Mediterraneo Jazz, dal 4 al 15 luglio quattro appuntamenti tra ricerca sonora, improvvisazione e culture del mediterraneo

Alkantara Mediorkestra


Dal 4 al 15 luglio torna Mediterraneo Jazz, la rassegna ideata da Curva Minore, inserita all’interno del programma del Selinunte Estate, che mette in dialogo le molteplici anime del jazz contemporaneo con le culture, le tradizioni e le tensioni creative che attraversano il Mediterraneo.

Un percorso articolato in quattro appuntamenti che guarda alla musica come luogo di ricerca, incontro e trasformazione, accogliendo artisti e progetti capaci di superare confini geografici e linguistici per costruire nuove mappe sonore tra improvvisazione, memoria e sperimentazione.

Ad inaugurare la rassegna, il 4 luglio alle ore 21, sarà “The Fruitful Darkness”, il progetto che riunisce il sassofonista e flautista Gianni Gebbia e il batterista australiano Tony Buck, storico membro dei The Necks. Ispirato alle suggestioni dell'omonimo libro dell'antropologa e monaca zen Joan Halifax, il concerto si sviluppa come una vera e propria immersione nei territori dell'inconscio. Le tecniche estese del respiro circolare di Gebbia dialogano con le cellule ritmiche ipnotiche di Buck in una trama sonora che intreccia reminiscenze di raga indiani, canti della tradizione dei pescatori siciliani, dark ambient, drone e texture sciamaniche. Una discesanell'«oscurità feconda» evocata dal titolo, dove improvvisazione radicale e ritualità sonora si fondono in un'unica esperienza d'ascolto.

Il 5 luglio alle ore 21 sarà protagonista Paolo Angeli con “Lema”, ultimo capitolo di un percorso artistico che lo ha consacrato tra i più importanti innovatori della scena internazionale. Al centro della performance la celebre chitarra sarda preparata, straordinario strumento-orchestra a venticinque corde ideato dallo stesso Angeli e dotato di martelletti, eliche, ponti mobili e dispositivi sonori che ne amplificano le possibilità espressive. Attraverso una continua alternanza tra composizione e improvvisazione, il musicista sardo costruisce un viaggio musicale che unisce la memoria della tradizione isolana alle istanze del free jazz, del folk noise, del flamenco contemporaneo, del post-rock e delle avanguardie mediterranee. Un racconto sonoro fatto di approdi e partenze, melodie struggenti e paesaggi acustici in continua mutazione, che restituisce l'immagine di un Mediterraneo vivo, aperto e profondamente contemporaneo.

 Dopo una breve pausa, la rassegna riprenderà il 14 luglio alle ore 21 con “Terraemaris” dell'Alkantara MediOrkestra, ensemble diretto da Giuseppe Privitera e composto da musicisti provenienti da Italia, Irlanda, Bulgaria, Grecia e Giordania. Nato come residenza creativa e progetto di ricerca transculturale, Terraemaris trae ispirazione dai temi di Horcynus Orca per riflettere sulle migrazioni, sugli attraversamenti e sulle identità che da semprer caratterizzano il Mediterraneo. L'organico riunisce strumenti appartenenti a tradizioni differenti — dal marranzano siciliano all'oud mediorientale, dal duduk armeno ai fiati della tradizione araba, fino agli archi europei e alle percussioni orientali — dando vita a un mosaico sonoro in cui jazz contemporaneo, world music e tradizioni popolari si incontrano in un continuo dialogo culturale. La Sicilia diventa così il centro simbolico e geografico di una nuova orchestra mediterranea capace di trasformare la diversità in linguaggio comune.

A chiudere Mediterraneo Jazz, il 15 luglio alle ore 21, sarà “New Call” del Giuseppe Guarrella Niwas Quartet, formazione guidata dal contrabbassista siciliano Giuseppe Guarrella, figura di riferimento dell'avant-garde jazz italiano. Insieme a Gianpiero Fronte al sax, Salvo Scucces al vibrafono ed Emanuele Primavera alla batteria, Guarrella presenta il secondo lavoro discografico del quartetto, un progetto che conferma una poetica musicale aperta, rigorosa e profondamente contemporanea. Le composizioni originali si sviluppano attraverso un costante equilibrio tra scrittura e improvvisazione, intensità espressiva e ascolto collettivo, delineando un percorso sonoro capace di alternare tensione ritmica, lirismo e libertà formale. Un jazz di ricerca che coinvolge l'ascoltatore tanto sul piano sensoriale quanto su quello intellettuale, confermando la capacità del quartetto di reinventare nel presente il linguaggio della musica improvvisata.

Biglietti acquistabili presso la biglietteria del Parco Archeologico di Selinunte o dal sito www.coopculture.it

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