lunedì 12 novembre 2018

Agosto a Palermo, seconda puntata dei “Racconti brevi da leggere online”

di Andrea Giostra - La seconda puntata dei “Racconti brevi da leggere online”, presenta la Novella “Agosto a Palermo”.

Chi fosse curioso di leggere la Novella della prima puntata, può cliccare qui:

Il secondo dei racconti è tratto dalle “Novelle brevi di Sicilia”. Buona lettura a tutti voi…

Note dell’autore:
«Quelle che leggerete sono delle novelle brevi, anzi, brevissime, di vita di Sicilia, di vita di siciliani, di vita vera e raccontata spontaneamente senza mediazioni linguistiche; che non vogliono rappresentare metafore o meta-significati. Sono delle piccole storie e rappresentano quello che dicono, quello che leggerete! Rappresentano la mia esperienza diretta, vissuta in prima persona e che ho scritto di getto con il mio vecchio Nokia E90, oggi da museo di archeologia informatica. Il senso, la morale, se c'è un senso o una morale da dare, li darà il lettore che le leggerà.»

“Agosto a Palermo”, tratto da Andrea Giostra, “Novelle brevi di Sicilia”, StreetLib, Milano, 2017.

«Giro per la città col mio scooter, per sbrigare le ultime faccende prima di andare in vacanza.
Palermo è piena di turisti affollati nelle vie principali del centro storico, col naso all'insù e l’indice che taglia in due la guida Touring della Sicilia stretta nella mano sinistra che aspetta che la destra, sollevata a mostrare gli scuriti palazzi nobiliari decadenti e le sfavillanti chiese barocche ed arabo normanne appena restaurate, finisca di gesticolare nel mostrare sì contraddittoria architettura ad occhi attenti che al fianco seguono incantati le linee immaginarie tratteggiate dall'altro indice che proteso accompagna la lettura della storia dei monumenti palermitani.
Appena fuori dal centro le saracinesche dei negozi e dei ristoranti sono calate malgrado l’ora.
La città è deserta.
Mi sento al mio paese, incastrato tra le colline che dominano il golfo di Castellammare, quando ragazzino mi mettevo all'angolo della cantoniera e osservavo incantato il passaggio rispettoso del morto.
Evento raro un funerale in paese, almeno allora, che per giorni diventava l’argomento principale dei bar e dei saloni da barba: «Ma comu muriu? Comu fu? Ma quant’anni avieva? Ri subitu muriu? Ma...! Ma...! Tutti dà amu a ghiri a finiri, si sapi chistu!».
Sempre le stesse domande.
Sempre le stesse risposte.
Ripetute come in un disco di vinile incantato trasmesso in filodiffusione in ogni dove.
In paese rispetto voleva che al passaggio del morto si calassero le saracinesche dei negozi, dei bar, dei saloni da barba, e la gente ch’era per strada si fermasse e stesse immobile, in silenzio, col capo chino, aspettando che passasse il corteo, prima di riprendere chi a lavorare, chi a passeggiare, chi a proseguire nei suoi chiffari.
Così è Palermo oggi, aspetta che passi il corteo del morto.
E il morto è agosto.»