Abbazie romaniche immerse nei boschi, borghi antichi dove i cellulari non prendono, laghi glaciali raggiunti a piedi tra faggi centenari, eremi arroccati sulla pietra.
L'Emilia ha un volto silenzioso che pochi conoscono, e che il silent travel, tendenza sempre più diffusa tra i viaggiatori contemporanei, ha contribuito a portare alla luce. Visit Emilia, la Terra dello Slow Mix che riunisce le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia - risponde a questa ricerca con un patrimonio straordinario, in luoghi capaci di restituire al viaggio la sua dimensione più essenziale: Visit Emilia | Silent TravelParma, il passo lento dei monaci e la melodia dolce dell'acqua.
Il viaggio inizia nel cuore del centro storico di Parma, dove il Monastero di San Giovanni Evangelista custodisce tre chiostri: il primo con accesso alla Biblioteca monumentale, il secondo dal quale si accede alla sala capitolare con due affreschi del Correggio, il terzo detto di San Benedetto con affreschi del 1510 circa. Nonostante la posizione a pochi passi dalla Cattedrale, all'interno regna un silenzio inaspettato, interrotto soltanto dal passo lento dei monaci benedettini. Nella cintura collinare intorno alla città si aprono due mete di pace autentica, raggiungibili in poche decine di minuti. Verso sud, nella campagna che digrada lungo la vallata del torrente Parma, la Badia di Santa Maria della Neve a Torrechiara è un monastero benedettino rinascimentale incastonato nel terrazzo fluviale, con il profilo del celebre Castello di Torrechiara a fare da sfondo, un luogo aperto anche a chi cerca il silenzio di un ritiro.
Verso sud-ovest tra Collecchio e Sala Baganza, il Parco dei Boschi di Carrega è un'oasi boscosa a quindici chilometri dalla città dove l'alternanza di alberi monumentali, prati e piccoli specchi d'acqua restituisce una quiete inaspettata a pochi passi dal capoluogo. Poco distante, la Pieve romanica di Talignano, costruita tra il 1100 e il 1200 dai Cistercensi per i pellegrini della Via Francigena, è uno di quei luoghi dove anche il segnale del cellulare scompare, e il raccoglimento diventa naturale. Nella pianura a ovest di Parma, il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci è il più grande labirinto di bambù del mondo e può essere concepito come un percorso di disorientamento sensoriale tra alte pareti vegetali, in cui perdersi diventa un'esperienza meditativa. All'interno, un museo con opere dal Rinascimento al Novecento e una biblioteca completano un luogo multiforme e raccolto.
Più in quota, nel cuore del Parco dei Cento Laghi, il Lago Santo Parmense attende a 1.507 metri: il più grande lago glaciale dell'Appennino settentrionale, raggiungibile a piedi da Lagdei attraverso un bosco di faggi in circa tre quarti d'ora. In una vallata più appartata, l'Alta Valtaro e Valceno custodisce i borghi di Anzola e Masanti di Sotto, porte d'accesso a sentieri selvatici che conducono anche alla Cascata delle Aquile nella Valle della Lecca, tra le più spettacolari dell'Appennino Tosco-Emiliano, incastonata tra pareti di arenaria a picco sul torrente. Un silenzio che ha il suono dolce dell'acqua. Poco distante, l'Oasi WWF dei Ghirardi, Riserva Naturale Regionale nei comuni di Borgo Val di Taro e Albareto, è un mosaico di seicento ettari tra cerrete, castagneti, prati e torrenti dove la copertura di rete scompare e i sensi tornano a sintonizzarsi sui ritmi della natura: cervi, daini, lupi, orchidee selvatiche e il silenzio come colonna sonora.
Piacenza, tra abbazie, eremi e cappelle votive.
Il piacentino è terra di spiritualità antica e paesaggi aperti. In città, nella Cattedrale di Piacenza il Museo Kronos ha recentemente inaugurato una Quiet Room nella suggestiva Sagrestia Superiore ottagonale, uno spazio immersivo e multisensoriale, con proiezioni a 360 gradi, un sistema audio pensato per favorire la calma e un percorso olfattivo, concepito per il raccoglimento di tutti i visitatori, incluse le persone più sensibili agli stimoli. A Bobbio, tra i Borghi più Belli d’Italia nel cuore della Val Trebbia, l'Abbazia di San Colombano, fondata nel 614 e per secoli tra i più importanti monasteri d'Europa, conserva ancora oggi un'aura di raccoglimento profondo, eco delle atmosfere che la caratterizzavano nell’Alto Medioevo, quando era uno dei più importanti ed influenti centri monastici d'Europa. Poco distante, la Spelonca di San Michele, eremo dove secondo la tradizione il Santo trascorse gli ultimi giorni in preghiera, è tappa, nonché luogo di meditazione, del Cammino di San Colombano, ovviamente, e della Via degli Abati.
