutta la comunità, per dare alle generazioni future, alle giovani bambine e ragazze, ai giovani uomini, strumenti di lotta e di pensiero non convenzionali e fuori dagli stereotipi”. Isabella Balena 
Le donne fotografate:  
1. Lucia Annibali Avvocato, Vittima di una aggressione con l’acido avvenuta il 16 aprile 2013, ha riportato ustioni devastanti al volto e alla mano destra. Dall’ottobre 2016 al marzo 2018 è stata Consigliera per le Pari opportunità della Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nell’ambito di tale attività, ha coordinato e redatto le linee guida nazionali in tema di soccorso e di assistenza sociosanitaria alle donne che subiscono violenza, ha collaborato alla stesura del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017/2020 e alla campagna di comunicazione per il numero nazionale antiviolenza e antistalking 1522, #sbloccailcoraggio. Eletta nelle fila del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, è membro della Commissione Giustizia e della Giunta per le Autorizzazioni.                            
2. Associazione Esposti Amianto Nasce nel 1994 per iniziativa di un operaio esposto, Duilio Castelli, con l'intento di informare i lavoratori sui pericoli legati all'impiego dell'asbesto - nel territorio del monfalconese, soprattutto nell'ambito della cantieristica navale - e di aiutarli a rivendicare i propri diritti. Dal 1998 l'AEA si è battuta in particolare affinché per i circa 2000 morti che si sono avuti a causa dell'amianto fra le Province di Gorizia e Trieste si celebrasse un processo penale nel quale fosse accertato se per quei decessi i vertici aziendali fossero responsabili. 
3. Valentina Belvisi  Era il 15 gennaio 2017 quando Luigi Messina uccise Rosanna Belvisi, con 29 coltellate.  Da allora, Valentina sua figlia si batte perché il padre sconti la sua pena senza nessuna riduzione. 
4. Emma Bonino è una politica italiana. È stata Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana nel Governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014. È una delle figure più importanti del radicalismo liberale italiano dell'età repubblicana. Dopo essere stata eletta negli anni settanta e ottanta del XX secolo per varie legislature deputata alla Camera e al Parlamento europeo, ricopre la carica di commissario europeo dal 1995 al 1999, per poi nel 2006 essere Ministro del commercio internazionale e delle politiche europee nel Governo Prodi II, e successivamente vicepresidente del Senato della Repubblica dal 6 maggio 2008 al 15 marzo 2013. Oltre ad aver ricoperto importanti cariche nel Partito Radicale, è stata membro del comitato esecutivo dell'International Crisis Group, ideatrice e promotrice della Corte penale internazionale, professoressa emerita all'Università Americana del Cairo, delegata per l'Italia all'Onu per la moratoria sulla pena di morte, nonché fondatrice dell'organizzazione internazionale Non c'è pace senza giustizia per l'abolizione delle mutilazioni genitali femminili. Nel 2011 è l'unica italiana inclusa dalla rivista statunitense Newsweeknell'elenco delle "150 donne che muovono il mondo.  
5. Anna Maria Busia di professione avvocato, da tempo attiva nel campo della tutela delle donne vittime di abusi domestici. Si deve a lei la bozza di legge che tutela gli orfani di femminicidio passata al Senato nel dicembre 2017 ed entrata in vigore il 16.02.2018. Il testo della legge parte da una vicenda, quella di Vanessa Mele, ragazza la cui madre fu uccisa a Nuoro il 3 dicembre del 1998 da un colpo di pistola alla tempia sparato dal padre. L’uomo fu condannato a 14 anni e 6 mesi con il rito abbreviato, ottenendo la libertà dopo 8 anni grazie all’indulto. Una volta uscito dal carcere l’uomo chiese di incassare la pensione di reversibilità della moglie uccisa, ai danni della figlia. Ne è nata una battaglia legale, di Vanessa e della stessa Busia col suo team di avvocatesse, che solo nel 2017 è riuscita a ottenere quel che le spettava, ovvero la casa e la pensione di reversibilità. 
6. Ilaria Capua virologa italiana di fama internazionale e definita dalla stampa specializzata “mente rivoluzionaria”, è conosciuta per aver codificato nel 2006 la sequenza genetica del primo ceppo africano di influenza H5N1 (la famigerata aviaria) e, anziché depositarlo in un database limitato, lo ha condiviso coi centri di tutto il pianeta, sfidando e ribaltando il sistema. Entra in Parlamento nel 2013 nella lista di Mario Monti, Scelta Civica. Appena un anno dopo viene travolta dalla pubblicazione di estratti di un'indagine giudiziaria sul settimanale l'Espresso. L'indagine segreta (a lei) e successivamente rivelatasi infondata, riguardava reati, quali traffico internazionale di virus e procurata pandemia, ipoteticamente accaduti oltre dieci anni prima, alcuni dei quali punibili con l'ergastolo. Il 5 luglio 2016, circa due anni e mezzo dopo l'uscita dell'articolo dell’Espresso e la gogna mediatica, Ilaria Capua è stata prosciolta da tutti i capi d'accusa " perché il fatto non sussiste ". Il 28 settembre 2016 si è dimessa dalla Camera dei Deputati. Oggi è full professor e dirige il One Health Center of Excellence all'Università della Florida.
