sabato 29 dicembre 2018

L'onorevole. Racconti brevi da leggere online. Nona puntata

di Andrea GiostraLa 9^ puntata dei “Racconti brevi da leggere online”, presenta la novella “L’onorevole” che narra dell’attesa di un importante politico in una prestigiosa sede istituzionale siciliana, dove accadono cose che nulla hanno a che fare con la politica… 

“L’onorevole”, tratto da Andrea Giostra, “Novelle brevi di Sicilia”, StreetLib, Milano, 2017.
«Aspettavano che arrivasse l'onorevole, tutti in piedi nella grande Sala Gialla ricoperta di arazzi fatti a mano con telai d'ulivo da donne laboriose educate fin da bambine all'ubbidienza e alla disciplina del lavoro.
Donne che ignoravano come la loro fosse arte tanto preziosa quanto dimenticata nella sua raffinata tecnica da lì a quattrocento anni.
C'erano giovani professionisti disoccupati e giovani politici in cerca di successo che da padri sperti e navigati avevano pì fuorza appreso che le relazioni importanti, per farsi strada nella vita, contavano più del talento, della preparazione e della fatica nel lavoro.
Erano tutti ben vestiti, gli uomini in eleganti abiti scuri con cravatte Hermès, le donne con vestitini che lasciavano scoperte le gambe e décolleté provocanti e generosi, con al braccio penzolanti borse Louis Vuitton o Gucci.
Le grandi finestre della Sala Gialla lasciavano entrare luce soffusa di una città puntellata di piccoli bagliori bianchi, rossi, gialli, arancioni, verdi, che la ornavano come un immenso e fantasioso ricamo lavorato con fatica da mani rugose che ad uno ad uno l'avevano finemente modellato con luccicanti pagliette di perle variopinte.
L'immenso e fastoso Palazzo Reale dominava dall'alto della collina quell'incantevole spettacolo che la luminosa luna piena, specchiata nel mare blu cobalto del grande porto commerciale dell'isola, rendeva ancora più unico e suggestivo.
I corridoi del Palazzo erano affollati da crocchi di sempre più impazienti convegnisti che si scambiavano sorrisi stentati e che ascoltavano distrattamente i futili argomenti di conversazione occasionale soliti di quegli eventi dove il numero dei partecipanti è molto più apprezzato della qualità dell'attenzione dimostrata.
Numeri che danno ai relatori, per lo più politici da sedurre o impressionare, il peso politico degli organizzatori.
Come al solito era in ritardo.
Non amava quei posti, né quella sorta di eventi dove la sola cosa che conta è fari panza e prisienza, fare numero insomma, e poi complimentarsi coi relatori anche se non aveva seguito l'argomento o non c'aveva capito nulla.
Esserci e cerimoniare, questo era importante per il lavoro che svolgeva.
Aveva preso di corsa l'ascensore e aveva sperato che il convegno non fosse ancora iniziato per salutare al suo arrivo l'onorevole, e poi svignarsela quatto quatto alla prima occasione propizia, giusto il tempo di seguire l’apertura dei lavori del solito moderatore, molto attento alla presentazione di rito che avrebbe narrato delle gesta, dei successi internazionali e delle capacità diplomatiche e politiche dell'onorevole.
Uscì frettoloso e impaziente dall’ascensore.
Si diresse a passi svelti verso l’elegante salone dei congressi.
Fu lì, nel foyer, che il suo sguardo quasi distrattamente incrociò due occhi neri come il carbone e profondi come l’ignoto che lo paralizzarono d’incanto.
Esitò un momento, si guardò attorno barcollante cercando di ritrovare la direzione che stava percorrendo, senti rimbombare chiassosamente le voci dei convegnisti annoiati dalla prolungata attesa.
Poi un silenzio assordante lo devastò.
Tutto si era fermato.
Stava vivendo una sensazione che a stento comprendeva.
Lentamente girò lo sguardo dietro di sé e capì che quegli occhi neri e profondi gli avevano appena mosso un fendente violento che aveva aperto dentro il suo petto uno squarcio d'innamoramento che mai più si sarebbe rimarginato.»

In copertina, Marco Cavalieri, “L’attesa” (2017), 100x100, olio su tela.

Chi fosse curioso di leggere le novelle delle precedenti puntate, potrà cliccare qui:

Note dell’autore alle “Novelle brevi di Sicilia”:
«Quelle che leggerete sono delle novelle brevi, anzi, brevissime, di vita di Sicilia, di vita di siciliani, di vita vera e raccontata spontaneamente senza mediazioni linguistiche; che non vogliono rappresentare metafore o meta-significati. Sono delle piccole storie e rappresentano quello che dicono, quello che leggerete! Rappresentano la mia esperienza diretta, vissuta in prima persona e che ho scritto di getto con il mio vecchio Nokia E90, oggi da museo di archeologia informatica. Il senso, la morale, se c'è un senso o una morale da dare, li darà il lettore che le leggerà.»

Andrea Giostra