ROMA - Anno 50 d.P: mezzo secolo dopo Panatta, Roma entra nella geografia imperiale di Jannik Sinner.
Il mondo era già suo da due anni almeno, da quando nel giugno del 2024 un italiano d’alta montagna prese la vetta della classifica del tennis. Ma gli Internazionali erano rimasti il pezzettino smarrito del puzzle (il 29esimo titolo Atp), una casella vuota per caso (qualcuno cominciava a suggerire una maledizione, e qualcuno di più ci aveva creduto fino al diluvio che aveva interrotto la semifinale con Medvedev). E invece – annus domini sui 2026 – ecco che il quadro è completo. Possiamo smetterla di telefonare a Panatta per chiedergli del suo possibile successore: Sinner re al Foro Italico non è più un’eventualità. Non più un sogno, ma una solida realtà. Il trionfo identitario e un po’ romantico che serviva alla retorica per chiudere anche quel capitolo della storia, dopo esserci goduti l’aperitivo di Bolelli e Vavassori ad aggiornare il capitolo del doppio (non Panatta, ma Pietrangeli/Sirola: sempre una caduta degli dei è).Fonte: Agenzia Dire - www.dire.it


