lunedì 22 gennaio 2018

La scrittrice Giovanna Vigilanti a Fattitaliani: il Fantasy è un genere letterario adatto a tutti. L'intervista

di Caterina Guttadauro La BrascaGiovanna Vigilanti, ideatrice del filone dei Giobini, nasce a Belvedere Marittimo, sulla magnifica Costa dei Cedri, nel febbraio del 1983, trascorre l’infanzia e l’adolescenza sulle Dolomiti Bellunesi, per trasferirsi nel 2001 a Ravenna, dove risiede attualmente. Amante della scrittura, fin dalla tenera età, è vincitrice di svariati Premi Letterari Nazionali ed Internazionali, tra i quali i prestigiosi “Città di Cattolica Pegasus Literary Awards” e “Il Canto delle Muse”, con il Primo Premio per la Narrativa Inedita, il “Premio Montefiore”, “Scrittura Creativa Antonio Bruni”, che annoverano tra i partecipanti grandi autori italiani e internazionali. Scrive racconti per fanciulli e per tutti coloro che lo sono rimasti nel cuore. Oggi si dedica non solo alla letteratura, ma anche al teatro, sia come attrice, sia come produttrice di testi per letture spettacolo. L'intervista di Fattitaliani.

D. Lei ha esordito ed ha continuato con un filone, definito Fantasy. Ci spiega cos’è?

R. Il mio esordio letterario è avvenuto con il libro Fantasy dedicato ai bambini dal titolo “1001 Giobini avventure” pubblicato dalla casa editrice Pegasus Edition. Il Fantasy è un genere letterario in cui il mito, l’immaginazione e gli elementi fantastici si fondono insieme creando storie irreali di cui 1001 Giobini avventure ne è un esempio. Il libro infatti è una miniera di avventure in mondi immaginari e affascinanti, in cui non esistono confini invalicabili o imprese impossibili da affrontare.
I protagonisti si troveranno coinvolti in eventi ricchi di sfide da superare, che li metteranno alla prova e, dopo mille difficoltà, il “Bene” trionferà sempre.
I racconti sono educativi poiché richiamano il rispetto per gli altri e la natura, il senso della comunità, dell’amicizia e dell’amore.

D. Alla luce dei riscontri che ha avuto, a suo parere, questa tipologia di Letteratura è ormai a tutti gli effetti equiparabile alla Narrativa e agli altri generi?

R. Sicuramente ci troviamo in un periodo in cui si sta riscoprendo il genere Fantasy, che sta addirittura contagiando altri generi letterari, apparendo in opere drammatiche o poliziesche, opere che inizialmente non l’avrebbero considerato consono al proprio settore. Quindi si può affermare che la narrativa e tutti gli altri generi letterari iniziano a percepire il genere Fantasy in maniera diversa. Anche alla luce delle esperienze personali, questo genere è molto apprezzato soprattutto da bambini e i ragazzi, tanto da essere equiparabile a tutti gli effetti agli altri generi letterari.

D. Da dove parte il suo interesse per il FANTASY?

R. Credo che anche se siamo oramai in un’epoca prettamente virtuale, in cui parliamo e ci confrontiamo quasi esclusivamente attraverso i social media e il computer, non siamo diversi da come erano i nostri genitori a venti anni, e come loro cerchiamo ancora modelli da seguire; abbiamo bisogno di sperare di farcela con le nostre forze e sogniamo di poter vincere i nostri limiti, scoprendo in noi stessi risorse sorprendenti. I personaggi dei libri fantasy sono chiamati a superare una lunga serie di ostacoli con astuzia e intraprendenza e questo ci fa sentire in stretto contatto con loro. Abbiamo in comune più di quanto immaginiamo! Ed è proprio questa somiglianza che ci fa apprezzare maggiormente questo genere, la sua irreale realtà.

