martedì 18 luglio 2017

FATTITALIANI INTERVISTA LUCA GUENZI, UN UOMO CHE FA INCONTRARE L’ARTE CON IL DESIDERIO DI SERENITÀ

Parliamo oggi di una tecnica pittorica naturalistica: Il trompe-l'œil, espressione proveniente dai termini francesi tromper, cioè ingannare, e l'oeil, cioè l'occhio. E’ una tecnica pittorica davvero particolare basata sull'uso del chiaroscuro e della prospettiva, che riproduce la realtà in modo tale da sembrare agli occhi dello spettatore illusione del reale. In realtà trattasi di una tecnica usata fin da tempi antichissimi, si parla della Grecia Antica.

Abbiamo esempi storici di grandissimo valore: La tipica e  famosissima esecuzione dell'arte dell'inganno è rappresentata dalla camera picta, detta anche Camera degli sposi, situata nel palazzo ducale di Mantova ed eseguita da Andrea Mantegna intorno al 1464.Noi oggi parliamo di chi rappresenta quest’arte, facendole onore con la sua bravura, attività che ormai svolge  quasi da venticinque anni: Luca Guenzi.

Chi è Luca Guenzi?
Nato nel 1959, dopo aver “sciacquato i panni in Arno” fino alla maturità, mi sono trasferito nella dotta Bononia per iscrivermi ad Economia e Commercio.
Durante gli studi ho iniziato a dipingere, e un po’ per volta ho pensato di farne una professione.
Così, appesa la laurea al chiodo sono partito per gli USA, dove mi sono iscritto per un semestre alla Rhode Istand School of Design di Providence.
Tornato in Italia ho iniziato a lavorare come illustratore in campo pubblicitario.
La grande passione per il colore mi ha portato però a iniziare a realizzare trompe l’oeil e oramai da 15 anni mi diverto tutti i giorni a colorare pareti di case, ville e hotel in Italia e in giro per il mondo.
Ho partecipato a diverse edizioni del festival internazionale del trompe l’oeil che si svolgeva a Lodi, vincendone due, arrivando secondo a una e terzo a un'altra.
Perché ha scelto questa tecnica pittorica e non un’altra?
Vengo da una scuola iperrealista, dove occorre tecnica e conoscenza di materiali e tecniche diverse per dipingere qualcosa che sembri reale. Nella decorazione tutto ciò aiuta a leggere bene la realtà e a cercare di riprodurla come si vede. Esistono pero altri modi di decorare case e pareti, ma lontane dalla mia indole o capacità.
Il suo lavoro rientra in una corrente pittorica vera e propria?
Non direi corrente pittorica E’ una specializzazione artistica e professionale. Occorre essere bravi a dipingere ma si deve saperlo fare sempre, 8 ore al giorno sia che si lavori a 40 gradi come al Cairo o in Russia al freddo.  Occorre conoscere il mestiere per trovare soluzioni e usare materiali che spesso non sono disponibili parola d1ordine è versatilità.
Gli artigiani italiani in questo sono considerati i migliori nel mondo. Hanno la capacità di mescolare conoscenze cosi diverse ma tutte rivolte a fare bene un lavoro.
Come si realizza un trompe l’oeil? E’ realizzabile su qualsiasi superficie?
Si parte guardando l’ambiente, i colori, lo stile e le luci.
Il dipinto deve armonizzarsi con quello che si trova sul posto. Se ci sono giochi prospettici si definisce un punto di vista e i calcoli per la prospettiva vengono fatti da quel punto,
La superficie (muro, soffitto, mobile.) deve essere sana non presentare umidita o crepe.  Nella mia vita ho dipinto su tutto, in interno e esterno, basta trattare la superficie per far aderire bene il colore e poi dare dei protettivi per mantenerli belli nel tempo. 
Accettare qualcosa di dipinto, come vero, significa fare un tutt’uno tra pensiero e realtà. Perché, secondo lei, si sceglie questo tipo di opere?
Vengono apprezzate da chi vive la casa come un nido prezioso dove stare bene, dove ricevere amici e da chi apprezza il lavoro artigianale, dell’oggetto prezioso fatto a mano. Come chi vuole una cosa fatta su misura, esattamente come quando ci si fa fare un vestito dal sarto, si sceglie stoffa colore e modello
E’ esatto definire la vostra pittura una decorazione o è riduttivo?
Non ha nulla di riduttivo il termine decorazione.
E’ l’oggetto che si dipinge che fa la differenza o cambia la tecnica?
È la tecnica e la sapienza di chi lo dipinge, somma di anni di esperienza e di prove di esercizio. Ogni ambiente suggerisce la “cosa” giusta da dipingere ed è compito di un buon decoratore capirlo e suggerirlo al cliente.
C’è un artista particolare a cui si ispira?
I libri di storia dell’arte sono pieni di bravissimi a cui si attinge sempre. Lavorando poi in giro per il mondo bisogna avere l’accortezza di seguire gli stili arabo, russo, kazako, orientale, ma anche se la casa ha, come stile, uno spirito moderno o contemporaneo.
Quando si finisce un lavoro si deve avere la sensazione che sia sempre esistito su quel muro. Se accade allora il lavoro è azzeccato.
Ha dei collaboratori?
Capita spesso di lavorare con amici/colleghi specie per lavori importanti dove i metri quadri sono molti e c’è bisogno di fare tutto in un certo periodo di tempo
.Ognuno poi ha le sue specialità e veniamo “usati” al meglio delle nostre capacita.
Nell’ultima trasferta in Kazakistan ad Astana dove siamo stati due mesi  eravamo in 24 a lavorare ad uno stesso progetto .
Con il suo lavoro Lei riduce la distanza tra pensiero e realtà e, per farlo, si serve di colori, tecniche e fantasia. Lei si sente un po’ un realizzatore di sogni?
Si cerca sempre di creare qualcosa di giusto per chi dovrà vivere in quei locali; quando si progetta si deve, per prima cosa, ascoltare, osservare chi abbiamo davanti e realizzare il suo sogno
Dice Umberto Saba: L’opera d’arte è sempre una confessione. Per lei è così?
Nella decorazione si è professionisti, le capacità devono servire per offrire un prodotto eccellente che rimane nel tempo, non importa quello che viene pagato nè il tempo che viene usato per farlo: rimane solo il lavoro.
Grazie a Luca Guenzi abbiamo scoperto che non c’è limite alla fantasia, che la forma pittorica sia che sia figurativa o decorativa, grazie all’estro e alle capacità dell’artista diventa una realtà che ci permette, a qualsiasi età, di non smarrire il rapporto con la favola. Fattitaliani ringrazia Luca Guenzi e concludiamo con le parole del grande Pablo Picasso:"La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto."
Caterina Guttadauro La Brasca