martedì 21 febbraio 2017

Grecia, vescovo di Atene: "Lo Stato ci sta succhiando il sangue. Ci aiuteranno dopo che ci hanno ammazzati!"

È ancora paralisi in Grecia dopo il fallimentare Eurogruppo di ieri. Non c’è accordo col Fondo monetario internazionale per un nuovo pacchetto di aiuti ad Atene che entro l’estate deve riempire le casse e pagare stipendi, pensioni e servizi. L’Europa chiede riforme, senza più austerità, ma sono parole vuote davanti ad una popolazione ridotta allo stremo. “Lo Stato non ha più soldi e stiamo diventando tutti mendicanti. Vanno cambiate le politiche”: è questo il forte appello di mons. Sevastianos Rossolatos, arcivescovo dei cattolici di Atene, al microfono di Gabriella Ceraso: 

R.  – Lo Stato deve tanti soldi ai privati e alle aziende e non può pagarli, deve dei miliardi. L’economia non si può muovere così, il commercio non può andare avanti. I negozi continuamente chiudono. Ci troviamo di fronte ad uno Stato che ci sta succhiando il sangue e non sappiamo come fare. Certamente ci vogliono riforme, ma ci stiamo convincendo che ci faranno prima morire poi faranno le riforme dello Stato.

D. – Quello su cui si è inciso sempre in questi mesi, per quanto riguarda i tagli, sono state le pensioni. Come va sotto questo punto di vista?

R.  – Tante famiglie, tanti nonni aiutano i loro figli disoccupati con le loro pensioni e le pensioni continuano anche quest’anno a diminuire. Gli stipendi diminuiscono e quello che deve pagare un lavoratore per l’assicurazione invece aumenta. E’ una pazzia. Quando esco da casa devo pensare sempre a prendere con me dei soldi perché incontrerò senzatetto e non posso girare la testa altrove.

D. – Tagli alle pensioni significa mancanza di futuro anche per i ragazzi che non hanno sbocchi è così?

R.  – Sono usciti negli anni di crisi dal Paese 450 mila giovani. Stiamo preparando degli scienziati e li mandiamo all’estero a sostenere l’economia di altri Paesi!

D.  – Io immagino che la Conferenza episcopale, voi come Chiesa stiate vicino alle persone…

R. – Stiamo vicino soltanto perché ci stanno aiutando. La Caritas di Grecia non ha più fondi propri e anche i vescovi e la Conferenza episcopale si trovano in molta difficoltà per affrontare i bisogni pastorali, il sostentamento del clero… Quelli che ci stanno aiutando sono soprattutto le Conferenze episcopali dei Paesi più poveri: è impressionante, solo chi si sente nella difficoltà può capire l’altro che è in difficoltà. Siamo diventati mendicanti anche noi come vescovi e abbiamo le mani legate non possiamo fare niente.

D.  – Eppure oggi la stampa continua a dire: “L’Europa non vuole essere pessimista sulla Grecia". Cioè si viaggia su due piani completamente differenti: da una parte la logica economica, dall’altra la vita reale…

R. - Per questo dico: prima ci ammazzano e poi vengono a sostenere l’economia? Per chi? Per le persone morte? Devono portare avanti l’economia, ragionare in modo differente.

D. - Qualche giorno fa il Papa ha detto: “Le economie devono prevenire la formazione degli scarti non crearli e poi curarli” …

R. - Sì, lo scarto … Ci sono persone che avevano delle imprese, dei negozi che andavano molto bene e adesso si trovano senzatetto e dormono per strada senza averne colpa. Sono diventati lo scarto della società, ma non hanno colpa, l’economia è cambiata e nessuno ha colpe personali.

D. - Queste riforme di cui parla la politica, quali dovrebbero essere?

R. - Noi non siamo economisti, però una politica di diminuzione delle spese è una via senza uscita. Bisogna aumentare la produzione, il commercio!

D. - Come guida pastorale, con i suoi sacerdoti, con le comunità, come la affrontate questa realtà?

R. - Cerchiamo di sperare che la situazione possa cambiare, però la gente non chiede a noi la soluzione; la gente quando viene, viene a chiedere aiuto. Per quanto riguarda l’economia non abbiamo parole da dire.

D. - Potete solo accompagnarli e condividere?

R. - Sì, certamente. Sentono che tutti affrontiamo la stessa situazione.

D. - Un’economia che fa i conti solo con il debito, con le tasse, con le regole, dimentica l’umanità che è alla base, è un’economia destinata a fallire. Lo ha detto anche il Papa …

R. - Cercano di sostenere la moneta, la cosiddetta politica monetaria, ma non pensano alle persone e sono le persone che fanno aumentare l’economia! Gabriella Ceraso, Radio Vaticana, Radiogiornale del 21 febbraio 2017.