mercoledì 3 maggio 2017

Claudia Conte e il 2° romanzo “Il vino e le rose. L’eterna sfida tra il bene e il male”. La recensione di Fattitaliani

Claudia Conte pubblica “Il vino e le rose. L’eterna sfida tra il bene e il male” (Armando Curcio editore) il suo secondo interessante Romanzo, dopo l’intrigante e sofisticato racconto dei “Soffi Vitali” del 2015, pubblicato dall’Editore Intermedia (Orvieto), che ha riscosso un interessante successo di critica e di lettori, e che certamente ha proiettato Claudia nell’immaginare e nello scrivere un’altra interessante ed ammaliante storia contemporanea ed estremamente attuale.
Il tema che Claudia Conte tratta brillantemente in questo suo ultimo Romanzo è quello della condizione vitale dell’essere umano moderno, dell’humus in cui nasce, cresce, e vive la sua vita fin quando avrà respiro vitale. Una vita condensata di emozioni: dolore e passione, amore e delusione, felicità e tristezza, delusione e protezione, fedeltà e tradimento, solitudine ed empatia, malattia e salute, fragilità e vulnerabilità, rimpianti e rimorsi, disperazione e speranza, creatività e apatia, musica e arte, melanconia ed euforia. 
Interessanti meta-messaggi vengono lanciati al lettore da Claudia Conte col suo Romanzo che prende spunto dalla storia di tre donne, amiche sin dall’infanzia, che vivono da sempre un rapporto di scambio intellettuale ed esperienziale profondo e vitale, finalizzato alla ricerca della felicità, che non vuol dire altro che raggiungere un proprio equilibrio psico-fisico per vivere pienamente ed intensamente la loro vita con consapevolezza e profondità spirituale e meditativa, malgrado il mondo contemporaneo sia dominato dalla virtualità, dalla frivolezza, dalla cupidigia, dal dolore, dalla sofferenza, e quindi da qualcosa che segna profondamente l’anima e la ragione. «Ma cos’è che ci rende veramente felici in questo pianeta?»: potrebbe essere questa una delle domande che Claudia Conte lascia al suo lettore. Ma è anche vero che l’autrice scrive così di uno dei sui personaggi: «Le venivano in mente le struggenti parole di Jorge Luis Borges nella poesia Il rimorso: “Ho commesso il peggiore dei peccati che un uomo possa commettere. Non sono stato felice” ... «Quanto è triste la vita! Quanto è stupida ed insignificante! Vorrei morire!». 
Non è che alla fine la felicità che indica il dito di Conte puntato verso la luna è quella che descrive Matteo nel suo Vangelo (13, 44): «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.»?
Per scoprirlo, non serve altro che leggere “Il vino e le rose”!
https://www.facebook.com/andrea.giostra.37 ;
https://www.facebook.com/andrea.giostra.31 .
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Per maggiori approfondimenti sull’autrice e sul Romanzo recensito:

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