È morto a 92 anni Franco Fontana, uno dei grandi maestri della fotografia italiana del secondo Novecento.
Nato a Modena nel 1933, Fontana ha costruito in oltre sessant’anni di carriera un linguaggio inconfondibile, capace di trasformare paesaggi, città, architetture e figure umane in composizioni di colore, luce e geometrie.La sua è stata una vera rivoluzione dello sguardo. In un’epoca in cui la fotografia artistica era ancora profondamente legata al bianco e nero, Fontana fece del colore il centro della propria ricerca, spingendolo verso l’astrazione e riducendo il paesaggio a campiture, linee, contrasti e forme essenziali. Le sue immagini non si limitavano così a raccontare la realtà: la reinventavano.
Dai paesaggi italiani alle città americane, dalle ombre alle celebri serie dedicate al paesaggio urbano e ai nudi, il suo lavoro ha conquistato una dimensione internazionale. Le sue fotografie sono entrate nelle collezioni di importanti musei del mondo e la sua opera è stata protagonista di centinaia di mostre e di oltre settanta pubblicazioni.
Proprio nel 2024-2025, il Museo dell’Ara Pacis di Roma gli aveva dedicato una grande retrospettiva, ripercorrendo l’intera carriera attraverso oltre 200 fotografie e mostrando la straordinaria capacità dell’artista di rinnovarsi passando dalla diapositiva alla Polaroid fino al digitale.
Con Franco Fontana scompare un artista che ha insegnato a guardare il mondo in modo diverso: non semplicemente attraverso una macchina fotografica, ma attraverso il colore, la forma e l’emozione. Le sue fotografie resteranno, come paesaggi sospesi, a ricordarci che anche la realtà più conosciuta può diventare nuova quando cambia lo sguardo di chi la osserva.




