Tre giorni di musica, decine di pianisti e compositori, grandi luoghi della cultura e una città intera trasformata in un grande palcoscenico diffuso.
Dal 25 al 27 settembre torna Piano City Palermo, il festival dedicato al pianoforte giunge quest’anno alla sua nona edizione, sotto la direzione artistica di Francesco Taskayali, coprodotto da Comune di Palermo, Fondazione Teatro Massimo e Associazione Piano City Palermo e prodotto da hdemia e realizzato con il supporto di Hermès, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo, la Fondazione Sicilia, la Fondazione Federico II, Rete Ferrovie Italiane S.p.A. Gruppo Fs,. con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale,Dall’alba al tramonto, il pianoforte attraverserà Palermo entrando in
dialogo con alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi: la sala grande
del Teatro Massimo, il Museo Pitrè, i
Giardini della Zisa, la Piazza del Parlamento davanti Palazzo dei
Normanni, il Circolo del Tennis Palermo, l’atrio di Palazzo Sant’Elia, la Biblioteca Comunale,
l’Oratorio di San Mercurio, il Museo della Città e
del Mondo, la Stazione Centrale grazie alla collaborazione
con Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., l’Oratorio di San Lorenzo, Piazza Magione, Danisinni,
e Palazzo Branciforte, grazie al sostegno della Fondazione
Sicilia, in un ulteriore dialogo tra musica, arte e patrimonio culturale della
città.
Grazie a Amat Palermo, mobility partner di Piano City Palermo, per tutto il fine settimana del festival una navetta dedicata collegherà il centro città ai concerti del Museo Pitrè con delle fermate intermedie: un modo semplice per muoversi insieme e arrivare dove la città si mette in ascolto.
Quest’anno, in particolare, il programma offrirà una speciale anteprima dell’Anno Europeo dei Normanni 2027 attraverso tre luoghi profondamente legati alla storia normanna di Palermo. Il concerto all’alba in Piazza del Parlamento avrà come quinta scenografica il Palazzo dei Normanni, cuore della Palermo normanna; a questi si aggiungeranno i Giardini della Zisa uno degli antichi Regi Sollazzi, luoghi di svago e di rappresentanza della corte normanna. Sarà un modo per far dialogare la musica con il patrimonio storico della città e per introdurre, attraverso l’esperienza diretta dei luoghi, le celebrazioni dell’Anno Normanno.
Per tre giorni Palermo sarà
così attraversata da una grande festa musicale gratuita e diffusa,
capace di unire artisti affermati e giovani talenti, tradizione e
sperimentazione, pubblico e territorio.
Un itinerario musicale che dal centro storico si apre verso altri quartieri e spazi della città - teatri, musei, piazze, palazzi storici, giardini, stazioni, biblioteche e spazi monumentali, portando concerti gratuiti anche in luoghi lontani dai tradizionali circuiti dello spettacolo. Classica, jazz, elettronica, improvvisazione, minimalismo e composizione contemporanea si incontrano così in un programma nel segno dell’eterogeneità e della contaminazione.
Anche quest’anno, Hermès sostiene Piano City Palermo, confermando da otto anni il proprio impegno nella valorizzazione dei giovani talenti e della cultura. In occasione del festival, verrà presentato il risultato del premio di formazione Hermès per i Talenti, dedicato ai giovani musicisti del Conservatorio di Palermo. L’edizione 2026 ha premiato il pianista Cosimo Petraroli e il sassofonista Ignazio Moscato, protagonisti di una masterclass con la pianista e compositrice Francesca Tandoi. I due studenti hanno realizzato una suite originale in quattro atti, ispirata al mito di Romolo e Remo e al rapporto tra Roma e il Tevere. Il percorso, ospitato tra il Load Studio di Roma e l’Isola Tiberina, ha attraversato tutte le fasi della creazione musicale: composizione, soundscaping, registrazione e produzione. La suite sarà pubblicata su Spotify in concomitanza con Piano City Palermo e verrà eseguita dal vivo dai due giovani musicisti durante i tre giorni
Il festival, come sempre, punterà fortemente sulla composizione inedita e sulla contaminazione di stili e generi, ma ampliando il programma a classica, jazz e nuove composizioni attraverso la rinnovata collaborazione con il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo. Grazie al lavoro dei docenti del conservatorio, nasce inoltre una collaborazione con conservatori europei, che porta sul grande palcoscenico del festival giovani talenti da altri continenti grazie al progetto Erasmus+ di International Credit Mobility. Quest’edizione vedrà protagonisti quattro pianisti della Faculty of Creative Arts della University of Lagos: Prof. Stephen Olu-Ibukun Olusoji, James Chimamkpa Nwakpa, Ezekiel Olakunmi Babalola, Jerry Testimony Aribidara. Palermo diventa così un laboratorio musicale aperto, dove il pubblico può scoprire il futuro del pianoforte attraverso una ricca fusione di sonorità e culture.