D. E’ una letteratura per tutti o solo per le fasce giovani? Ha esperienze di Interazioni con le scuole?

R. Il Fantasy è un genere letterario adatto a tutti, ma credo che sia visto con un po’ di diffidenza dagli adulti, forse perché si è portati a credere che distragga dalla realtà, dai problemi reali, dai pericoli veri. Ma per affrontare la realtà servono strumenti, guide, qualcuno che ci insegni a distinguere il bene dal male, il vero dal falso, serve poter sperare e per fare questo ci sono i genitori, gli insegnanti e… i libri: un eroe positivo che trasmette un messaggio di speranze è un buon inizio.
Perciò lunga vita al Fantasy e alla fantasia, agli insegnamenti positivi e necessari, ai messaggi di speranza e ai libri che li contengono.
Da qualche anno porto avanti progetti di lettura, scrittura e laboratori incentrati sui miei libri presso le scuole dell’infanzia e le scuole primarie. I bambini sono molto curiosi e attenti ed è davvero piacevole vederli immersi nell’ascolto della favola che sto leggendo loro. Nelle scuole primarie le attività prevedono l’ascolto delle favole e le attività manuali sono legate ai personaggi, alle loro caratteristiche caratteriali e agli insegnamenti delle storie.
Gli alunni delle scuole elementari apprezzano in modo particolare il genere Fantasy e grazie a questo interesse riesco a stimolare in loro l’attenzione e la fantasia, attraverso l’ascolto, l’apprendimento, la discussione sul testo letto, la scrittura e la manualità, con le attività pratiche utilizzando i materiali più svariati.
I progetti svolti presso le scuole secondarie di primo grado, invece, prevedono l’approfondimento dei testi e degli a autori affrontati in classe quali La Divina Commedia di Dante Alighieri oppure l’Odissea di Omero: non siamo forse di fronte ai due più grandi Fantasy della letteratura?

D. Lei ha partecipato al Festival delle Dolomiti per il Fantasy, che esperienza è stata?

R. Il Dolomity Fantasy è la prima grande manifestazione dedicata al mondo del gioco e del cosplay, che si svolge a Trichiana, paese della provincia di Belluno. In questa bellissima manifestazione si fanno rivivere i personaggi dei fumetti, dei videogiochi, dei film, dei film d’animazione e della letteratura fantasy. Nelle due giornate dedicate alla manifestazione, lungo le vie e nelle piazze del paese puoi imbatterti nei personaggi di Star Wars, del film Ladyhawke, e anche nei Prestogiobini; ti sembra di essere all’interno del tuo libro o del tuo film preferito. Durante l’evento ho presentato con grande piacere il mio libro fantasy “1001 Giobini avventure”, facendo vivere sul palco i Prestogiobini, i personaggi delle mie storie. La partecipazione a questo evento è stata emozionante e magica. All’interno della manifestazione si è svolta la premiazione del concorso letterario “Trofeo del lupo” dove un mio racconto inedito a tema fantasy si è classificato al secondo posto. Porto un bellissimo ricordo di questa esperienza, che spero di poter rivivere negli anni a seguire.

D. È contenta di avere editato con la Pegasus?

R. Sono davvero felice dell’esperienza editoriale che sto vivendo con la casa editrice Pegasus Edition di Cattolica in tutti i suoi aspetti. L’editore ha saputo creare un prodotto di alta qualità, dalla carta pregiata all’impaginazione, mi ha coinvolta in un percorso ricco di presentazioni, fiere e rassegne; percorsi fondamentali per dare una buona visibilità sia all’autore che al libro. Gli autori Pegasus sono inseriti in un contesto letterario fascinoso, fatto di incontri con personalità del mondo dello spettacolo e con altri tantissimi autori, ma quello che più conta è il fantastico rapporto d’amicizia che si è creato con tutto lo staff dall’inizio di questa bellissima avventura.
D. Quali libri ci sono attualmente sul suo comodino?

R. Nei mesi passati mi sono dedicata alla lettura di alcuni testi di generi diversi, fra cui anche fantasy di autori Pegasus che ho trovato ben scritti e molto interessanti, ma attualmente mi sto dedicando alla lettura e allo studio della Divina Commedia, di cui conosco anche alcune parti a memoria e che considero la storia fantasy fra le più antiche.


