martedì 4 settembre 2018

L'attrice Dora Romano a Fattitaliani: il nostro mestiere è anche impegno civile e sociale. L'intervista

Dora Romano, attrice poliedrica che si divide tra teatro, cinema e televisione, è stata alla 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica per presentare l’attesa serie tv firmata da Saverio Costanzo “L’Amica Geniale” dall'omonimo best-seller di Elena Ferrante dove interpreta la Maestra Oliviero.

Nella sezione Orizzonti, invece, è stato presentato con grande successo il film sul caso Stefano Cucchi “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini in cui Dora Romano ricopre il ruolo di uno dei medici che ha tenuto in osservazione Cucchi durante la degenza all'ospedale Pertini di Roma, nella sua ultima settimana di vita. Questa dottoressa, insieme ad altri del personale carcerario e ospedaliero verranno poi messi sotto processo e condannati. Fattitaliani l'ha intervistata.
Che rapporto ha con i romanzi de "L'amica geniale"?
Non li avevo letti tutti e quattro, ma li conoscevo.
La maestra Oliviero occupa una parte importante nella storia non solo nell'infanzia delle due amiche: che cosa le piace del personaggio? 
Della maestra mi è piaciuto subito il suo desiderio di andare oltre il semplice insegnamento che le competeva. Lei voleva di più: voleva salvare queste bambine dal futuro spento e senza luce che sicuramente le aspettava una volta finite le elementari. Erano gli anni della guerra e anche mia madre aveva solo la licenza elementare, era siciliana e ha sempre saputo che il suo destino sarebbe stato quello di sposarsi e fare dei figli… nulla più. Ma ha fatto di tutto per far studiare tutti e quattro i suoi figli, risparmiando ogni lira e togliendosi il pane di bocca per pagarci l’istruzione… La maestra è  una donna determinata, appassionata del suo lavoro che per lei è una vera missione… e infatti riesce a condurre al diploma Elena, mentre vivrà come una sconfitta personale la devastante scelta  di vita di Lila. Questi aspetti del personaggio mi hanno immediatamente affascinata e ho cercato di rendere tutto il personaggio credibile e il più fedele possibile al romanzo. 
Come ha cercato di renderlo più fedele possibile alle pagine di Elena Ferrante pur mettendo del suo?
Di mio ho aggiunto ciò che dalle mie insegnanti, dall’infanzia fino all’adolescenza, mi sarebbe piaciuto ricevere. Psicologicamente l’ho creato mettendo insieme i ricordi, ancora vivissimi, di tre delle mie insegnanti: la maestra elementare, la professoressa delle scuole medie e quella del ginnasio. Erano tutte autoritarie, severe… troppo severe, secondo me e quindi ho mitigato le loro forti personalità con ciò che io, se fossi stata un’insegnante, avrei voluto vedere nel loro insegnamento, quindi: maggiore dolcezza, intuizione, ascolto delle differenze e tanta passione nel trasmettere il sapere.
Come lettore del romanzo, sono rimasto impressionato dalla scena in cui la maestra cade a terra per colpa di Lila: come è stata girata? 
Quella scena, per scelta di Saverio Costanzo e degli autori, non la vedrà nessuno perché non è stata mai girata. Non ne conosco il motivo, non ne abbiamo mai parlato con Saverio, ma sono certa che il motivo sia più che valido.
Far parte di una storia come "Sulla mia pelle" che sensazioni le ha trasmesso?
SULLA MIA PELLE è un’opera di forte impatto umano e sociale. E’ una storia che non ha ancora definitivamente scritto la parola fine. Non ho ancora visto il film, ma quando me l’hanno proposto, pur trattandosi di un piccolo ruolo, ho subito accettato, perché il nostro mestiere non è solo esibizione, può essere, e per me è auspicabile che lo sia, impegno civile e sociale. Mi sono sentita onorata di poter dare il mio piccolo contributo alla narrazione di un fatto terribile, che continua a scuotere le nostre coscienze. 
La pellicola le ha dato ulteriore stimolo per riflettere su accadimenti e certe "verità" della nostra attualità?
L’attualità italiana purtroppo è piena di recenti vicende tragiche, come il crollo di Genova, la tragedia del torrente Raganello  e altre, dove l’errore umano causa dolore infinito. Un film non risolve nulla, ma se può dare una mano a riflettere su questi errori, ben venga!
Come si è preparata per questo ruolo in un film così particolare?
Come sempre, comincio a lavorare sulla memoria emotiva che mi conduce alla parte legata al corpo, alle movenze, alla postura e ai gesti del personaggio. Per quanto riguarda la Dottoressa Corbi, mi sono riferita alla mia memoria recente, dopo essere rimasta ricoverata per un mese e mezzo a causa di un brutto incidente in scooter: ho avuto molti esempi cui ispirarmi, ma la descrizione del personaggio che mi ha aiutato di più è stata quella che ne ha dato il regista, Alessio Cremonini. Mi ha detto che secondo le sue ricerche, la dottoressa Corbi è stata l’unico medico che si sia comportata in maniera più umana rispetto a tutti gli altri: ci ha provato ad aiutare Stefano, ma di fronte alle sue resistenze e alle pressioni esterne, non è riuscita ad andare fino in fondo. Ecco l’identità che ho dato al personaggio. Giovanni Zambito.
Foto di Carlotta Domenici de Luca