A inaugurare la nona edizione, come da consuetudine del festival, al Teatro
Massimo, in Sala Grande la sera venerdì 25 settembre,
sarà Alfonso Peduto, protagonista di un concerto a cavallo tra
minimalismo americano, tradizione classica e linguaggi contemporanei.
Dal giorno successivo si entrerà nel vivo
del programma, a cominciare dall'attesissima alba al Porticciolo
di Sant’Erasmo, con la pianista tedesca Johanna Summer, che
si muove tra jazz,
improvvisazione e musica classica, in uno stile aperto, flessibile e senza una
scaletta rigidamente predefinita.
Concerti anche ai Cantieri Culturali
della Zisa, in collaborazione con Mercurio Festival con Francesco Taskayali, a Danisinni con Vincenzo Colonna Romano, e ai Giardini della Zisa, con Ze in the Clouds,
che attraversa jazz, elettronica e sperimentazione contemporanea.
Al Circolo del Tennis
di Palermo, che quest’anno celebra il Centenario della sua fondazione, sarà
protagonista Andrea Missiroli, pianista e compositore diplomato con il massimo dei voti e lode
alla Manhattan School of Music di New York e vincitore del Primo Premio al
concorso “Hermès per i Talenti”. Il suo progetto Lascari è un
omaggio alla Sicilia dell’infanzia e alla memoria di un mondo che il tempo ha
lentamente trasformato.
Per la prima volta, Piano City
“invaderà” anche la Stazione Centrale grazie alla collaborazione con
Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., con uno speciale concerto di Ruggiero Marcellino dedicato a Franco Battiato,
e con un altro concerto di Mike
Mazzari con un repertorio pop.
Alla Biblioteca
Comunale sarà la volta di Francesco Lettieri, pianista,
compositore e cantautore, vincitore assoluto di Musicultura 2019 e autore di un
percorso che intreccia scrittura pianistica, canzone d’autore e composizione
per il teatro. E ancora, a Villa Wirz Riccardo
Roveda, il cui progetto nasce dall’incontro tra
pianoforte ed elettronica contemporanea. Il suo live set, eseguito interamente
in tempo reale senza l’ausilio di computer, costruisce paesaggi sonori
attraverso loop sintetici, progressioni pianistiche e improvvisazione.
Villa Wirz ospiterà anche un secondo concerto, Hania Derej, giovane pianista, compositrice e direttrice polacca, sviluppa invece una ricerca che attraversa jazz, musica da camera, elettronica e linguaggi cinematografici, con un percorso internazionale già ricco di riconoscimenti. Mentre la Galleria d'Arte Moderna- GAM accoglierà il pianista, compositore e produttore italiano, Federico Albanese, autore di un personale universo sonoro nel quale pianoforte, elettronica, ambient, minimalismo e suggestioni cinematografiche si incontrano.
La giornata conclusiva, domenica 27
settembre, si aprirà all’alba in Piazza del Parlamento, davanti a
Palazzo dei Normanni, con Andrej Su Marte. Pianista e compositore,
per le sue composizioni ha scelto di tornare all’origine del gesto creativo,
affidandosi alla carta e alla matita e instaurando un dialogo diretto con la
tradizione della scrittura musicale.
Ci si sposterà al Nautopark per Soundscapes che unisce le composizioni di Francesco Taskayali e la performance di Larissa Giers su vasi di cristallo: un'esperienza sonora unica al concerto per pianoforte e vasi di cristallo, dove le note del pianoforte si fondono con le frequenze dei vasi da godersi sul prato lasciandosi trasportare dalle frequenze mentre i vasi, come il "Dead Sea Salt" e il "Pink Aura Gold", emanano energie di guarigione e trasformazione
A chiudere Piano City Palermo 2026, in Piazza Magione, sarà Martin Listabarth, pianista e compositore la cui musica affonda le radici nel jazz per muoversi tra classica e pop. Nel suo concerto per pianoforte solo presenterà una selezione di composizioni originali tratte dai suoi album Dedicated, Postcards e In Her Footsteps, accomunati dalla volontà di raccontare storie attraverso la musica.
Piano City Palermo dedica inoltre, per il
terzo anno consecutive, uno showcase a
cinque protagonisti della nuova scena musicale: Riccardo Roveda, Andrej
Su Marte, Ze in the Clouds, Cosimo Petraroli e Hania Derej.
