Taranto ha gettato le basi materiali del suo rilancio, dotandosi di infrastrutture turistiche e sportive che ne ridisegnano la vocazione e l’attrattività, manca ancora l’apertura dell’aeroporto Arlotta ai voli di linea passeggeri.
E bisogna dirlo, grazie
al Governo Meloni, che, commissariando i Giochi del Mediterraneo, ha esentato
la Comunità tarantina da pagare 2.000.000 di dollari + Iva, come deliberato dal
Comune gestito dalla sinistra-delibera G.M. n. 204/2019.
Tuttavia, i muri e gli
impianti da soli non bastano a fare una comunità matura e rigenerata,
proveniente da una cultura assistenzialistica a perdere.
La vera svolta per i
tarantini non si misura solo in cemento o in grandi eventi, ma nel compimento
di una transizione culturale e civile non più rimandabile.
Per troppi anni la
cittadinanza è stata ridotta a una condizione passiva.
Utenti di servizi spesso
carenti, consumatori agganciati a logiche di mercato esterne speculative ed
elettori il cui consenso è stato talvolta sfruttato o barattato senza reali
ritorni per il bene comune.
Oggi, la sfida più grande
è il passaggio dall’ascolto passivo di una teoria politica, diretta ad
arricchire solo la classe dirigente pseudo curante del Popolo, alla
partecipazione attiva.
Diventare "cittadini
protagonisti" significa smettere di delegare il proprio futuro e iniziare
a co-progettarlo.
Significa riappropriarsi
degli spazi pubblici, pretendere trasparenza, esprimere un voto consapevole e
libero da vecchie logiche clientelari e trasformare la storica resilienza
tarantina in una forza propositiva del fare e dell’avere.
Così come è avvenuto con
la costruzione sul territorio delle strutture necessarie per il rilancio
economico e turistico, e per la ritrovata libertà.
Le infrastrutture sono il
palcoscenico.
Ora spetta ai tarantini
salire in scena e scrivere, da registi, il proprio domani.
Avv. Nicola Russo
Coordinatore Comitato
Cittadino TARAS FUTURA


