mercoledì 18 ottobre 2017

Palermo, alla RizzutoGallery la mostra “Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile” con opere di Stefano Cumia, Nunzio e Turi Rapisarda

di Andrea Giostra - La “RizzutoGallery” di Palermo presenta la mostra da titolo “Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile”. È una mostra a tre voci che vede esporre opere di Stefano Cumia, Nunzio e Turi Rapisarda, che resterà aperta fino al 18 novembre 2017. La cura è affidata a Helga Marsala.

Stefano Cumia è artista palermitano con base a Milano, classe 1980, tra i più raffinati e interessanti esponenti della nuova astrazione pittorica italiana.
Nunzio, classe 1954, è tra le voci italiane più autorevoli nel campo della scultura.
Turi Rapisarda, catanese di nascita e torinese d’adozione, è un talentuoso sperimentatore della fotografia contemporanea.
La mostra sperimenta la fruizione di tre linguaggi diversi quali la pittura, la scultura, la fotografia.

L’incipit della mostra a cura di Helga Marsala, allestita negli antichi magazzini del palazzo di via Maletto che alla sua sinistra affianca la splendida basilica di San Francesco d’Assisi nel cuore del mandamento della Kalsa della Palermo antica, recita così: «Chiunque abbia avuto, come spesso ho fatto io, la necessità di uscire dal letto alle 2 del mattino in una notte invernale, accendere una candela, e appuntarsi alcuni pensieri che avrebbe altrimenti dimenticato, converrà con me quanto scomodo possa essere» … aggiungiamo all’incipit … «Tutto ciò che devo fare adesso, se mi sveglio e penso qualcosa che desidero appuntare, è prendere da sotto il cuscino un piccolo taccuino contenente il mio nyctografo, scrivere alcune righe - o alcune pagine - senza nemmeno dover mettere le mani fuori dalle coperte, rimettere a posto il libretto, e tornare a dormire.» (Lewis Carroll, da una lettera alla rivista The Lady, ottobre 1891).
Qual è il percorso che vogliono far seguire al visitatore della mostra le parole dello scrittore Charles Lutwidge Dodgson divenuto famoso al mondo intero per il più noto dei suoi racconti “Alice nel paese delle meraviglie”?
Charles Lutwidge Dodgson, in arte Lewis Carroll, oltre ad essere uno scrittore controverso e molto famoso, fu anche un ottimo fotografo fin dagli albori dell’arte della fotografia che praticò dalla seconda metà dell’800. Fu anche l’inventore della “nyctografia” (nyctography), ovvero un sofisticato sistema per scrivere al buio – ovvero sotto le coperte di notte come racconta nell’appena citata lettera - che prende il nome dallo strumento utilizzato da Carroll che fu il nyctografo (nyctograph), una piccola griglia ricavata da un tassello rettangolare di legno.
Ebbene, il titolo della mostra è Nyctografie, e uno degli artisti che espone, Turi Rapisarda, è fotografo raffinato e fuori dagli schemi ortodossi utilizzando una tecnica analogica su pellicole molto simili a quelle utilizzate nelle radiografie mediche a RX.
La luce e le ombre, il bianco e il nero, il buio e il luminoso, la notte e il giorno, metaforicamente sono i protagonisti della mostra della RizzutoGallery, che vede esposte, oltre alle opere del Rapisarda, i dipinti monocromi di Cumia che impongono al visitatore un esercizio percettivo per scorgere il nero dal nero e il bianco dal bianco, e le interessanti sculture di Nunzio che tracciano linee e rilievi che si proiettano nell’invisibile da un nero carbonico per certi versi ancestrale.
I ritratti di Rapisarda, dal titolo Unt Hitler (2011), sono visibili all’interno di una cabina buia che certamente arricchisce la percezione selettiva del visitatore verso una dimensione da camera oscura.
Nei suoi quadri Cumia impone un tocco pittorico composto di gradienti, di ingegnose patine di bianco e di nero che si armonizzano in interessanti velature di luce e di chiaroscuro.
Le sculture di Nunzio giocano tra spazio e luce con proiezioni e profondità metaforiche di ricercate e nuove forme espressive della materia.