7. Ilaria Cucchi  Romana, classe 1974. Nota a tutti per la drammatica vicenda del fratello, Stefano. Dalla morte del fratello, il 22 ottobre 2009, Ilaria diventa simbolo della lotta contro gli abusi delle forze dell’ordine in carcere. Una lotta durata 9 lunghissimi anni quando, finalmente, nell’ ottobre del 2018, un carabiniere ha confessato e ammesso il pestaggio di Stefano. 
8. Elisa di Francisca  Schermitrice italiana, specializzata nel fioretto. Campionessa olimpica ai Giochi della XXX olimpiade di Londra 2012 sia nell'individuale sia nella gara a squadre, ha vinto la medaglia d'argento ai Giochi della XXXI Olimpiade di Rio de Janeiro nel 2016 nella prova individuale. Vincitrice della Coppa del Mondo nel 2011 e nel 2015, è stata sei volte Campionessa Mondiale e dieci volte Campionessa Europea tra individuale e prova a squadre, nonché vincitrice della medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo di Mersin 2013 sempre nell'individuale. È considerata come una delle più forti schermitrici italiane di sempre. È tesserata per il Gruppo Sportivo Fiamme Oro. Insieme al suo compagno Ivan Villa, ha un bambino di nome Ettore. È testimonial di WeWorld Onlus. 
9. Matilde D’Errico Autrice televisiva e regista. Ha ideato trasmissioni e format per i principali network. Fra i format ideati e realizzati: “Amore Criminale” (Rai 3), “Sopravvissute” (Rai 3), “Citta Criminali” (La7), “Liberanti” (Foxcrime), “Reparto Trans” (Foxcrime), “Residence Bastoggi” (Rai3), “Questioni di famiglia” (Rai3). 
10. Madri della Terra dei Fuochi Le mamme della Terra dei fuochi sono le donne del napoletano, da Caivano a Villaricca, da Casaluce a Casalnuovo, Afragola o Gricignano di Aversa, donne che hanno perso i loro figli per tumori e che oggi combattono per ridare dignità e sicurezza a un territorio martoriato dai rifiuti e dalla camorra.  
11. Roberta Fiore Operatrice WeWorld Onlus Scampia, psicologa e psicoterapeuta familiare in formazione.  
12. Donne Spazio WeWorld Scampia  Anna, Beatrice e Marianna, donne di Scampia, rinate anche grazie al lavoro quotidiano di WeWorld Onlus per restituire loro la fiducia in se stesse e nel cambiamento anche di fronte al disagio delle periferie più difficili. 
13. Ivana Galli  Segretaria Generale della (Federazione Lavoratori Agro Industria) Cgil Nazionale, incarico che copre dal 2016, dopo essere stata dal 2008 Segretaria Nazionale Flai Cgil. In precedenza, sempre nella Cgil, è stata Segretaria Generale Cgil del Comprensorio Pomezia-Castelli, Segretaria Organizzativo Cgil Pomezia, Segretaria Generale Flai Cgil Pomezia, Segretaria Flai Cgil Roma, Segretaria Regionale Fillea Cgil, Funzionario Patronato Inca Cgil Nazionale, Coordinatore Inca Pomezia Castelli, Funzionario Inca Frascati. Con vari ruoli e funzioni Ivana Galli ha svolto una lunga attività al fianco dei lavoratori e in difesa dei loro diritti, con una particolare attenzione verso la condizione delle donne lavoratrici in agricoltura. 
14. Agitu Ideo Gudeta Nata ad Addis Abeba, a 18 anni vince una borsa di studio e studia sociologia all’Università di Trento. Tornata in Etiopia, nel 2010 scappa dal suo paese per non essere arrestata per la sua resistenza contro il landgrabbing.In Trentino inizia una nuova vita, fondando un’azienda di prodotti biologici. 
15. Alessandra Kustermann Laureata in Medicina e Chirurgia, specializzata in ostetricia e ginecologia. Dal 2009 Direttore Ginecologia e Ostetricia Unità Operativa Complessa Pronto Soccorso e accettazione ostetricoginecologico e Soccorso Violenza Sessuale e Domestica (SVSeD), dal 2017 anche dei Consultori Familiari della Fondazione IRCCS CA' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Nel 1996 da vita al primo centro antiviolenza pubblico in Italia per l'assistenza alle vittime di Violenza Sessuale e Domestica: SVSeD.   16. Giusi Nicolini  Attivista e politica italiana. Dal 2012 al 2017 sindaco del comune di Lampedusa e Linosa. La sua vittoria ha rappresentato una rivoluzione in molti sensi: unica donna fra i cinque candidati sindaco, con un passato di attivista ambientalista e antimafia. Appena eletta, invia al governo italiano una lettera urgente sulla questione dei profughi. Poco dopo il tragico naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa con oltre 300 morti, ha pronunciato un discorso al vertice UE nel 2013 in cui si chiedeva una nuova legge europea in materia di asilo e di immigrazione. Nel 2017 si ricandida a sindaco, ma non viene rieletta.