mercoledì 1 maggio 2019

Giuseppe Maurizio Piscopo e le “Serenate al chiaro di luna”. L'intervista di Fattitaliani

In tutta Italia - specialmente in occasione di ricorrenze particolari e festose come matrimoni, sagre e banchetti - continua la moda e la musica delle serenate: e visto che per i componenti della “Compagnia di canto e musica popolare” di Favara ogni donna sarebbe felice di riceverne personalizzata e dedicata, i maestri Maurizio Piscopo e Claudio Mazza hanno pensato bene di pubblicare il volume con tanto di cd in allegato “Serenate al chiaro di luna - ovvero la notturna in Sicilia” (Nuova Ipsa editore, pagg. 220, € 20), avvalendosi delle musiche raccolte e rielaborate da Giuseppe Calabrese e Domenico Pontillo. Fattitaliani ha intervistato Giuseppe Maurizio Piscopo, Maestro presso la Scuola Elementare “Raffaello Lambruschini” di Palermo.

Che senso ha oggigiorno un libro sulle serenate?
Oggi stiamo vivendo un periodo di profonda crisi dei valori della famiglia. Solo apparentemente si ha la sensazione di comunicare di più e velocemente tra uomini e donne attraverso mail, facebook, chat, internet, sms, in realtà ci si sente più soli in mezzo ad una folla di computer collegati in rete nel mondo. Un libro sulle serenate è un libro sulla Sicilia, sul sentimento più profondo della vita: l’amore nel senso più nobile. Al tempo delle serenate al chiaro di luna l’innamorato cantava la sua canzone d’amore se aveva una bella voce dopo la mezzanotte a piede leggero, se era stonato ingaggiava dei musicisti barbieri, che dietro compenso si prestavano ad una serenata. Il cuore era carico di tensione e paura allo stesso tempo, rose, fiori, biscotti e rosolio se la finestra si illuminava e si apriva, se la finestra rimaneva spenta o se si affacciava il padre geloso erano secchiate d’acqua gelata o un colpo di fucile caricato a lupara così com’è avvenuto a Sciacca, nel film cult di Pietro Germi ” Sedotta e abbandonata”. Con la serenata si riscopre un linguaggio poetico alto, con il desiderio della donna amata, quasi una supplica per poterla vedere, parlarle e cantare le sue lodi manifestando un amore segreto.
E il volume come le affronta e argomenta?
Le serenate sono state scritte da Cielo D’Alcamo da Antonio Veneziano, raccolte dal Pitrè, da Salomone Marino, da Guastella, dal Favara, da Vigo e da altri studiosi e antropologi. Il tema della serenata non è mai finito in Sicilia. Esiste un paese patria delle serenate che è Castelbuono. Qui le serenate non hanno mai smesso di cantare i loro versi nemmeno dopo la seconda guerra mondiale come racconta nel libro il giornalista Antonio Fiasconaro che in una chiosa racconta come i carabinieri di Castelbuono dopo la mezzanotte chiudevano un occhio solo per i musicisti intonati, agli altri, quelli stonati, sequestravano gli strumenti e li portavano al fresco. A Castelbuono ogni anno, in estate si organizza un festival delle serenate che sono l’attrattiva di molti turisti. Il libro “Serenate al chiaro di luna” ha coinvolto più di 83 persone è stato detto ad una presentazione all’Università di Catania: scrittori come Stefano Vilardo, Salvatore Ferlita, Antonio Patti, Santo Privitera, Vincenzo Prestigiacomo, attori come Tuccio Musumeci, Alessandro Russo, registi come Michele Guardì, le scrittrici Simona Castiglione, Mariastella Filippini, Daniela Spalanca e poi molti pittori noti da Andrea Carisi a Luigi Scimè, Pippo Madè, Caterina Trimarchi. Una parte molto importante è la presenza del cd musicale curato da Peppe Calabrese e Domenico Pontillo della Compagnia di Canto e Musica Popolare di Favara che è il gruppo più antico che ha girato il mondo, composto anche da Nino Nobile, Antonio Lentini e da Maurizio Piscopo. Degna di nota è stata la presenza nel cd di Nonò Salamone ultimo e raffinato cantastorie della Sicilia. Preziosi i consigli e le note di arrangiamento di Graziano Mossuto ingegnere del suono ed artista originale dell’armonia.