Nella pianura piacentina, ad Alseno, l'Abbazia di Chiaravalle della Colomba sorprende con il suo chiostro gotico trecentesco, l'unico in situazione extraurbana dell'intera Emilia-Romagna, e l'armonia silenziosa di un complesso cistercense rimasto integro. Chi cerca la quota e il panorama sale fino al Santuario di Santa Franca di Vitalta, a 1.100 metri sul Monte Santa Franca, raggiungibile con un trekking amato dagli escursionisti locali. In Alta Val Tidone, il Santuario della Natività della Beata Vergine a Santa Maria del Monte, da dove lo sguardo può spingersi, nelle giornate più terse, sino alle Alpi, offre un silenzio contemplativo affacciato su un paesaggio di colline e vigneti che connotano e sottolineano fortemente la vocazione al vino di questa valle piacentina, in un territorio dove le DOC sono ben 17.
E nella Val Trebbia, a Filippazzi di Perino, la piccola Cappella del Voto dedicata alla Madonna di Fatima, circondata dal verde ed avvolta in un silenzio che ispira raccoglimento, chiude questo itinerario spirituale, tappa non meno di itinerari di trekking che portano alla scoperta delle alture dell’Appennino di quella che, secondo Hemingway è “la valle più bella del mondo”.
Reggio Emilia, sotto il cielo di Matilde l’eco della storia nei borghi dell’Appennino.
Il reggiano declina il silent travel tra spiritualità medievale, borghi appenninici e natura d'alta quota. A Reggio Emilia, il Cimitero Monumentale si rivela un insolito luogo di sosta e contemplazione: un parco della scultura en plein air che raccoglie opere dall'Ottocento ai giorni nostri, da Riccardo Secchi fino a Omar Galliani, in un silenzio che invita alla riflessione. La cinquecentesca Basilica della Madonna della Ghiara, lungo il Corso Garibaldi, accoglie i visitatori con la sua straordinaria decorazione ad affresco e la quiete propria dei grandi santuari mariani.
Nella Bassa Reggiana, lungo le sponde del Po, la natura fluviale regala una quiete di tutt'altro segno. Le golene che si estendono da Brescello a Luzzara, percorribili in bici lungo la Ciclovia del Po, sono luoghi sospesi in cui il Grande Fiume scandisce un tempo lentissimo. Il percorso tocca Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone, il Porto Fluviale di Boretto, la maestosa Piazza Bentivoglio di Gualtieri con il suo Museo Ligabue, e i boschi e i pioppeti che accompagnano fino a Guastalla e Luzzara, paese natale di Zavattini. Lungo la pista ciclabile che unisce Gualtieri, Boretto e Guastalla si incontra l'Isola degli Internati, silenziosa lingua di terra circondata dal Porto Vecchio, con i relitti di un rimorchiatore e due bettoline affondate nel 1944, visibili in estate quando il fiume è in secca. Ancora più a est, le Valli tra Novellara e Reggiolo sono un paradiso di canneti e corsi d'acqua ideale per il birdwatching e le passeggiate.
Tra le alture emiliane, a pochi chilometri dal Castello di Canossa, il caratteristico borgo di Votigno di Canossa custodisce la Casa del Tibet: biblioteca, sala di meditazione, spazi per seminari e un museo visitabile ogni domenica compongono un centro culturale che è, di per sé, un invito alla quiete interiore. Nelle terra della Grancontessa il Seminario di Marola, sorto nel luogo dove visse l'eremita Giovanni, e dove Matilde di Canossa volle edificare una chiesa come punto di accoglienza sulla Via Matildica del Volto Santo, è un centro di spiritualità immerso nel silenzio dei castagneti, aperto a tutti come luogo di studio, preghiera e di sosta per i pellegrini. Ai piedi della Pietra di Bismantova, l'Eremo di Bismantova - edificato nel 1617, già custodito dai Benedettini ed oggi santuario mariano diocesano - è meta di pellegrinaggi, con affreschi del XV secolo conservati nella sagrestia. La Pieve di San Vitale a Carpineti, di fondazione matildica, unisce silenzio e storia millenaria: l'antica canonica ospita un ostello con ristorante a chilometro zero, punto di sosta ideale per chi percorre la Via Matildica.
Più in quota, nel comprensorio del Comune di Ventasso, la montagna emiliana si svela in tutta la sua tranquillità. Tra i borghi storici Cecciola e Vallisnera custodiscono architetture di pietra fuori dal tempo. Il primo, con il suo intrico di sottopassi ad arco, corti e viottoli acciottolati dove portali scolpiti e maestà in marmo raccontano secoli di vita appenninica; il secondo dominato dalla rupe dell'antico castello, con una chiesa parrocchiale a navata unica che conserva intatta la sua forma medievale. Cerreto Alpi aggiunge al quadro un centro storico di grande interesse architettonico, raggiungibile ancora oggi percorrendo le antiche mulattiere selciate costellate di maestà rupestri. Il Lago del Ventasso completa questo itinerario con la dimensione più naturale del viaggio silenzioso: acque limpide, boschi, il Rifugio Venusta sulle rive e, per chi vuole spingere lo sguardo più lontano, la cima del Monte Ventasso a 1.727 metri nel cuore dell'Appennino Tosco-Emiliano.


