giovedì 2 maggio 2019

Giuseppe Maurizio Piscopo presenta la "Musica dai Saloni, suoni e memorie dei barbieri di Sicilia" a Fattitaliani. L'intervista

Ripubblichiamo un'intervista a Giuseppe Maurizio Piscopo sul volume "Musica dai Saloni, suoni e memorie dei barbieri di Sicilia".
Da dove nasce l'idea del volume? 
Nasce da una mia intuizione, legata all'infanzia trascorsa nel salone di un barbiere di Favara dove ho cominciato a suonare la fisarmonica. Volevo restituire ai maestri barbieri, ai "medici selvaggi", alla loro saggezza e soprattutto alla loro musica, che scendeva dalle lunghe scale del paradiso, quello che avevo imparato da bambino, quello che avevo sentito, in un luogo così difficile e tormentato come Favara e mi è servito tanto nella vita, che ho vissuto in giro per il mondo: tre anni a Milano da emigrante, tre anni a Parigi e il resto in questa difficile città di Palermo... Ero fermamente convinto, che l'iniziativa sarebbe stata un successo, così l'ho proposto al mio fraterno amico Gaetano Pennino Direttore del Museo "Antonino Uccello di Palazzolo Acreide" Grande Cultore di musica popolare ed intellettuale raro e raffinato... 
Con che criterio avete selezionato le musiche presenti nel cd allegato? 
Bisogna precisare che il lavoro è stato assai lungo e ricco di incontri e confronti non solo tra i musicisti della Compagnia di Canto e Musica Popolare di Favara: Peppe Calabrese, Mimmo Pontillo, Antonio Lentini, con i quali suono da oltre 35 anni ma anche con Gaetano Pennino, con i vecchi suonatori di Roccapalumba in provincia di Palermo, soprattutto con il barbiere violinista Gaetano Lo Monte. Dopo un'attenta ricerca in provincia di Agrigento e di Palermo, e dopo aver ascoltato molte vecchie registrazioni di suonate siciliane per mandolino eseguite nei saloni, abbiamo scelto i brani più espressivi. All'inizio si pensava di realizzare un doppio cd, ma alla fine abbiamo scelto di farne uno arricchendolo con i testi letterari di scrittori, giornalisti e con le foto prestigiose di Melo Minnella e Peppino Leone. 
Come vi siete divisi il lavoro? 
Peppe Calabrese e Mimmo Pontillo si sono occupati della parte musicale anche in sala d'incisione, io e Gaetano Pennino ci siamo occupati della parte letteraria, personalmente ho contattato tutti gli scrittori e Gaetano Pennino ha curato la parte grafica con un progetto grafico di di Guido Mapelli. Dopo il successo della prima edizione del libro, durante la presentazione in Rai lo scrittore Vincenzo Prestigiacomo ha proposto alll'Editore Claudio Mazza la pubblicazione con successo della seconda edizione per i tipi della Nuova Ipsa di Palermo e l'ha distribuito in tutta Italia. 
Come avete raccolto i diversi contributi? In quanto tempo? La risposta è stata subito pronta ed entusiasta? 
Ho scritto a Camilleri, Salvatore Ferlita, a Collura, a Melo Freni, a Savatteri, a Consolo che non ha voluto partecipare, ho telefonato personalmente a tutti gli Autori e tutti mi hanno risposto con grande entusiasmo e generosità. Sono andato più volte da Melo Minnella a visionare le foto. Il grande fotografo mi ha consegnato le foto scattate ai barbieri di ogni parte del mondo, noi abbiamo fatto una scelta precisa, i barbieri siciliani e vorremmo che questa musica diventasse patrimonio dell'Umanità così com'è avvenuto in Portogallo con il Fado. Ci sono voluti cinque anni di lavoro per consegnare libro e cd.
Secondo lei, che valore aggiunto costituisce il libro rispetto agli altri sulla Sicilia? In quali aspetti la fa conoscere meglio? 
Con la brutta tv di oggi, la Sicilia viene rappresentata solo dai prodotti di mafia, la Cultura, la Muisca, gli scrittori sono stati cancellati da programmi che offendono l'intelligenza. Un libro come "Musica dai Saloni" è un voler restituire la memoria alle nuove generazioni, ricordare ai vecchi che questa terra è fantastica. Sicuramente il mondo dei barbieri è da raccontare, rappresenta tutta la storia della provincia siciliana, e poi quella musica nessuno l'ha suonata più da oltre 50 anni. È sicuramente un valore aggiunto che fa conoscere la Sicilia, onesta degli emigranti della lontana "Merica" dei carusi delle solfatare. Chi vorrà sapere del mondo dei barbieri dovrà cercare questo libro e per il tempo della lettura e dell'ascolto vivrà una magia, quella del tempo dei saloni... Ci sono aspetti curiosi, storie, episodi di vita che non erano stati mai raccontati. Il mio sogno è quello di portare questa musica non solo tra gli emigrati ma anche nei conservatori di musica italiani, così come abbiamo fatto a Palermo con grande successo, con la presentazione del Maestro Marco Betta. Giovanni Zambito, intervista del 22 settembre 2010.

Per altre informazioni: www.compagniacmp.it