giovedì 20 novembre 2014

Tale e Quale show, Silvia Salemi fra imitazioni e impegno sociale. L'intervista di Fattitaliani

Fa un bell'effetto ritrovare un'interprete di razza come Silvia Salemi fra gli imitatori di Tale e Quale Show su Raiuno: non sta proponendo canzoni di un nuovo disco, però ascoltarla e vederla nei panni di personaggi molto spesso lontani da lei per genere musicale e personalità, rappresenta un grande piacere, perché per l'artista è comunque un'occasione per sfoderare talento e professionalità. Domani sera nella nuova puntata diventerà Patty Pravo. Silvia Salemi è madrina dell’Osservatorio nazionale per la cultura alla legalità e alla sicurezza con l’Associazione Nazionale Magistrati ed è in prima linea nella campagna “Belli ma non bulli” per la quale gira le scuole d’Italia, invitando a smontare l’insulto con l’ironia. Fattitaliani l'ha intervistata.
Hai ricominciato con Amy Whinehouse a fare le imitazioni: contenta di essere tornata nel cast?
Sono contenta di essere tornata perché quest'anno vivo l'atmosfera del programma con maggiore distensione, anzi è stato un po' come tornare a casa! 
Che te ne pare del livello di questa edizione di Tale e Quale?
Di quest'edizione penso che ci siano state moltissime interpretazioni bellissime e difficili. Non è un programma dove ci si può improvvisare. Si studia e si lavora sodo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti anche in termini di consenso popolare e riconoscimenti. 
Quando ti prepari ad impersonare un personaggio qual è la prima cosa cui pensi?
Nell'accostarmi alla preparazione del personaggio la prima cosa che mi viene in mente è com'è fatto davvero, perché canta così, perché si muove così? Insomma, cerco di tirar fuori i tratti psicologici e fisici prima che l'immagine che poi viene di conseguenza. 
Com'è iniziato il tuo coinvolgimento nella campagna contro il bullismo? 
Mi sono sempre occupata di tematiche sociali perché mi procura un senso di utilità che altre tematiche e progetti naturalmente non hanno. In particolare, dopo essermi occupata di bambini meno fortunati dei nostri, ambiente e legalità, ho sentito l'esigenza di fare qualcosa sul piano davvero pratico e ho aderito come testimonial alla campagna "Belli ma non bulli" perché mi avrebbe portato a stretto contatto con i ragazzi delle scuole. E' naturale che anche come mamma occuparmi di realtà così drammaticamente attuali mi porta a capire e conoscere meglio alcune dinamiche e questo è tutto a vantaggio del rapporto con le mie figlie. 
Quando andavi a scuola hai subito qualche episodio di bullismo? o conoscevi qualcuno che lo ha subito? 
Non mi sono mai trovata a vivere episodi di bullismo, ma tra ragazzi il limite tra prendere in giro e rendere vittima di bullismo qualcuno è labilissimo e me ne sono resa conto anche dai racconti dei ragazzi; per questo credo che bisogna sempre favorire la cordialità, il rispetto e l'apertura perché banalmente il bullismo nasce anche dalla stupidità e dall'ignoranza.
Avvicinandoti a questa realtà da adulta che cosa ti ha sorpreso maggiormente? 
Da adulta ho visto molta fragilità. Prima di tutto nel bullo. Questi ragazzi sono solitamente inclini ad accanirsi sul debole e ciò denota una forte mancanza di personalità. Chi è forte davvero non ha bisogno di annichilire chi è diverso per sentirsi forte. Insomma, il bullo è solitamente un po' vigliacco e destrutturato. 
Come mamma, quale potrebbe essere il primo strumento per difendere i propri figli dai bulli o per evitare che lo diventino?
Non esiste la ricetta "antibullo". Posso solo dire che da mamma cerco di stare con loro e di capire il più possibile le sfaccettature caratteriali e le varie fasi della loro crescita. Non è mai facile questo, ma il confronto e l'ascolto sicuramente crea fiducia da parte dei figli verso di noi e sicurezza in loro stessi. Giovanni Zambito
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Foto Credits:
Foto di Mirta Lispi 
Abbigliamento Tessa 
Accessori Sodini Bijoux 


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