venerdì 9 marzo 2018

Elvis The Musical, "una bella responsabilità" per Michel Orlando. L'intervista di Fattitaliani

Dopo Milano dove ritorneranno dal 14 al 18 marzo al Teatro della Luna, Bari, Isernia, Catanzaro, al Teatro Brancaccio di Roma, fino all’11 marzo “Elvis The Musical” per la Regia di Maurizio Colombi. Uno spettacolo entusiasmante che fa scorrere Rock nelle vene.

Con Joe Ontario (old Elvis); Michel Orlando (young Elvis). 
Scenografie di Alessandro Chiti. Coreografie dirette da Rita Pivano. Direttore Musicale: Davide Magnabosco. Una band accompagna dal vivo 18 performer, attraverso un periodo storico che parte dal 1950 ed arriva fino al 1977, anno della scomparsa di Elvis. Una Produzione ILCE ITALIA SRL. A maggio inizia la tournée all’estero con tappa a Budapest 

Elvis è la figura della musica moderna che più di altri ha lasciato un’impronta nelle epoche successive. 
The King of RocK ‘n’ Roll ha ispirato tantissime star della musica, dagli anni 50 in poi.  
In Italia la RCA proibiva i dischi di Elvis per produrre quelli di Celentano e di altri cantanti italiani, forse è anche per questo che Elvis era poco conosciuto in Italia rispetto al resto del mondo dove veniva sempre acclamato. Maurizio Colombi ha cercato persino a Graceland qualcuno che interpretasse Elvis senza renderlo ridicolo. Ha trovato in Italia, Joe Ontario, un italo canadese che lo interpreta in maniera pazzesca. E’ veramente un fenomeno. 
Michel Orlando che abbiamo intervistato si è trovato catapultato nel suo primo ruolo da protagonista del giovane Elvis, ha studiato, si è documentato e se l’è cavata niente male. La gente partecipa molto, ballando e cantando durante lo spettacolo e soprattutto durante il finale, ballando su una musica dal ritmo fantastico.
Avevi appena fatto domanda d’Iscrizione all’Accademia del Musical quando hai partecipato all’audizione per interpretare Elvis da giovane e l’hai vinta. Cosa hai provato? 
Non sono neofita perché nasco come cantante, avevo fatto altri spettacoli e studio canto a Milano con Luca Jurman. Quando ho visto il bando ho pensato di mettermi in gioco. Al Teatro Nuovo di Milano, eravamo in tantissimi a partecipare a questo ruolo. Maurizio Colombi investe molto su spettacoli come Rapunzel, Peter Pan, Turandot e crede anche molto nei giovani, probabilmente ha visto qualcosa in me che poteva essere adatta al personaggio e mi ha scelto. Sicuramente come primo ruolo da protagonista, nelle vesti di Elvis Presley, è una bella responsabilità ma son contento di averla perché ogni giorno mi mette alla prova e sono davvero contento di questa esperienza.
Come ti sei preparato per il personaggio? 
Secondo me, Elvis in Italia non è molto conosciuto anch’io che ho studiato canto non lo conoscevo molto, L’abbiamo messo in piedi agli inizi di maggio ed abbiamo avuto poco tempo per prepararci, sono andato a leggermi tutto quello che potevo di Elvis, ho visto tutti i video su youtube per cercare di carpirne un po’ le movenze anche se è impossibile muoversi esattamente come lui e poi abbiamo la fortuna di avere nel Cast un’enciclopedia umana che è Joe Ontario che ha vissuto da sempre impersonando Elvis Presley e addirittura a Triggiano in provincia di Lecce abita in Via Elvis Presley quindi, per ogni dubbio basta chiedere a lui.
Lo spettacolo è molto coinvolgente, il pubblico gradisce molto. È così dappertutto? 
Con le musiche di Elvis Presley non puoi fare altrimenti. Nel concerto finale c’è sempre un tripudio, il pubblico canta e balla. Si emoziona sulla morte di Gladys, la mamma di Elvis o per la scena dei due Elvis che nasce da un’idea di Maurizio Colombi. Ci sono delle scene molto intime, emozionanti e poi subito dopo con il concerto c’è il divertimento. Più o meno, la risposta è sempre univoca.

Elisabetta Ruffolo

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