Un focus che mette in dialogo esperienze e linguaggi differenti – dalla ricerca
sul pianoforte e l’elettronica all’improvvisazione, dal jazz alla composizione
contemporanea – offrendo al pubblico uno spaccato delle traiettorie più vive
della ricerca musicale di oggi.
Completano il programma iI Guest di Piano City Palermo: llocali, associazioni,
spazi culturali e attività private che aderiscono al festival ospitando eventi
e concerti, contribuendo così a portare la musica in luoghi diversi della città
in un viaggio tra classica, neo-classica, jazz, rock, blues, swing e funk,
coinvolgendo artisti siciliani e internazionali. Tra i Guest di
quest'anno: Ferramenta, Punk Funk,
EPYC, PYC, Pablo Listening Bar, NOVA e Nauto Park, con appuntamenti
distribuiti nell’arco delle tre giornate
Per gli orari, il programma completo e dettagliato degli appuntamenti e tutte le informazioni sulla nona edizione di Piano City Palermo è possibile consultare il sito ufficiale del festival: www.pianocitypalermo.it.
Dichiarazioni
«Piano City Palermo è ormai un
appuntamento entrato a pieno titolo nella tradizione culturale della nostra
città. Anno dopo anno, il festival ha saputo costruire un rapporto sempre più
forte con Palermo, portando la musica nei suoi luoghi più belli e trasformando
piazze, palazzi storici, musei, giardini e spazi monumentali in un grande
palcoscenico a cielo aperto. È una manifestazione che parla a tutti, valorizza
i nostri luoghi e, allo stesso tempo, offre spazio ai giovani talenti e alla
ricerca musicale. La nona edizione conferma questa vocazione e rafforza il
legame tra la città, la sua identità e una proposta culturale capace di
rinnovarsi ogni anno».
Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo
“Dal 25 al 27 settembre Piano City Palermo
torna ad attraversare la città, portando il pianoforte nei palazzi, nelle
piazze, nei giardini, nei quartieri e in alcuni dei luoghi più rappresentativi
dell’identità palermitana. Piano City ha una caratteristica che trovo
particolarmente bella: non è semplicemente Palermo a ospitare la musica, è la
musica che interpreta Palermo. La nostra città è uno straordinario spartito
urbano, fatto di luoghi diversi che appartengono alla stessa storia e che,
attraverso la musica, tornano a dialogare tra loro. È questa l’idea di cultura
sulla quale stiamo lavorando come Amministrazione: non una semplice successione
di eventi, ma uno strumento per leggere e vivere la città. È significativo,
inoltre, che alcune tappe di Piano City attraversino luoghi legati alla grande
stagione normanna di Palermo, anticipando idealmente il percorso normanno al
quale stiamo lavorando: non una semplice successione di monumenti, ma un
racconto capace di ricomporre luoghi, personaggi e storia. Piano City lo fa
attraverso la musica, il percorso normanno lo farà attraverso la storia. L’idea
è la stessa: trasformare Palermo da scenario a racconto.»
Antonio Rini, Assessore alla Cultura del Comune di Palermo.
“Palermo è musica. È una città che sa
raccontarsi anche attraverso i suoni. Essere nuovamente insieme per Piano City
Palermo, al fianco del Comune di Palermo, significa proseguire un cammino che
appartiene profondamente anche al Teatro Massimo: luoghi, persone, comunità e
musica entrano in relazione, disegnando una geografia dell’ascolto capace di
attraversare la città e di restituirne le molte voci”.
Marco Betta, Sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo di Palermo.
“Ho sempre immaginato Piano City Palermo
come un ponte. È un’immagine che porto con me da Istanbul, la città in cui sono
cresciuto, osservando ogni giorno un ponte capace di unire due continenti. Il
festival nasce dalla stessa vocazione: mettere in relazione linguaggi diversi –
dalla classica al jazz, dall’elettronica all’improvvisazione – facendoli
convivere nello stesso cartellone, senza gerarchie e senza distinguere tra
repertorio e innovazione. Quest’anno questo ponte ideale si spinge fino a
Lagos, ampliando ulteriormente il proprio orizzonte. In questa prospettiva, lo
Showcase non rappresenta semplicemente una sezione del programma, ma una delle
ragioni più profonde del festival: offrire spazio alle nuove voci e fare di
Palermo il luogo in cui alcuni talenti possano essere ascoltati e scoperti per
la prima volta”.
Francesco Taskayali, direttore artistico Piano City Palermo