Nyctografie. Scritture tra il visibile e l’invisibile
Stefano Cumia | Nunzio | Turi Rapisarda
a cura di Helga Marsala
Inaugurata sabato 23 settembre 2017, ore 18
dal 26 settembre al 18 novembre 2017
dal martedì al sabato | 16.00-20.00
RIZZUTOGALLERY
Palermo, via Maletto, 5
+39 091 7795443 – +39 347.1769901
www.rizzutogallery.com
www.facebook.com/rizzutogallery/

GLI ARTISTI:
Esponente di una new-wave pittorica radicata nella grande tradizione italiana, STEFANO CUMIA è tra gli artisti siciliani più interessanti delle ultime generazioni. La sua ricerca artistica è caratterizzata da un lavoro pittorico di sintesi e di astrazione in cui l’oggetto di principale interesse è la pittura medesima.  Nei suoi lavori, Cumia si propone di analizzare i processi primari che stanno alla base del discorso sulla pittura, e di riorganizzarne la sintassi sovvertendone i codici peculiari che la strutturano, partendo dal "mezzo", e attraverso il "mezzo" entrare ed uscire, penetrando la pittura fino alla sua struttura chimica e molecolare. Nelle sue opere il modello strutturale generativo è la traccia del telaio calcato sulla tela ribaltata, asse genetico sul quale si organizzano e si innestano gli stadi successivi.  Dopo la laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 2007 si trasferisce a Milano, dove oggi vive e lavora. Nel 2009 è tra i protagonisti di Palermo/Babilonia/Palermo, collettiva curata da Francesco Gallo, che ha fatto tappa prima al Palazzo Ziino di Palermo e poi al The Union of Bulgarian Artists (UBA) di Sofia. Nel 2013 inizia la sua collaborazione con RizzutoGallery, che ospita "SCP-14", mostra personale curata da Helga Marsala. Sempre nel 2013 vince il bando del Museo Riso per un programma di residenze all’estero, venendo ospitato dal Kunstverein zur Kunstausstellungen von Veranstaltungen di Düsseldorf. I lavori realizzati durante la residenza verranno esposti ed acquisiti dal Museo Riso di Palermo. Nel 2014 è finalista al "Premio LISSONE 2014", Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, e nel 2015 è finalista al 16° Premio Cairo e partecipa alla mostra finale al Museo della Permanente, Milano. Nel 2015 è di nuovo in Residenza artistica, a Cosenza, a cura dell’associazione culturale I Martedì Critici. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche, come la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona, Palazzo della Ragione, e il Museo RISO - Museo regionale d'Arte moderna e contemporanea, Palermo.

