sabato 18 agosto 2018

Francesco Sabella a Fattitaliani: l'arte deve poter essere fruibile da tutti, senza vincoli. L'intervista.

A Sciacca dal 24 al 26 agosto nello storico quartiere di San Leonardo si svolgerà la sesta edizione di "Ritrovarsi", festival di arte contemporanea: momento clou dell'evento sarà una mostra collettiva, a cura di Tiziana Pantaleo, con le opere di diversi artisti fra cui Francesco Sabella, intervistato da Fattitaliani.

A chi volesse conoscerti in poche battute come definiresti la tua arte?
Se facciamo riferimento ai miei ultimi lavori, la mia produzione è stata per lo più orientata all'arte concettuale (negli anni precedenti è stata per gran parte astrattista): ho trovato sfogo nella rappresentazione di tematiche legate alla modernità e alla società, in particolare ci sono alcuni aspetti legati all'influenza della tecnologia e la comunicazione sulla società che da sempre mi attirano.
Ci sono delle opere che ti rappresentano particolarmente?
Sempre in riferimento alla mia recente produzione, potrei dirti che "Questo non è un QRcode", "Share yuor shit " e "Sorridere Prego" rappresentino insieme un po' il "paradigma" della mia produzione: sono tre opere molto differenti tra loro ma che di fatto indagano la stessa materia, l'umanità.
Come ti sei formato? quando hai deciso che la tua inclinazione sarebbe diventata anche un mestiere?
Non ho una formazione "artistica", non ho frequentato scuole che potessero fornire quel tipo di base, la mia formazione è prettamente tecnica, sono un informatico di mestiere, nell'arte sono un autodidatta, e come molti outsider non vivo della mia produzione altrimenti morirei di stenti (ride, ndr).
In che modo pure la tua città ne entra a far parte?
Penso che il fatto di essere cresciuto in Sicilia mi ha di sicuro regalato un'arma culturale, forse più di una, perché conosco la bellezza, ma conosco un popolo dalle mille contraddizioni, può sembrare banale, ma da sempre osservo e catalizzo questa incredibile realtà: Sciacca è pertanto anch'essa fonte di ispirazione e non sfugge di certo alle regole di questa terra.
Quali opere porterai in "Ritrovarsi"?
L'opera che porterò a ritrovarsi è intitolata "just love it": nasce come tutto il resto dall'osservazione di questa realtà, è pura simbologia e affronta un semplice argomento che è l'amore per la propria terra. just love it è stato è stato uno slogan ri-utilizzato dalle recenti amministrazioni per scopi di promozione turistica di Sciacca - ma che personalmente ho sempre un po' detestato, perché per me rappresentava il voler mentire a se stessi -  ho voluto usarlo come pretesto per una semplice riflessione sul tema rifiuti, in tema con la manifestazione che punta ad accendere i riflettori sulle tematiche come riqualificazione di quartieri storici ormai in stato di abbandono, sull'urbanizzazione di alcune aree; i rifiuti e la coscienza civica sono di certo fattori fondamentali.
Qual è l'importanza di appuntamenti come "Ritrovarsi"?
Ritrovarsi può radicare un atteggiamento positivo, può rigenerare speranze e accendere i riflettori su aree dimenticate, magari ti può portare a passeggiare in vie che senza alcun'altra ragione non avresti mai percorso. E poi dal mio personale punto di vista, questo tipo di manifestazioni rappresentano un po' l'idea che io abbraccio a pieno, cioè che l'arte deve poter essere fruibile da tutti, senza vincoli. Spesso si sottovaluta la potenza dei messaggi, l'arte è comunicazione quindi ben vengano manifestazioni che sfruttano la potenza mediatica per scopi nobili, come Ritrovarsi... Giovanni Zambito.