D. L'ultimo "grande" libro che ha letto?

R. “Jane Eyre” di Charlotte Bronte è il romanzo vittoriano, che ho riletto con molto piacere di recente. E’ un romanzo d’amore, psicologico e sociale, in cui il contesto storico viene svelato durante la narrazione. Le osservazioni di Jane sulla società che la circonda e su se stessa, la descrizione dei luoghi e della natura sono elementi di verità. Jane è un personaggio con il quale il lettore non può che entrare in sintonia e con il quale non può che condividere le gioie e le delusioni; si tratta di un’eroina che fa della dolcezza e della fermezza le sue armi vincenti. E’ da considerarsi un romanzo splendido, scritto in modo piacevole ed evocativo, che ci ricorda come l’amore e l’affetto nascano anche e soprattutto dai cuori più feriti.


D. Chi o cosa influenza la sua decisione di leggere un libro?

R. Prima di leggere o acquistare un libro mi soffermo sia sulla quarta di copertina che sull’incipit e credo che lo facciano un po’ tutti gli appassionati di libri. Ultimamente le righe che concedo ad un autore per catturami vanno diminuendo, come se mi bastassero davvero poche parole per capire se ho voglia di investire il mio tempo o passare oltre. Le occasioni in cui mi sono lasciata consigliare da una persona fidata nella scelta di un libro sono state rare e in alcuni casi sono stata anche fortunata.


D. Quale classico della letteratura ha letto di recente per la prima volta?

R. Il Ritratto di Dorian Gray è un classico scritto da un autore che possiede una capacità letteraria indiscutibile. E’ una storia affascinante, apparentemente molto semplice ma che, in fondo, racchiude una grande morale. Vivere senza regole, inseguendo cose fittizie, si rischia di perdere la propria anima. E una storia attuale, che per l’iniziale ricerca continua del piacere e della bellezza estetica rispecchia molto bene il materialismo moderno. I protagonisti del racconto, Dorian e Henry, ricordano alcuni giovani di oggi, che si illudono di poter vivere andando contro tutte le regole della morale. Come tutte le opere del decadentismo, è scritto con uno stile incantevole, molto piacevole da leggere, grazie alla scelta accurata delle parole, proprio per creare, in ogni pagina, un capolavoro stilistico.


D. L'ultimo libro che l'ha fatta commuovere/piangere?

R. L’ultimo libro che mi ha fatto commuovere è stato il romanzo “Storia di una ladra di libri” di Markus Zusak. La storia è ambientata nella Germania nazista del 1939, in cui la morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel la protagonista raccoglie un libriccino abbandonato nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante allo stesso tempo. Quindi senza pensarci due volte lo raccoglie come prova tangibile di un ricordo per il futuro. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda.


D. L'ultimo libro che l'ha fatta arrabbiare?

R. L’ultimo libro che mi ha fatto arrabbiare è stato sicuramente “E’ Savòr, il sapore della Romagna”, libro scritto magistralmente da Marco Galizzi. “E’ Savòr” è una storia ambientata in Romagna nel settembre del 1944, ormai verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. E’ un libro che si presta molto bene alle letture spettacolo, ed è in grado di farti vivere i momenti tragici della guerra, la sofferenza, la fame e la violenza ingiustificata; ma ti fa anche ribollire il sangue, fa salire quella rabbia per gli eventi dolorosi, ingiusti e crudeli che hanno sconvolto la nostra terra e non solo la Romagna.

D. Quale libro sorprenderebbe i tuoi amici se lo trovassero nella sua libreria?

R. Il libro che sorprenderebbe i miei amici se lo trovassero nella mia biblioteca è sicuramente il “Corso di egiziano geroglifico” un testo aggiornato alla luce delle più recenti ricerche grammaticali e linguistiche che si basa su un progressivo apprendimento della lingua e della scrittura dell’egiziano antico, in particolare quella in uso durante il Medio Regno.


