venerdì 22 dicembre 2017

DEBORAH FAIT LA NUOVA VOCE DI ORIANA FALLACI

Deborah Fait nasce a Trieste il primo febbraio 1941.
Giornalista italiana naturalizzata  israeliana. Il giusto proseguimento ad Oriana Fallaci. 
La sua è una storia dura. 
Nel 1943 alcuni componenti della sua famiglia verranno deportati ed uccisi nel campo di concentramento di Auschwitz. 
Deborah Fait frequenta l'accademia di belle arti di Brera a Milano. 
Nel 1963 va negli USA presso l'Harvard University per frequentare un corso di storia.
In quegli anni si avvicina alle lotte civili contro il Vietnam. Conosce Joan Baez e Bob Dylan. 
Nel 1964 rientra in Italia. Nel 1967 durante la "Guerra dei sei giorni" (conflitto arabo/israeliano per l'acquisizione dei territori) parte per Israele e vive in un Kibbutz.
Rientra in Italia.
Diviene la maggior esperta dell'antisemitismo tanto che nel 1970 viene nominata Vicepresidente della comunità ebraica per diventare Presidente nazionale della Federazione Italia/Israele.
A questo punto decide di trasferirsi definitivamente in Israele.

Deborah Fait italiana a tutt'oggi è una delle maggiori esperte della situazione Israele/Palestina.
Viene continuamente intervistata dai media di tutto il mondo. Non solo, ma in modo non ufficiale le viene spesso richiesto di collaborare ad interventi politici importanti.
Perché voglio parlare di questa donna?
Perché non lo fa nessuno!
Scomoda, arrogante, vera.
E perché per quanto stimi Papa Francesco, ritengo onesto portavi a conoscenza della lettera aperta al Pontefice di Deborah Fait. 
Una lettera struggente che sottolinea con coraggio il terribile errore commesso pochi giorni fa dal Pontefice sulle questioni Israeliane.
Ho estrapolato le parti più importanti di questa lettera.
Leggetela attentamente. Si evince l'assoluta preparazione di questa nuova Orianna Fallaci.
"Egregio Pontefice sono qui a scriverle per esprimere il mio disappunto come essere umano dopo la dichiarazione di Donald Trump su Gerusalemme dichiarata Capitale di Israele.
Lei è stato il primo a commentare in modo ingiusto.
Nessuna parola di pace, nessuna raccomandazione agli arabi  (palestinesi) di evitare violenze, terrorismo.
Nessun accenno al diritto di Israele di essere riconosciuta Capitale.
Le sue parole sono state "Non posso tacere la mia preoccupazione.... Gerusalemme è una città unica per i cristiani, gli ebrei, i musulmani."
Mi domando per quale motivo lei si esprima in tal senso, nonostante Lei sappia che Israele abbia sempre garantito libertà di culto per tutte le religioni. Possibile non sappia che i Bahai fuggiti dall'Iran hanno costruito in Israele il loro tempio più bello.
Lei sa che Israele ha sempre garantito estrema democrazia religiosa.
Perché non parla della continua violenza palestinese.
In passato nessun cristiano o ebreo poteva accedere ai propri luoghi di culto. Venivano uccisi sua Santità. A tutt'ora gli ebrei che vogliono accedere al Monte dei Tempio gestito agli arabi, possono farlo ad orari precisi ma quando arrivano al Tempio vengono picchiati.
Ho scritto questa lettera perché da Lei mi aspettavo altro. 
Si ricorda il massacro Charlie a Parigi?
Si ricorda cosa disse sull'aereo che la portava in tutto il mondo? 
Io sì perché in quel momento mi è crollato il mondo addosso. 
"Ma se qualcuno offende mia mamma, io gli do un pugno".
Lei disse queste parole crudeli e pericolose per i terroristi.
Non mi mica Pontefice che lei non sa che Gesù era ebreo ed è morto da ebreo.
Non esiste alcun Stato palestinese. Solo una cozzaglia di terroristi.
Concludo questa mia avendo davanti agli occhi la visione di Lei che il giorno successivo alla dichiarazione di Trump, accolse una delegazione palestinese con queste parole "Per la Chiesa cattolica è sempre un piacere costruire ponti importanti con personalità palestinesi".
Sembra una terribile barzelletta."
Questa lettera è stata volutamente non considerata e nascosta.
Io amo questo Pontefice ma la storia è storia. 
Non si può parlare con tale superficialità nemmeno per un Pontefice.
Questo è un articolo natalizio controcorrente  ma vero. 
Gesù non era un agnello mansueto. È stato il più grande ribelle. Ha spaccato un intero Tempio pieno di negozi, prende con sé una bellissima prostituta.
Gesù non è quell'uomo inerme che la Chiesa propina. 
Gesù è una Rockstar adorato da milioni di donne.
Un uomo che non ha mai abbassato il capo.Un uomo che ha combattuto con la spada delle parole.
Io non sono la Fallaci, non sono la Fait ma certe cose vanno dette.
Gesù era un Dio di bellezza, dissacrante non certo uno dei tremila vescovi di 150kg che vivono in Vaticano.
Se ora questo Gesù fosse vivo sapete cosa farebbe? Entrerebbe in Vaticano a prendere tutti a bastonate.
Questo è Gesù, un guerriero. 
Pensate solo alla seconda persona dopo Gesù... Giovanni Battista. Un altro guerriero.
Non pensate che credere in queste figure sia meno vero rispetto a quelle che la Chiesa vuol far credere.
Gesù non è la Chiesa, è DIO.
Sara Tacchi