Clara Serina, oltre Lady Oscar: «Ho ancora tante storie da raccontare»


Nuove canzoni, 19 composizioni sacre, un Diario autobiografico e il legame con quattro generazioni di fan. 

Ci sono voci che restano legate a una canzone e altre che, attraverso quella canzone, finiscono per entrare nella vita delle persone. Clara Serina appartiene decisamente alla seconda categoria. Lady Oscar continua a rappresentare uno dei capitoli più riconoscibili della sua storia artistica, ma fermarsi alla nostalgia significherebbe raccontare soltanto una parte di ciò che Clara è oggi.

A più di quarant'anni dalla registrazione della celebre sigla, la cantante continua infatti a lavorare, comporre, scrivere e progettare. E dalle sue parole emerge chiaramente una nuova fase: «Attualmente la musica ha preso il sopravvento nella mia vita».

Era il 1982 quando Clara Serina registrava Lady Oscar. Allora era impossibile immaginare quanto quella canzone sarebbe rimasta radicata nella memoria del pubblico.

«Non immaginavo di dover continuare per più di quarant'anni a cantare quel brano che già mi emozionava durante le registrazioni», racconta oggi Clara.

Il suo legame con il personaggio andava però oltre la musica. Clara amava quella figura di donna guerriera, determinata e leale, capace di affrontare il proprio destino senza rinunciare alla propria identità.

Con il passare degli anni qualcosa di sorprendente è accaduto:Lady Oscar non è rimasta confinata alla generazione che la conobbe attraverso la televisione degli anni Ottanta.

«Incontro almeno quattro generazioni durante i miei concerti», racconta Clara. Le successive riproposizioni televisive della serie e, soprattutto, la trasmissione del suo ricordo all'interno delle famiglie hanno permesso a nuovi bambini e ragazzi di conoscere quel mondo.

Oggi capita così che davanti al palco ci siano adulti cresciuti con quella sigla insieme ai propri figli. «Vedo i bambini avvicinarsi e cantare con me ed è un'esplosione di gioia».
È forse questa la misura più concreta della longevità di un'artista:non essere semplicemente ricordata, ma continuare a essere scoperta.

Il rapporto costruito da Clara con il pubblico rappresenta uno degli aspetti più particolari della sua carriera.
I fan, racconta, le dicono spesso: «Sei una di famiglia», «Hai illuminato la mia infanzia», «Dopo la voce di mia mamma, la tua è la voce più importante della mia vita».
Parole che spiegano perché Clara abbia continuato a comporre e a incontrare il pubblico anche quando avrebbe potuto semplicemente amministrare un repertorio ormai storico.
La nostalgia, nel suo percorso attuale, diventa quindi un punto di partenza e non un punto di arrivo.

C'è poi un'altra Clara, meno conosciuta dal grande pubblico ma fondamentale per comprenderne la personalità.
Quando arrivò in Italia dal Brasile, il suo progetto iniziale era completamente diverso: laurearsi e lavorare nell'ambito medico e psicanalitico.
La musica, tuttavia, faceva parte della sua vita fin dall'infanzia. Cantava, suonava la chitarra e utilizzava anche la musica come strumento per superare la timidezza e socializzare.
Quando arrivò il successo artistico, Clara lavorava già come psicanalista.
Inizialmente temeva che la notorietà musicale potesse interferire con il rapporto con i pazienti. Accadde invece qualcosa di differente: le due dimensioni finirono per convivere.

«Anche la musica entra nel mondo della psicologia, perché risana l'anima», sostiene.
Nel corso della sua attività ha lavorato anche con gruppi di bambini attraverso laboratori terapeutici nei quali trovava spazio la musica. Una convinzione che sintetizza con una frase molto netta: «Se non ci fosse la musica nel mondo, saremmo per buona parte privi di emozioni e di anima».

Ed è proprio il presente musicale a riservare le novità maggiori.
Clara sta lavorando a nuovi brani destinati progressivamente alla pubblicazione, attraversando territori musicali molto differenti.

Particolarmente significativo è un progetto composto da 15 brani sacri dedicati ad alcuni santi e altri quattro dedicati alla Madonna, attualmente ancora in attesa di uscita.
Un repertorio che apre un capitolo poco conosciuto della sua produzione e che mostra quanto il suo universo compositivo sia oggi più ampio rispetto all'immagine con cui una parte del pubblico continua inevitabilmente a identificarla.


Ci sono poi le storie d'amore, come
Don't Forget My Love, e la musica in portoghese, lingua delle sue origini brasiliane, rappresentata da Minha Paixão e da altri lavori ancora da pubblicare.
Sul versante più solare e ritmico è invece già arrivata nei digital store Baila mi Amor, brano in spagnolo pensato anche per accompagnare salsa e merengue.

Tra i nuovi progetti ce n'è però uno che possiede un significato particolare.
Si intitola “Lady Clara – La mia voce ti accompagna” ed è nato, racconta l'artista, anche su richiesta dei suoi fan.
Il titolo sembra quasi chiudere idealmente un cerchio.

Per decenni Clara ha accompagnato il pubblico attraverso Lady Oscar. Adesso è Clara stessa a trasformare quel rapporto in una nuova canzone dedicata a quei momenti nei quali artista e spettatori cantano insieme repertorio storico e musica contemporanea.
Non è semplicemente un nuovo brano: è il racconto musicale di una relazione durata oltre quarant'anni.

La creatività di Clara Serina non passa soltanto dalla musica.
Nel campo della psicologia ha pubblicato sette libri e attualmente sta lavorando a un nuovo progetto editoriale particolarmente personale: un Diario dedicato alla propria vita, nel quale troverà spazio anche il percorso musicale.
Potrebbe diventare un'occasione per conoscere ciò che normalmente rimane dietro il palcoscenico: le scelte, i cambiamenti, le difficoltà e quella convivenza apparentemente insolita tra spettacolo e psicanalisi che ha accompagnato buona parte della sua esistenza.

Quando il discorso passa dal futuro professionale a quello personale, Clara non utilizza mezze misure: «Posso dire di essere una persona tosta».
È una definizione semplice che racconta molto della sua filosofia.
Dice di inseguire i propri desideri di realizzazione finché diventano concreti, pur riconoscendo che nella vita esistono anche progetti ai quali bisogna sapere rinunciare. Rivendica soprattutto due parole: autonomia e libertà.

Accanto alla musica continua inoltre l'impegno sociale e divulgativo attraverso programmi televisivi, web TV e radio nei quali affronta problematiche legate alla persona mettendo a disposizione l'esperienza accumulata in circa cinquant'anni di lavoro.
Ama viaggiare — ha visitato più di sessanta Paesi —, conoscere realtà differenti, lavorare e costruire continuamente nuovi progetti.

Dietro la voce capace di riportare milioni di italiani alla propria infanzia c'è quindi una donna che sembra avere pochissima intenzione di vivere guardando soltanto nello specchietto retrovisore.
Il messaggio con cui Clara ama rivolgersi alle persone riassume probabilmente meglio di qualsiasi biografia il punto in cui si trova oggi:
«Non rinunciare a ciò che ami fare, perché le difficoltà poi si superano».

Forse è proprio questo il filo che collega la Clara Serina del 1982 a quella di oggi. Lady Oscar continua a far battere i cuori, ma Clara ha ancora nuove canzoni da scrivere e nuove storie da raccontare.

Fattitaliani

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