D. Qual è il suo protagonista preferito in assoluto? E l'antagonista?

R. Il mio protagonista preferito in assoluto è sicuramente il personaggio di Alice nel libro di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”. Alice incarna tutte le qualità apprezzate dalla società vittoriana di Carroll, quelle che i maestri si impuntavano ad insegnare ai bambini. Ma è anche una bambina come tante e probabilmente è proprio questo il motivo del grande successo del libro.
Il mio antagonista preferito è sicuramente il Follotto, un fantomatico mostro che ha il potere di trasformare Winnie the Pooh, Tigro e gli altri personaggi in una zucca, nel film di animazione intitolato “Winnie the Pooh- il primo Halloween da Efelante, ma che se viene catturato ha la capacità di esaudire ogni desiderio. E’ un antagonista che è stato creato dalla fantasia degli stessi protagonisti e che in realtà non esiste, ma che dimostra che è più difficile affrontare l’ignoto rispetto a qualcosa che realmente esiste. E’ un film d’animazione che ti rimane dentro proprio per la sua innocenza.


D. Organizza una cena: quali scrittori, vivi o defunti, inviteresti?

R. Sarei molto felice di cenare con Andrea Camilleri, uno dei più grandi scrittori contemporanei viventi, converseremmo di Vigata, il paese immaginario nel quale ambienta i suoi racconti misteriosi e sicuramente di cucina mediterranea e di quale sia la fonte di ispirazione delle sue storie. Charles Dickens, per discutere dei suoi romanzi sociali, ma in particolare del “Canto di Natale”, un racconto di genere fantastico, che narra una delle più commoventi favole sul Natale. Il Canto unisce al gusto del racconto gotico l’impegno nella lotta contro la povertà e lo sfruttamento minorile. Incontrerei anche con enorme piacere Walt Disney, noto altresì per la sua grande abilità nella narrazione e, infine, Giovanni Verga il maggiore esponente della corrente letteraria del Verismo. I protagonisti della sua produzione sono soprattutto gli umili, e anche se la sua poetica è fortemente pessimista e nega ogni possibilità di miglioramento, apprezzo la sua fisionomia di scrittore particolare, che si allontana dalla tradizione degli autori con una profonda cultura umanistica. Amo profondamente la sua tecnica narrativa innovativa e originale che si distacca completamente dalla tradizione e dalle esperienze contemporanee.


D. Ricorda l'ultimo libro che non è riuscito a finire? Perché?

R. Qualche anno fa ho acquistato “Momo” il romanzo fantastico dello scrittore Michael Ende, lo avevo già letto alle scuole medie ma non ne ricordavo più il contenuto. Ho iniziato la lettura aspettandomi di trovare una lettura interessante e scorrevole, ma ben presto mi sono resa conto di avere qualche difficoltà nell’affrontarla. Non riuscivo ad entrare nella storia, ad immedesimarmi nei personaggi e nelle loro avventure, la narrazione risultava difficile da seguire, sebbene il tema principale fosse molto interessante: il tempo e il modo in cui esso viene impiegato nella società occidentale moderna, oltre alla feroce critica al consumismo e alla frenesia del vivere moderno, che nel suo progresso tecnologico e produttivo perde completamente di vista l’obiettivo della felicità delle persone e della qualità della vita.


D. Quale scrittore vorrebbe come autore della sua biografia?

R. Sicuramente lo scrittore Gianni Rodari che leggo e apprezzo profondamente. La sua produzione è percorsa dal dato costante del rapporto tra adulto e bambino. Il suo obiettivo è sempre quello educativo che, grazie alla favola, è realizzato in modo leggero e divertente, anche quando i temi sono seri e importanti, il tutto coronato da una morale finale. Ha contribuito ad un rinnovamento nella letteratura per l’infanzia con una vasta produzione attraversata da una vena di intelligente comicità, dando sempre spazio ai temi della vita contemporanea.

Ringraziamo Giovanna per le sue interessanti risposte che ci ha letterariamente chiarito un genere letterario che dà voce alla fantasia, al gioco, alla rappresentazione e si presta non solo ad un pubblico di piccoli ma a tutti, perché sappiamo bene che in ognuno di noi adulti vive un eterno bambino.