Tra i maggiori esponenti della scultura italiana, NUNZIO si è dedicato a indagare le possibilità espressive e formali della materia e le sue interrelazioni con lo spazio e la luce attraverso opere spesso cariche di significati metaforici. Ha ottenuto significativi riconoscimenti, dal premio Duemila per i giovani della Biennale di Venezia del 1987 alla Menzione d'onore della stessa Biennale del 1995. Dopo gli studi all'Accademia di belle arti di Roma con Toti Scialoja, ha esordito nel 1980 con serie di grandi superfici ondulate e irregolari di gesso dipinto, composte da due o tre elementi ancorati alla parete, che segnano subito il percorso dell’artista, sempre orientato a esplorare le possibilità espressive della materia e del suo rapporto con la luce e lo spazio. Dalla metà degli anni Ottanta ha cominciato a utilizzare nuovi materiali (ferro, lamine) creando forme più strutturate e di rigore geometrico e ha iniziato le combustioni su legno, talvolta insieme all’uso del piombo, che caratterizzano la sua produzione matura. Dopo la prima personale a Bolzano (Galleria Spatia, 1981) e le collettive dei primi anni Ottanta con i cosiddetti artisti della “Nuova Scuola Romana”, operanti nel quartiere San Lorenzo di Roma, presso le gallerie La Salita e soprattutto l’Attico, ha continuato a esporre in importanti mostre sia in Italia sia all'estero (New York, Annina Nosei Gallery, 1985; Darmstadt, Mathildenhöhe, 1990-91; Perugia, Rocca Paolina, 1992; Spoleto, Festival dei due mondi, 1993; Osaka, Kodama Gallery, 1994; Bologna, Galleria d'arte moderna, Villa delle Rose, 1995; Bergamo, Galleria Fumagalli, 2000). Nel 2005 il Museo d'arte contemporanea di Roma (MACRO) gli ha dedicato una grande antologica. Nel 2007 prende parte alla collettiva San Lorenzo di Roma, presso Villa Medici e due anni dopo partecipa al MartRovereto Italia Contemporanea. Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti pubbliche e private, tra cui la GAM di Torino, la GNAM e il MAXXI di Roma, il Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna, la Fondazione Maramotti di Reggio Emilia, il Museo Biedermann a Donaueschingen. Nel 2016 espone al Madre di Napoli, e il Museo Riso di Palermo gli dedica la più recente mostra personale; Nel 2017 è tra i protagonisti della mostra “YTALIA - Energia Pensiero Bellezza. Tutto è connesso”, al Forte di Belvedere e altre sedi, a Firenze.

TURI RAPISARDA, catanese di nascita, torinese d’adozione, è artista fuori dagli schemi, che scardina i luoghi comuni dell'idea di ritratto fotografico, eludendo la separazione tra pubblico e privato, coniugando espressione artistica, diversità e relazioni personali. Le sue grandi fotografie analogiche stampate a mano, nascono dalla condivisione e da una riflessione su temi legati all’etica, alla rappresentazione, ai sentimenti, alla comunità. Una visione pura e romantica che torna costantemente in tutto il suo percorso dove, con la cura e la leggerezza di un approccio libero ed anarchico, svela la drammatica complessità di un mondo scomodo. Vi è in Rapisarda la sottile convinzione che “la peggior realtà è sempre meglio della migliore utopia”, proprio perché è reale e costituisce la premessa di un pensiero che vuole restare, ad ogni costo, in presa diretta con la realtà, senza rinunce e rassegnazioni. La foto risulta intensamente espressiva, e soprattutto nei ritratti l’effetto luministico diventa co-protagonista: contrasti intensi, luci ed ombre innaturali, improvvise, impreviste, colpiscono i volti sorpresi da una luce accecante che porta in superficie la simbolica manifestazione del bene e del male, del positivo e del negativo, che è in ognuno di noi. Ha preso parte a numerose esposizioni in Italia e all’estero, tra le quali “Turi Rapisarda” (Centro d'Arte Contemporanea L. Pecci, Prato, 1995), “Il tempo di Beuys” (Galleria Nova, Roma, 1995), “Equinozio” (Castello di Rivara, Torino, 1997), “Rave Mutation 001” (Galleria Siberie, Amsterdam, 1999), “I Sovversivi, l’arte a prezzo di Cd” (Galleria La Veronica, Modica, 2007; Galleria Art Up, Viterbo, 2008); “Entourage” (Galleria Dieffe, Torino, 2009). Nel 2013 la RizzutoGallery presenta la personale “Corpi speciali”, a cura di Francesca Alfano Miglietti. Nel 2016 è invitato nel progetto espositivo “Corpo. Gesto. Postura” all’interno di Artissima Art Fair. Nello stesso anno è impegnato nella personale "Famiglia", alla Azul Art Gallery di Tel Aviv. Sue opere sono in collezione presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e alla Fondazione 107 di Torino.