domenica 23 agosto 2015

La cantautrice Dalise a Castrocaro 2015 "per condividere, cantare alla gente e non per sfidare gli altri". L'intervista di Fattitaliani

A Castrocaro Terme, sabato sera 29 agosto al 58° Festival di Castrocaro le 10 voci finaliste, in diretta su Raiuno, gareggeranno per aggiudicarsi la vittoria dopo aver affrontato tutte le fasi di audizione, accademia e master formativo previste dal regolamento, fino alla vittoria di una delle tappe delle semifinali del festival. Fra gli artisti una ragazza campana, Dalise (Maria Teresa D’Alise) che ha vinto la tappa dello scorso 31 luglio 2015 a Cavallino (Lecce). Dopo aver partecipato a una edizione del talent show “X-Factor”, Dalise è musicalmente cresciuta fino a produrre - con Stefano Zanchetti e Nicola di Già (chitarrista romano) - un disco di dieci tracce che presenterà al Festival, cantando il brano inedito “Nuvole nella testa”, di cui è autrice e compositrice insieme allo stesso Zanchetti e Alessandra Machella. Inoltre, si esibirà in una cover di “In alto mare”, successo di Loredana Bertè. Fattitaliani l'ha intervistata.
Fra le diverse mete raggiunte, quella di Castrocaro rappresenta qualcosa in più?
Beh, sì, decisamente. È la prima occasione in cui posso presentare la parte inedita della mia artisticità. Desidero tanto cantare il mio brano il 29 agosto a Castrocaro, è un banco di prova rischioso, ma chi non risica...
Sei un tipo battagliero? Quando affronti una gara o una selezione dici a te stesso «ce la devo fare» oppure «l'importante è partecipare»? Vi svelo un segreto....io la parola battaglia non la conosco più. Per me la vita in generale è diventata una grande occasione per sperimentare me stessa, e c'è spazio per tutti. Non si tratta di togliere il posto a qualcuno ma semplicemente di mostrare a tutti che esisti, sono gli altri, quelli che ti ascoltano, che decidono che hanno bisogno di te nelle loro giornate, e nella fattispecie, delle mie canzoni nella loro quotidianità. Salirò sul palco del festival di Castrocaro per cantare alla gente e non per sfidare gli altri finalisti. Se siamo arrivati in 10 alla finale, ce la meritiamo tutti, no? Quanto racconta di te il brano che presenti a Castrocaro? "Nuvole nella testa" è un brano che rappresenta un punto di svolta della mia vita. Racconta, tra metafore e immagini, il momento esatto in cui, dopo aver realizzato di dedicare tanto tempo alle nuvole che affollavano la mia mente, ai temporali che esse scatenavano, ho deciso di abbandonare il dolore e di trovare nella mia forza di volontà la spinta per volare in alto, libera, con il vento in faccia e il sole che ti bacia il viso. Sono una cantautrice ed è inevitabile che i testi delle mie canzoni parlino di me o di come sento le cose, anche se racconto le storie di qualcun altro.
Com'è nata la canzone e la decisione di portarla a Castrocaro? Lavoravo alla melodia di un brano insieme a Stefano Zanchetti, co-autore del brano, e un giorno, dopo la mia solita corsa mattutina al parco, mi sono stesa al fresco sotto un albero, e ho visto un cielo azzurro farsi spazio tra il verde delle foglie dell'albero. Mi guardavo dall'esterno e mi vedevo stesa al suolo, ma il mio istinto era quello di volare. È stato un bel momento, e come tutte le volte che scrivo un brano nuovo, ho dovuto prendere di corsa il cellulare per memorizzare una nuova nuota con l'incipit del brano "Stesa sopra un prato con il cielo sopra di me...." e il resto lo sentirete il 29 agosto. Ho scritto altri brani che avrei potuto presentare al festival, ma "Nuvole nella testa" ha qualcosa di speciale, porta con sè un messaggio di fiducia, una stanza dove è possibile realizzare i sogni. È un brano che parla di me, ma vorrei che potesse parlare alla forza e alla volontà di tutte le persone che lo ascolteranno. È per questo che l'ho scelto.
E dell'album che mi dici? Dell'album posso dirti che è stato realizzato grazie ad una campagna di crowdfounding online di Music Raiser, i miei fans sono diventati coproduttori del disco. Sono 10 tracce che mi presentano come cantautrice. Sound pop internazionale e testi freschi e leggeri per alcuni brani, e colmi di tanti sentimenti per altri. Spero tanto che possiate ascoltare anche le altre tracce del disco... Hai dei riferimenti artistici cui guardi spesso? Ho tanti riferimenti artistici che contribuiscono ad alimentare la mia fantasia e la creatività del mio studio. Ascolto tanta musica, dagli standard jazz all'ultima hit passata in radio. Di un artista però non studio soltanto la timbrica vocale o la tecnica. Mi piace osservare e lasciarmi trasportare dalla sua capacità comunicativa. Quindi, guardando al panorama internazionale, guardo e riguardo video di concerti di Whitney Houston, Beyoncé, Ray Charles, Michael Jackson, Annie Lennox, Freddie Mercury, Sting; e per quanto riguarda l'Italia, Mia Martini, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Giorgia. Come potrai scoprire, quasi nessuno ha una timbrica simile alla mia, ma la musica è fatta di anima: c'è qualcosa che riconosco e qualcosa che devo ancora imparare (tanto direi) in ognuno dei nomi che ho fatto.
Mai seguito il Festival di Castrocaro? Ho sempre saputo dell'esistenza del festival di Castrocaro ma non mi sono mai curata di cosa potesse significare per un cantautore italiano finché non ho avuto qualcosa di concreto da proporre. È stato solo allora che ho cercato di capire dove poter portare il mio progetto per far sì che diventasse di proprietà degli altri. La musica per me già fa tanto e non partecipo al festival per chiedere qualcosa di più; io voglio solo condividere! 

Come giudichi i talent show e - a freddo - la tua esperienza a X Factor?
Per quanto riguarda i talent show, non ho un giudizio positivo o negativo in merito. Sembra sia diventato l'unico modo per fare musica, questo è quello che vogliono farci credere, così come si dice in giro che fumare 3-4 sigarette al giorno non fa male come fumarne un pacchetto. Sono una realtà che esiste e soddisfano evidentemente il forte bisogno di affermazione e ricerca di identità che rincorrono tutti i giovani e meno giovani. Ma la televisione è un teatro con una programmazione a tempo determinato e la costruzione della carriera di un'artista non può avere una scadenza; comincia con la nascita e finisce con la morte. Per quanto mi riguarda è stata per me un'esperienza bellissima fatta nel momento sbagliato (parlo della mia partecipazione ad X-Factor). Non ero pronta né artisticamente, né personalmente. Non avevo un progetto discografico alle spalle, un'identità artistica definita e un team di fiducia con cui lavorare. I talent come i festival sono occasioni di mettersi in mostra soprattutto, quindi principalmente bisogna avere qualcosa da far vedere, e che sia interessante e anche condivisibile il più possibile; insomma, quasi come il giorno delle Olimpiadi... quindi ALLENIAMOCI! Giovanni Zambito.
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FESTIVAL DI CASTROCARO 2015, FATTITALIANI INTERVISTA STEFANO COLLI: PORTO CON ME QUELLO CHE SONO