Il 30 giugno esce l'ultimo capitolo del percorso discografico del compositore Giovanni Cristino.
Con la release simultanea di due nuovi singoli, il progetto solista Baco svela la sua evoluzione finale: per la prima volta, la dimensione intima del pianoforte solista si apre al dialogo con basso e batteria.Ad affiancare
l'artista in questo passaggio cruciale sono i musicisti Andrea Dominoni al
basso e Matteo D'Ignazi alla batteria. Insieme ridefiniscono i confini sonori
del progetto, muovendosi verso sonorità più ibride e dinamiche. La produzione è
firmata, come nelle precedenti pubblicazioni, da Giuliano Vozella, che ha curato gli
arrangiamenti a quattro mani insieme a Cristino.
Le due tracce
sintetizzano il concept dell'intero progetto: trasformare la memoria in una
risorsa viva per abitare il presente. Il primo brano, “Chico”, prende il nome dal cane trovato dalla
compagna dell'artista durante un cammino, un arrivo che ha riacceso la gioia
pura nei confronti degli animali che custodiva fin dall'infanzia. Il secondo, “Kimono”,
è invece un omaggio agli anni in conservatorio e al maestro Gianni Lenoci. Qui
il kimono diventa l'abito da indossare per farsi strada nel mondo, portando con
sé la bellezza dello studio e la gioia della scoperta.
"Con questa
release il cerchio si chiude e la nostalgia si trasforma definitivamente in
energia presente" racconta
l'artista. "Il passaggio dal piano solo alla dimensione del trio
risponde alla necessità di dare corpo e ritmo collettivo a questi ricordi. Che
sia la riscoperta della gioia infantile grazie a Chico o la gratitudine per gli
insegnamenti racchiusi in Kimono, il passato si fa qui ritmo e struttura
proiettandosi nel futuro".
Bio Short
Pianista e
compositore classe 1987, fonde formazione accademica e jazz in un linguaggio
che dialoga con le estetiche neoclassiche. Dopo un percorso multidisciplinare
tra danza contemporanea e installazioni multimediali, oggi concentra la sua
ricerca nel progetto solista Baco. Traendo ispirazione dal suo passato nel
mondo dei graffiti, Cristino traduce l’immediatezza del segno grafico in un
gesto pianistico in cui improvvisazione e struttura trovano un equilibrio
dinamico.
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