La serenata sta riprendendo piede?
Dopo l’uscita di questo libro per la casa editrice Nuova Ipsa di Palermo, abbiamo colto la sensazione che in Sicilia sia rinato un nuovo interesse per le serenate e che le coppie prima di sposarsi richiedono una romanza che coinvolga tutto il paese che spenga le luci, i computer e le tv, questa volta senza nessun rischio. Questo avviene soprattutto in provincia di Agrigento in paesi come Sciacca, Cianciana, Favara, Racalmuto, Sutera, Lercara, Castelbuono paesi che sono stati oggetto della nostra indagine antropologica. Da poco abbiamo saputo che sull’argomento delle serenate saranno realizzate due tesi di laurea per l’università di Catania, città nella quale abbiamo riscontrato un vivo interesse per il tema “Notturne in Sicilia” soprattutto nell’ultima presentazione del libro tenutasi al Chiosco di notte dei Benedettini,che ha avuto un enorme successo di pubblico e di critica specializzata, terminata con il bacio dei Professori dell’Università e le ovazioni del pubblico come è stato scritto dai principali giornali siciliani.
Come vi siete regolati nel raccogliere le testimonianza e i contributi?
Anche per questo libro-cd sulle serenate c’è stato un lavoro lungo e meticoloso che ci ha portato in alcuni paesi siciliani che abbiamo menzionato, in contatto con Gaetano Pennino e i suoi preziosi consigli, con le ricerche di Salvatore Di Marco, Franco Cannatella, con il confronto diretto con i musicisti Marco Betta, Peppe Calabrese, Domenico Pontillo e con Graziano Mossuto. Noi della Compagnia di Canto e Musica Popolare di Favara abbiamo voluto iniziare il cd con la splendida voce dell’ottuagenario Giuseppe Giunta copostipite delle Serenate, vero patriarca delle cantate sotto i balconi, poi abbiamo inserito le testimonianze di vecchi cantori di Cianciana ormai scomparsi, forniteci dalle ricerche nel campo di Franco Cannatella e poi tutte le canzoni nell’esperienza storica della Compagnia di Favara frutto di 35 anni di musica popolare della Sicilia per il mondo e infine le serenate cantate da Nonò Salamone ultimo cantastorie poeta e raffinato esecutore. Il cd si conclude con la “Serenata degli angeli” brano strumentale composto in memoria della moglie e del figlio di Mimmo Pontillo strappati alla vita in un terribile incidente stradale sul ponte Morandi di Agrigento. Fatto questo che ha segnato la nostra vita di artisti per sempre.
Attraverso la serenata quale Sicilia raccontate?
Abbiamo voluto raccontare in un libro una memoria che nessuno aveva mai raccontato. “La Sicilia della poesia e del sentimento”, quella Sicilia colta e raffinata che parte dai trovatori e arriva fino alla scuola poetica siciliana di Federico II. Nel libro ci sono pezzi molto belli come quello Salvatore Picone, di Roberto Tripodi, di Luigi Sferlazza e quello di Vincenzo Arnone che ha riscritto il Cantico dei Cantici. Con il saggio di Antonino Pavone nel libro è stato compiuto un viaggio nella serenata dalle sue origini fino ad arrivare alla notturna in Sicilia, che nessuno fino a questo momento aveva esplorato. Attraverso questo lavoro si può notare come il tempo delle serenate e il tempo in cui viviamo sembrano due tempi lontanissimi e inconciliabili. È con questo percorso che si possono leggere e comprendere i mutamenti storico-antropologici di costume e società in totale trasformazione che altrimenti sarebbero stati condannati dannatamente all’oblio. La società siciliana della seconda metà degli anni ’50 quella delle ultime serenate, è profondamente cambiata in Sicilia, per certi versi l’isola è più vicina all’Europa basti vedere l’emancipazione femminile, per altri versi nel mondo del lavoro, per la mancanza di opportunità, la società siciliana risulta più chiusa rispetto al resto del mondo.
Come avete selezionato le 14 serenate?
Per la scelta dei 14 brani abbiamo ascoltato con attenzione numerosi long playing d’epoca, cassette, vecchie registrazioni radiofoniche, filmati di ogni tipo, solo alla fine abbiamo deciso di focalizzare il lavoro sulle serenate meno conosciute ma molto significative: canti d’amore, di spartenza, di sdegno, alla carrettiera, canti sotto i balconi,di nostalgia intensa e di grande malinconia e struggimento. È venuta fuori la Sicilia Brancatiana e Verghiana quella degli scrittori, la Sicilia della poesia e dei sentimenti nobili.
Personalmente quali ricordi legati alla serenata avete?
Sono ricordi che non si dimenticano mai che resteranno indelebili per tutta la vita. Personalmente ho vissuto questo mondo delle serenate solo alla fine, quando stava per scomparire per sempre. Non dimenticherò mai – come ho scritto nel racconto dedicato a Luisa – che per amore suo e soprattutto per una serenata ad una ragazza promessa ad un carabiniere ho trascorso una notte in prigione, nella camera di sicurezza della caserma di paese. I miei amici non mi hanno mai perdonato questa serenata finita così male. Mai mettersi contro la legge!
Che riscontro avete avuto da parte dei giovani lettori?
Il riscontro è profondamente positivo. Il libro viene ricercato da tutti: giovani, signore, anziane, dalle ragazze e quello che mi ha colpito anche dai bambini di quinta elementare che hanno mostrato vivo interesse per un mondo così lontano che mantiene ancora intatto tutto il suo fascino. Sono convinto che anche questo libro avrà presto una sua seconda edizione come “Musica dai saloni". È chiaro che la scelta della quadrilogia sulla Sicilia iniziata con il libro sui barbieri e ora con “Serenate al chiaro di luna” continuerà con il lavoro appena cominciato dal titolo . “Quando si partiva per la lontana Merica” e si concluderà con “I Carusi di solfatara” Credo con tutto il cuore che per me sia un dovere, da Maestro elementare quello di consegnare alle nuove generazioni e soprattutto ai bambini la memoria storica della Sicilia del cuore antico. La Sicilia è una terra che ha una sua storia millenaria che pochi conoscono in profondità e che merita di essere raccontata al mondo. Giovanni Zambito. Intervista del 22 novembre 2011.