Giovedì 18 giugno alle 18:30 inaugura "Sensualità della Forma" al Palazzo del Fulgor, sede del Fellini Museum del Comune di Rimini, a cura di Monica e Matteo Zauli.
La mostra, che chiuderà il 23 agosto, espone sculture, litografie e acqueforti provenienti dal Museo Carlo Zauli di Faenza.
Tra i maggiori protagonisti della ceramica italiana e della scultura del secondo Novecento, Carlo Zauli ha saputo trasformare un materiale profondamente legato alla tradizione in un linguaggio contemporaneo, capace di dialogare con la scultura, l'architettura e le ricerche artistiche internazionali del suo tempo. Le sue opere abbandonano progressivamente la dimensione funzionale dell'oggetto per esplorare la forza espressiva della forma pura, dando vita a volumi che sembrano espandersi, respirare e mutare sotto lo sguardo dello spettatore. Si attiva in ognuna di esse un dialogo tra struttura ed ordine geometrico, da un lato, e materica, flessuosa naturalità, dall’altro, relazione che si esalta nei cromatismi tipici zauliani.
Un universo espressivo che viene trasportato in questa occasione anche al di fuori della forma plastica e che rivive nella bidimensionalità dell’opera grafica, vero e proprio aspetto inedito di questa mostra, che pone in dialogo le atmosfere cinematografiche felliniane alla ricerca artistica sviluppata nel medesimo periodo storico dall’artista faentino.
Il dialogo tra Zauli e Fellini affonda le radici in un'affinità umana e poetica: entrambi romagnoli, entrambi legati a una dimensione immaginativa della realtà, condividono una visione in cui la forma è attraversata da tensioni vitali, emotive e sensuali.
Le opere di Zauli risuonano così con l’universo visionario del regista: un mondo di metamorfosi, desiderio e immagini sospese tra sogno e materia.
Inserita negli spazi del Palazzo del Fulgor, Sensualità della Forma crea un confronto inedito tra due artisti che hanno fatto della trasformazione uno dei cardini della propria ricerca. Da una parte il cinema di Fellini, popolato da figure in bilico tra memoria e fantasia; dall'altra le opere di Zauli, che sembrano emergere dalla terra per assumere una presenza quasi corporea. Un accostamento che rivela inattese consonanze e celebra il legame profondo tra arte, materia e immaginazione.
Con questa mostra il Palazzo del Fulgor prosegue il proprio percorso espositivo dedicato ad artisti contemporanei la cui ricerca entra in risonanza con alcuni temi centrali dell'opera felliniana. Non un omaggio diretto al regista riminese, ma l'esplorazione di affinità, suggestioni ed echi capaci di attraversare linguaggi diversi.

