Da oggi, 6 luglio, è disponibile su RaiPlay Sound "Fantastiche", il nuovo podcast original firmato dalla Direzione Radio Digitali Specializzate e Podcast, condotto da Manila Nazzaro e Roberto Alessi. Sei episodi, sei donne che avrebbero "cambiato il volto della televisione italiana": Raffaella Carrà, Milly Carlucci, Ambra Angiolini, Lorella Cuccarini, Ornella Vanoni e Antonella Clerici.
Un cast di tutto rispetto, per carità. Ma proprio perché il progetto si presenta come una sorta di pantheon della tv di casa nostra, è lecito chiedersi come sia stata composta la rosa delle "fantastiche" — e soprattutto chi ne sia rimasta fuori.
L'assenza che pesa: Loretta Goggi
Se l'obiettivo dichiarato è raccontare "le donne che hanno cambiato il volto della televisione italiana", è difficile giustificare l'esclusione di Loretta Goggi. Showgirl completa come poche altre della sua generazione - cantante, attrice, imitatrice, conduttrice, Goggi ha attraversato il piccolo schermo dagli anni '70 a oggi con una versatilità che resta un unicum nel panorama italiano. Il suo "Fantastico" del 1979-80 non è solo un titolo che richiama per assonanza il nome del podcast: è uno dei programmi che hanno segnato un'epoca. Non trovarla in una rassegna che si propone come definitiva è una lacuna che salta all'occhio, e che difficilmente passerà inosservata al pubblico più attento.
Le presenze che si prestano a discussione
Se un'assenza fa discutere, anche alcune presenze non convincono del tutto.
Ornella Vanoni è certamente una delle voci più importanti della musica italiana, dotata di un'ironia e di un'autenticità fuori dal comune. Ma la sua storia è, prima di tutto, una storia discografica e teatrale, non televisiva: la tv l'ha attraversata da ospite, da fenomeno di costume più recente sui social, non da protagonista che ne ha "cambiato il volto" come conduttrice o interprete di un genere televisivo. Inserirla in una rassegna pensata su Carrà, Carlucci o Clerici - donne che la televisione l'hanno costruita giorno per giorno, da dentro - sembra una forzatura, per quanto affascinante possa essere il suo racconto.
Discorso in parte simile per Ambra Angiolini: la sua stagione a "Non è la Rai" resta un fenomeno generazionale fortissimo, e la sua evoluzione verso il cinema e il teatro è un percorso artistico legittimo e interessante. Ma è anche vero che la sua parentesi da vera protagonista televisiva, rispetto a colleghe come Carlucci o Cuccarini che il sabato sera lo abitano da decenni, è stata più circoscritta nel tempo. Accostarla, nello stesso podcast, a icone di lungo corso della conduzione rischia di appiattire storie molto diverse tra loro sotto un'etichetta comune che non rende giustizia a nessuna delle due.
Una rassegna che avrebbe potuto osare di più
Nel complesso, "Fantastiche" parte da un'idea valida e da un cast tecnico solido (la firma di Matteo Strada, la regia di Andrea Borgnino, la conduzione di Nazzaro e Alessi sono garanzie). Ma la selezione delle protagoniste sembra aver privilegiato la notorietà del momento e la facilità di racconto rispetto a un criterio più rigoroso di "chi ha davvero cambiato la televisione italiana". Loretta Goggi ne sarebbe stata un'inclusione quasi obbligata; Vanoni e Angiolini, per ragioni diverse, restano le scelte più opinabili di un podcast che aveva tutte le carte in regola per essere definitivo, e che invece lascia aperto più di un interrogativo.


