giovedì 1 febbraio 2018

Mario Incudine: coi social è più che mai necessario parlare d’amore con la poesia. L'intervista di Fattitaliani

In occasione dell’uscita del nuovo disco di Mario Incudine “Di acqua e di rosi” in Italia, l’artista terrà il 2 febbraio, un Concerto al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Il disco ha già riscosso grande successo all’estero, è nella Top ten in Grecia, è molto venduto in Germania, in Francia, in Belgio, in Inghilterra. Dopo Roma, il 25, 26 e 27 maggio, al Teatro Menotti di Milano.  Mario Incudine incanta, non solo con la voce ma anche con le parole. Grande artista ma anche uomo di grande cultura. Parlare con lui è come rispolverare gli anni del Liceo, ti parla di donne, di amore, di passione e subito fa riferimento al Dolce stil novo di Dante, oppure ti parla di pazzia d’amore ricordando Pirandello. 
In questo suo nuovo lavoro, si parla di amore come nei precedenti. Tredici canzoni d’amore, di cui tre inedite, che parlano siciliano.   
Con lui, i musicisti di sempre: Antonio Putzu ai fiati. Manfredi Tumminello - chitarre e bouzoku, Antonio Vasta- piano, fisarmonica e organetto.

Perché le donne siciliane sono fatte di Acqua e Rosi? 
Non perché sono più belle delle altre ma perché in Sicilia abbiamo un modo di conservare le cose, in maniera particolare, sotto sale. Il fatto che siamo un’isola, le parole sono in sale che significa nel mare, queste donne hanno l’essenza stessa della Sicilia che in quanto bagnata ed immersa nel mare riesce a mantenere l’essenza della poesia e della bellezza forse più di ogni altra terra. Per questo le donne siciliane sono fatte di acqua e di rose, sono conservate da questa spuma di mare come le sponde del Maghreb, quando la rosa del deserto si genera e rigenera nell’acqua e non appassisce mai. La donna siciliana fatta di acqua e di rose è come se fosse dipinta e resiste al tempo, alle stagioni e anche alla tecnologia perché la poesia di cui è composta è quella che si canta sotto i balconi, quella poesia che si ascolta nei vicoli, che si canta a voce bassa e quindi riesce a superare tutto. Le donne che canto e che racconto, sono Madonne 2.0, il Dolce stil novo del nostro secolo.
Ogni donna porta con sé un suono. Quale?
Ci sono donne che sono più ferrose e quindi hanno il suono dei tamburi, delle tammurriate, delle pizziche. Amano il corteggiamento e quindi vanno corteggiate con più attenzione, più garbo, energia, fatica.  Ci sono donne che invece hanno la doppia corda del mandolino, della mandola, riescono a vibrare all’unisono con il cantore, con il poeta, proprio come le corde del liuto che vengono pizzicate dalla stessa mano ma che vibrano tutte quante insieme. Ci sono delle donne che assomigliano più alle canne di una zampogna che con lo stesso fiato riescono a suonare tutte insieme, tutte in polifonia. Ogni donna non solo ha un suono ma ha anche una temperatura, un colore differente. Questo disco ha in tredici tracce, tutto il caleidoscopio dell’amore e che riesce a sviscerare tutte le sfumature di questo sentimento naturale ed eterno, per cui dalla malinconia si passa alla pazzia d’amore. Un uomo in Sicilia non si innamora, esce pazzo per la donna e quando la pazzia ti prende, come diceva Pirandello, il cervello diventa come una girandola in cui entra il vento ed i pensieri vengono sparati come un gioco d’artificio nel cielo e diventa di mille colori, Per cui in Sicilia non ci si innamora tout court ma quando ci si innamora, si esce pazzi. L’uomo riesce veramente a condensare in questa pazzia d’amore tutto questo battere e levare che contiene la malinconia, la tristezza, la follia, la nostalgia e tutto ciò che quando l’amore ti possiede, ti fa sentire.
Che cos’è la passione oggi ai tempi dei social network? 
La passione ormai si è assopita, sopita ma si è anche banalizzata perché ormai basta un emoticon per stabilire una sensazione. Basta una faccina! Nei tempi dei social è più che mai necessario ritornare a parlare d’amore con la poesia. Solo così si può salvare il futuro perché tutto passerà, le emoticon, uscirà un nuovo iphone, la tecnologia andrà sempre avanti ma se noi, oggi, nel 2018 ancora leggiamo la Poesia e ci innamoriamo, abbiamo bisogno anche nei social di postare le poesie è perché da sola la tecnologia non basta, c’è bisogno dell’essenza e quindi della Poesia che resisterà al tempo e ad ogni forma di tecnologia avanzata. Il Poeta non è un uomo diverso dagli altri, è solo un uomo che riesce a dire quello che gli altri non riescono a dire. Riesce ad interpretare i sentimenti universali dell’uomo. Il poeta è necessario ed in questo momento, con questo disco, sento l’urgenza di raccontare l’amore con la poesia e con la musica, senza chat, senza sms, senza emoticon, senza niente. Bisogna riprenderci i nostri spazi, anche quello di andare a cantare una serenata sotto al balcone, scrivere una nuova serenata per corteggiare una nuova donna, un po’ come facevano i Trovatori o i Provenzali, Bisogna ritornare ad utilizzare le parole per corteggiare e non solo la fibra ottica. 
Sei al sesto album e sono tutti dedicati all’amore. Che cos’è l’amore?
Come dice Dante è quel sentimento che muove il sol e le altre stelle. Non possiamo vivere senza amore, tutti abbiamo bisogno di innamorarci, di vivere l’amore in senso assoluto, non solo l’amore per una donna ma anche l’amore per i propri figli, per i genitori, per un amico. L’amore è un sentimento che non è per forza passione ma può anche essere intimità, complicità, il prendersi per mano e camminare. L’amore è un sentimento che ci fa sentire vivi e fino a quando ci sarà quello, continueranno ad esistere le canzoni, la poesia, il dolore perché a volte l’amore lo provoca. Meglio soffrire che non innamorarsi per evitare la sofferenza. Bisogna vivere tutto quello che viene con la consapevolezza che è ricchezza. Come dice Battiato “tutto l’universo obbedisce all’amore”. Non c’è verso più vero ed essenziale.


Elisabetta Ruffolo

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