Pia Tuccitto a Fattitaliani: «Con 'My Sister Is Down' volevo raccontare la purezza di chi guarda il mondo senza filtri.» L'intervista



Antonino Muscaglione per Fattitaliani

(video) “My Sister Is Down” è il nuovo singolo di Pia Tuccitto, cantautrice rock che da oltre trent’anni porta avanti un percorso artistico intenso, libero e profondamente personale. Il brano, disponibile sulle piattaforme digitali e in radio, nasce da una storia vera e molto intima: quella del rapporto con la sorella Giorgi, affetta da Sindrome di Down e scomparsa nel 2019. Attraverso una scrittura diretta e autentica, Pia racconta non soltanto il legame profondo che le univa, ma anche lo sguardo spesso superficiale con cui la società osserva ciò che considera “diverso”. “My Sister Is Down” diventa così molto più di una semplice canzone autobiografica: è un messaggio di inclusione, umanità e libertà, un invito ad andare oltre i pregiudizi per riscoprire la bellezza della spontaneità e della purezza emotiva. Prodotto insieme a Frank Nemola, storico collaboratore di Vasco Rossi, il singolo unisce energia rock e grande sensibilità emotiva, accompagnato da un videoclip toccante che ripercorre la vita di Giorgi attraverso immagini familiari e ricordi autentici. Un lavoro che conferma ancora una volta la capacità di Pia Tuccitto di trasformare esperienze personali in racconti universali capaci di arrivare al cuore delle persone. Nel corso della sua carriera Pia ha collaborato con artisti importanti come Vasco Rossi, Patty Pravo e Irene Grandi, costruendo negli anni un’identità artistica forte e riconoscibile, sempre fedele alla propria verità espressiva. “My Sister Is Down” anticipa inoltre il nuovo doppio album della cantautrice, un progetto che promette di raccontare nuove sfumature del suo universo musicale e umano. Abbiamo parlato con lei di questo nuovo singolo, del ricordo di Giorgi, del potere della musica nel raccontare la verità e del momento artistico che sta vivendo oggi. 

Ciao Pia, come stai? “My Sister Is Down” racconta una storia molto personale: quando hai capito che il ricordo di tua sorella Giorgi sarebbe diventato una canzone?

«Ciao Antonino, sto benissimo grazie! In realtà “My Sister Is Down” è nata molti anni fa, addirittura negli anni ’90. Ricordo che una vicina di casa mi chiese riferendosi a mia sorella: “Ma morde? È cattiva o buona?”. Una frase assurda, detta forse con superficialità, ma che mi colpì profondamente. In quel momento ho sentito il bisogno di trasformare quella realtà in musica. Non stavo scrivendo un ricordo nostalgico, ma raccontando ciò che vivevamo davvero: l’ignoranza, i pregiudizi e la poca sensibilità che spesso circondano chi viene percepito come “diverso”. Allo stesso tempo, però, volevo raccontare la purezza incredibile di Giorgi, il suo modo libero di guardare il mondo, la sua spontaneità e la sua capacità di amare senza filtri. Questa canzone nasce proprio da lì: dal contrasto tra la durezza di certi sguardi e la luce che lei portava nella vita delle persone che la conoscevano davvero.» 

Quanto è importante, oggi, parlare di inclusione attraverso la musica?

«È fondamentale. La musica arriva dove tante parole non riescono ad arrivare. Una canzone può entrare nel cuore delle persone senza giudicare, senza imporre nulla, semplicemente facendo emozionare. Io credo che l’arte abbia anche questo compito: aiutare a vedere le cose da un’altra prospettiva. Oggi si parla molto di inclusione, ma spesso lo si fa in modo superficiale. Invece bisognerebbe imparare davvero ad ascoltare gli altri e ad accettare le differenze come una ricchezza. Giorgi mi ha insegnato tantissimo in questo senso: lei viveva con una libertà e una sincerità che molte persone “normali” non hanno. La musica può racchiudere ogni pensiero, ogni dolore, ogni speranza. È una formula magica per dire la verità e arrivare alle persone in maniera diretta e autentica.» 

Com’è stato trasformare un’emozione così intima in un lavoro artistico collettivo?

«Per me scrivere canzoni è sempre stato qualcosa di estremamente naturale. Quando sento un’emozione forte, la musica arriva quasi da sola. Nasce tutto in modo molto istintivo: faccio un provino, scrivo parole e melodia e poi insieme al mio produttore Frank Nemola iniziamo a costruire il brano. Con Frank c’è un rapporto umano e artistico molto bello, ci capiamo al volo e lavoriamo divertendoci come due bambini. Anche in un brano così intenso non è mai mancata la voglia di sperimentare, di cercare il suono giusto, di dare energia alle emozioni. Poi attorno a una canzone si crea sempre una squadra: i musicisti, gli arrangiamenti, il videoclip. Tutti hanno contribuito a rispettare la delicatezza della storia senza mai perdere la forza rock che mi appartiene da sempre.»


Dopo tanti anni di carriera e collaborazioni con artisti come Vasco Rossi, cosa rappresenta oggi questo singolo nel tuo percorso umano e musicale?

«Ogni fase della mia vita mi ha lasciato qualcosa di importante. Vasco Rossi ha rappresentato una parte fondamentale del mio percorso artistico e umano: con lui ho vissuto anni incredibili, grandi palchi, grandi emozioni e tanta crescita professionale. Ma nella vita non si finisce mai di imparare e di cambiare. Oggi sento di vivere la musica con una consapevolezza diversa. Sono sempre molto curiosa, ho ancora voglia di raccontare storie vere e di emozionarmi. “My Sister Is Down” rappresenta sicuramente uno dei brani più personali che abbia mai pubblicato, perché dentro c’è la mia famiglia, il mio dolore, ma anche il mio amore più profondo. Credo che con il tempo si impari ad avere meno paura di mostrarsi per quello che si è davvero, ed è quello che sto facendo anche artisticamente.»

Qual è il ricordo che ti lega alla musica da piccola? Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?

«La musica è dentro di me da sempre. Mia mamma raccontava che da bambina, quando vedevo Rocky Roberts in televisione, saltavo giù dal lettino e iniziavo a ballare. Era qualcosa di istintivo, naturale. In famiglia, poi, la musica era molto presente: mio nonno era musicista, mia zia pure, quindi probabilmente ce l’ho nel sangue. Crescendo ho capito che non potevo farne a meno. La musica per me non è mai stata soltanto un lavoro o una passione, è un modo di vivere, di esprimermi, di affrontare anche i momenti difficili. Quando scrivo o salgo su un palco mi sento completamente me stessa. È lì che capisco di essere esattamente dove devo stare.»

“My Sister Is Down” anticipa il tuo nuovo doppio album: che momento artistico stai vivendo e cosa possiamo aspettarci dai prossimi lavori?

«Sto vivendo un momento molto creativo e molto libero. Fare musica è la cosa che amo di più e continuo a farla con lo stesso entusiasmo degli inizi. Nella mia vita ci sono stati tanti momenti magici e sono convinta che ce ne saranno ancora molti. Il nuovo doppio album sarà un lavoro importante perché racconterà tante sfumature diverse del mio mondo artistico e umano. Ci saranno brani molto intimi, altri più rock, altri ancora più diretti e istintivi. Mi piace l’idea di non avere limiti e di poter attraversare emozioni diverse mantenendo sempre la mia identità. “My Sister Is Down” apre questo nuovo percorso con un messaggio molto forte, umano e universale. E sono felice che sia proprio questa canzone ad accompagnare il pubblico verso il prossimo capitolo della mia musica.»

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